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Russian Doll 1×01 – Nothing In This World Is EasyTEMPO DI LETTURA 5 min

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“Nothing in this world is easy… except pissing in a shower.”

Il film Ricomincio Da Capo (Groundhog Day) con Bill Murray del 1993 è considerato, a tutti gli effetti, il progenitore delle storie in cui il protagonista si trova coinvolto in un loop temporale dove è costretto a rivivere la stessa giornata ogni giorno. Questo fino a che non trova la chiave finale per uscire da quella situazione, quasi sempre collegata ad un percorso di formazione che lo stesso protagonista compie.
In Russian Doll, nuova produzione originale Netflix, la protagonista Nadia (interpretata da un’ottima Natasha Lyonne, già apprezzata in Orange Is The New Black) ha anche lei il suo “giorno della marmotta” o, per meglio dire, la sua “notte del gatto”.
Nadia è una programmatrice informatica di 36 anni (appena compiuti), single e fiera di esserlo. Ha nei confronti della vita un approccio abbastanza cinico e disilluso, in particolare per quanto riguarda i rapporti umani. In effetti si può dire che l’unico rapporto veramente buono che ha con un altro essere vivente è quello con il suo gatto Oatmeal, mentre per il resto si trascina in rapporti più o meno nichilistici che riflettono quella che è anche la sua stessa vita. Fino a che, ovviamente, questa vita non finisce in maniera abbastanza casuale e tragicomica mentre cerca di recuperare, per l’appunto, l’amato felino. Da questo momento in poi inizia il loop temporale in cui, per qualche motivo, Nadia si risveglia sempre nel bagno di casa dell’amica Maxine (dal design talmente kitsch da risultare quasi bello) alla sua festa di compleanno. E ogni volta finisce sempre per morire, in tutti i modi possibili e immaginabili, mentre cerca il suo beneamato gatto.
Dopo un po’ lo schema della trama diventa talmente semplice e ripetitivo che lo spettatore è quasi portato a immaginare quale sarà la chiave finale per uscire dal loop (ritrovare il gatto e conseguentemente la fiducia nell’umanità?), salvo poi vedersi interrotto l’episodio in maniera netta e quasi brutale senza che nessuna soluzione venga poi data. Il che è comprensibile: dopo tutto si tratta solo del pilot, per cui è normale che vengano presentati prima i vari personaggi ed il conflitto principale e poi si lasci tutto in sospeso fino alla risoluzione finale che avverrà (presumibilmente) nell’episodio finale. Ma in questo caso particolare “Nothing In This World Is Easy” presenta giusto l’antefatto lasciando in sospeso un sacco di elementi appena accennati (il rapporto con l’ex, i disturbatori nel bar, il barbone che potrebbe essere la soluzione-chiave finale…) e disilludendo lo spettatore poiché anche il ritrovamento del gatto scomparso non significa nulla (la protagonista muore comunque annegata poco dopo!).
Russian Doll gioca, in questo modo, a ribaltare tutti i cliché narrativi e i presupposti a cui lo spettatore è ormai abituato. E questo fa sicuramente bene a tutta la storia poiché altrimenti sarebbe stato troppo facile e intuitivo capire dove andava a parare lo schema del loop temporale. Invece l’ambientazione e il tono da dark comedy presente nella serie è il vero fattore di originalità che aiuta a declinare la storia in modo innovativo, evitando le soluzioni troppo semplici e garantendo la freschezza della trama.
Inoltre l’episodio si dimostra veramente ottimo a livello di regia e scrittura. Il tono dei dialoghi è da screwball comedy di stampo alleniano, con un misto di battute sarcastiche che nascondono dietro di esse grandi riflessioni filosofiche sulla natura umana (meraviglioso il “monologo sulla memoria dei pesci”). A questi dialoghi contribuisce poi una soundtrack davvero notevole, e in linea con le varie situazioni rappresentate, e una fotografia che gioca tutto sui colori acidi (anche questi in linea con il carattere della protagonista). Elementi che denotano la bravura di Natasha Lyonne, qui non solo nelle vesti di attrice protagonista ma anche in quelle di sceneggiatrice e produttrice della serie, di cui comunque rimane anche l’ottima interpretazione del personaggio di Nadia.
Non solo la protagonista ma anche le attrici comprimarie non se la cavano male, e su tutte è da segnalare il ritorno sul piccolo schermo di Elizabeth Ashley nei panni della psicologa Ruth. Si tratta di un nome veramente forte in quanto l’attrice è stata protagonista di alcune serie-cult degli anni ’60 e ’70 (Mission Impossible, Sulle Strade Della California, Ironside…) nonché nominata più volte per Golden Globes ed Emmy. Una vera e propria leggenda in questo campo e un ritorno che rappresenta un bel biglietto da visita per un prodotto del genere.
Russian Doll parte dunque prendendo lo spettatore piano per poi lanciargli piccoli agganci fino a trattenerlo sempre di più nella sua spirale vorticosa di eventi. Cosa sicuramente non facile. Per il momento si tratta di un esperimento riuscito, bisognerà vedere come si evolveranno i prossimi episodi, ma intanto non si può che apprezzare anche la durata della puntata (sotto i 30 minuti) e delle prossime.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Natasha Lyonne
  • Schema narrativo trito e ritrito ma declinato in modo originale
  • Bagno di Maxine
  • Soundtrack e dialoghi
  • Fotografia
  • Elizabeth Ashley
  • Episodio che funge da mera introduzione e basta senza poi andare oltre
  • Si capisce che il barbone avrà un ruolo fondamentale nella storia… ma quale?
  • Vari elementi suggeriti ma poi lasciati a metà…

 

Russian Doll si presenta esattamente come il giocattolo da cui prende il nome: parte in maniera classica e quasi scontata e si evolve in modo talmente allucinatorio che non è possibile rimanerne immuni. A questo punto bisogna per forza andare a vedere come si svilupperà la vicenda.

 

Nothing In This World Is Easy 1×01 ND milioni – ND rating

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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