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Willow 1×03 – 1×04 – The Battle Of The Slaughtered Lamb – The Whispers of NockmaarTEMPO DI LETTURA 5 min

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Willow 1x03La serie su Willow sta uscendo in un periodo particolarmente florido per quanto riguarda le produzioni fantasy. Solo pochi mesi fa sono state rilasciate due serie destinate a far parlare molto di sé, Gli Anelli Del Potere e House Of The Dragon, e prima ancora La Ruota Del Tempo e la seconda stagione di The Witcher. Inoltre, proprio in questo periodo è in corso l’ultima stagione di His Dark Materials e prossimamente tornerà Carnival Row.
Insomma, per gli appassionati del genere è un periodo d’oro, ma questo porta a un rovescio della medaglia. Ogni nuova produzione deve lottare per emergere e spiccare sulle avversarie. Anche Willow deve piegarsi a queste regole, e purtroppo la sua struttura particolarmente semplice, basata sul solito e abusato meccanismo della quest, non aiuta. Ma ha diverse frecce al suo arco che potrebbero funzionare.

FANTASY-HORROR


Nonostante sia distribuita da una piattaforma streaming solitamente associata all’intrattenimento per famiglie, Willow si sta rivelando una serie piuttosto cupa e paurosa. Il tutto in linea con il film del 1988, che mescolava atmosfere e contenuti fiabeschi a una vena orrorifica non indifferente (basti pensare alla traumatizzante trasformazione dei soldati in maiali).
Anche qui non mancano particolari piuttosto raccapriccianti, come la possessione demoniaca che colpisce prima Ballantine e poi il principe Graydon. Tuttavia, si respira davvero un’aria da horror solo quando la compagnia capita nella capitale di Nockmaar, nientemeno che la roccaforte dell’antagonista del film originale. Come Khazad-Dum nel Signore degli Anelli, Nockmaar è un luogo oscuro su cui aleggia un’aura maligna, un posto che lo stregone Willow eviterebbe volentieri; ma la necessità di salvare Graydon spinge i suoi compagni a infilarsi in questa poco confortevole tana del leone.
La parentesi nel castello ha un grosso merito: ampliare notevolmente la lore e aggiungere alla storia dettagli fondamentali. Viene finalmente spiegato l’effettivo rapporto fra Bavmorda e la Megera, oltre a chiarire perché sia stato rapito proprio il principe Airk. Poco a poco l’universo fantasy di Willow prende forma in maniera funzionale alla trama, benché si è ancora lontani dalla complessità e dalla vera profondità di ambientazioni come la Terra di Mezzo o Westeros.

IL PERCORSO DI ELORA


É evidente che uno dei filoni narrativi principali di Willow sia la crescita di Elora, che dopo aver scoperto la propria origine deve imparare a controllare la magia ma anche a fare i conti col fatto di essere un bersaglio delle forze oscure.
I due episodi qui recensiti non le risparmiano traumi e drammi. In particolare, l’uccisione delle boscaiole presso cui aveva trovato rifugio, mentre fuggiva da Ballantine, serve a farle capire che le persone sono in pericolo per il solo fatto di avere a che fare con lei, e le visioni/flashback nel castello di Bavmorda confermano questa idea, mostrandole la morte della madre mai incontrata. Per non parlare dell’uscita di scena di Silas, altra vittima illustre. Certo, continuare a vedere lo stereotipo della damigella in pericolo ancora nel 2022 è frustrante, soprattutto nella stessa serie che sbatte in faccia allo spettatore esempi di ragazze forti (e antipatiche, ma su questo si tornerà dopo).
Al contempo, Elora deve poco a poco acquisire consapevolezza della propria importanza e della propria forza, deve capire di essere fondamentale non solo per la sopravvivenza dei compagni (come succede proprio con Graydon) ma anche per l’intero mondo magico di cui fa parte.
Questo percorso di crescita la costringe presto a “scontrarsi” con il suo “idolo”, Willow. La ragazza ha circondato il Nelwyn di un’aura quasi leggendaria e sovrannaturale ma la verità (ben nota a chi viene dalla visione del film) è che Willow ha sconfitto Bavmorda con un mix di astuzia e fortuna più che con l’uso di poteri magici incredibili. Non si sa in che modo la scoperta delle reali dinamiche di questa vittoria influirà sul rapporto fra Elora e il Nelwyn, ma di sicuro non sarà indolore.

PERSONAGGI CHE FUNZIONANO… E NON


Willow 1x04Il rischio che il resto della compagnia di eroi brilli della luce riflessa di Willow e di Elora è per il momento scongiurato, perché la sceneggiatura cerca di dare a ognuno di essi il suo spazio. Il problema è come lo fa.
Graydon è un personaggio che funziona perché è goffo, è impacciato, è l’esatto opposto di chi ci si aspetterebbe in una quest fantasy e proprio per questo porta una ventata di aria fresca. Così come non delude Jade, forse la più sacrificata del sestetto, quando si tratta di portare in scena il dramma di dover affrontare e uccidere il proprio stesso padre adottivo per liberarlo dalla possessione demoniaca.
Ben diverso è il discorso con Boorman e Kit. Il primo vorrebbe essere la linea comica della serie, il manigoldo sbruffone ma dal cuore tenero, lo Han Solo del fantasy, e alcune sue uscite funzionano anche. Il problema è che con questo personaggio ci si spinge troppo oltre la linea che separa la comicità dall’idiozia: soprattutto nell’episodio ambientato a Nockmaar, si finisce per domandarsi come abbia fatto un tale imbecille, che beve la prima cosa che gli capita a tiro e attraversa corridoi spettrali senza controllare la presenza di trappole, a sopravvivere per tanti anni. Ma nel fantasy i ladri non dovrebbero essere quelli furbi?
Kit, invece, sembra messa lì solo per guadagnarsi la palma di eroina più odiosa della storia. Va bene volerla rappresentare come una giovane ancora immatura, arrogante, cresciuta nella bambagia e quindi incapace di empatia, ma ancora una volta la scrittura travalica la linea che separa un personaggio negativo da uno odioso.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’espansione della lore
  • Si torna a Nockmaar!
  • Il percorso di crescita di Elora
  • Graydon e Jade funzionano sullo schermo
  • La damigella in pericolo nel 2022 non funziona più
  • Come ha fatto Boorman a sopravvivere finora?
  • Kit continua a essere il personaggio più odioso della combriccola
  • Manca ancora quel guizzo che permetta a Willow di spiccare sulla concorrenza

 

Per tante cose Willow funziona bene, ma non è certo la miglior serie fantasy degli ultimi anni. Deve soprattutto lavorare su alcuni personaggi e su alcuni stereotipi di troppo, che al giorno d’oggi rischia di far “puzzare” di vecchio l’intera produzione. E deve anche costruire una propria identità, benché le atmosfere cupe e i castelli stregati per ora sembrano funzionare.

Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, un dottore di ricerca e un insegnante di lettere, ma non è stato ancora confermato.

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