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Resident Alien 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 4 min

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Recensione Resident Alien 1x01 Harry: “This. Is. Awesome!”
Asta: “What? What’s awesome?”
Harry: “A good mystery. Figuring out what happened. Like Law & Order.
Kung kung! That was fun.”
Asta: “Fun?”
Harry: “Yeah. I know who killed him.”
Ben: “Who?”
Harry: “He did. The angle of the wounds. The way the blood is on his hand. He murdered himself.”
Sheriff: “And why the hell would he do that?”
Harry: “I don’t know. I wasn’t here.”
Sheriff: “Aight, look. That’s one creepy son of a bitch, right? That ain’t just me, right? Ya’ll see that, right?”

La nuova serie tv del canale americano SyFy sorprende e regala molte emozioni. Basata sull’omonima serie a fumetti di Dark Horse Comics, creata da Peter Hogan e Steve Parkhouse, Resident Alien è stata adattata da Chris Sheridan, produttore esecutivo, del quale si è già potuto vedere il lavoro svolto con Family Guy. Tra gli altri produttori figurano poi grandi nomi come Justin Falvey e Darryl Frank (The Americans), Mike Richardson (Hellboy), Keith Goldberg (The Legend of Tarzan).
Il pilot di questo dramedy di fantascienza racconta l’esilarante storia di un alieno, il Capitano Hah Re, che atterrato e schiantatosi sulla Terra assumerà l’identità di un comune medico del Colorado, il Dott. Harry Vanderspeigle, per camuffarsi tra gli esseri umani. Ben presto, nel corso dell’episodio, la sua lotta con la morale e soprattutto l’interrogativo riguardo la sua missione segreta da condurre sulla Terra vengono presentati allo spettatore. Ovviamente, a fare da contorno al dilemma del protagonista vi è la grande domanda: gli uomini meritano davvero di essere salvati? Gli alieni pensano di no, il Capitano Hah Re ha dei dubbi. Gli umani non aiutano.
Il volto di Harry Vanderspeigle è quello di Alan Tudyk, già noto per il suo ruolo in Firefly, serie dei primi anni 2000 di Joss Whedon di genere western-fantascientifico.
Ma quello che rende davvero geniale questa serie è la sigla. Come una sorta di manuale per alieni novellini in visita sulla Terra, la sigla infatti mostra le differenze fisiche tra esseri umani e alieni e, allo stesso tempo, anche le differenze “psicologiche”.

“UN MARZIANO A ROMA”


Alan Tudyk, come già detto, presta il volto a questo strambo alieno che ha tutto ad eccezione della convinzione di eseguire il suo compito. Infatti il camuffamento sembra avere un effetto opposto rispetto allo scopo originario: il protagonista inizia a comprendere gli umani.
L’effetto di trovarsi tra gli uomini porta il povero Dott. Harry Vanderspeigle aka Capitano Hah Ra a dubitare di sé stesso e della missione, in particolare quando si trova a confrontarsi con alcuni umani in un caso di omicidio… quello del medico della città. Questo lo porta a cercare di ambientarsi al meglio delle sue possibilità a Patience e lo spettatore rimane concentrato nell’osservare il comportamento del personaggio.
Inoltre, la citazione di Law and Order sembra cadere a pennello: per imparare la lingua il Dott. Harry Vanderspeigle vede degli episodi di questa serie tv e poco dopo si ritrova invischiato proprio in un mistero alla Law and Order, che gli permetterà comunque di uscire dalla sua comfort zone e scontrarsi effettivamente con gli umani che lo circondano. Quello che colpisce è la sua eccessiva sincerità che lo porta a non poter bere e ballare insieme. Nessuno lo comprende effettivamente e questo rende il suo personaggio molto interessante perché non si sa mai come potrebbe comportarsi in qualsiasi situazione, che sia con il sindaco, con il capo della polizia oppure con la vedova del dottore.
Alan Tudyk risulta davvero convincente nel suo ruolo e da subito porta lo spettatore a tifare per lui. Del resto, l’apertura dell’episodio con “Nobody in thieir right mind would live in a place like this” la dice lunga. Anche il primo piano alieno mentre pesca in mezzo al lago risulta geniale e fa subito sorridere. Tra il comico e il drammatico risultano le importanti domande morali dell’alieno sul dovere o meno salvare gli esseri umani e sul perché questi ultimi pieghino la pizza prima di mangiarla.
Inoltre, degna di nota è la chimica tra Tudyk e Tomko, cosa che potrebbe rendere Resident Alien ancor più interessante.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Un adattamento da fumetti sembra ormai sempre più spesso la scelta giusta per creare un prodotto originale che si erga in alto rispetto al mare di serie tv in cui si naviga
  • Le importanti domande morali di Harry Vanderspeigle
  • Il primo piano alieno a inizio episodio
  • La sigla
  • Nulla da segnalare

 

Episodio godibile e divertente. Evidente è l’influenza del fumetto nella realizzazione grafica degli alieni e, soprattutto, nella trasformazione del Capitano Hah Ra in Harry Vanderspeigle. Il protagonista alieno è spettacolare e Alan Tudyk mostra davvero le sue migliori qualità.

La notte sognivaga passeggia nel cielo ed il gufo, che mai dice il vero, sussurra che sono in me draghi ch'infuocano approdi reali e assassini seriali, vaghi accenti d'odio feroce verso chiunque abbia una voce e un respiro di psicosfera che rende la mia indole quanto mai nera. Però sono simpatica, a volte.

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