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Servant 1×01 – RebornTEMPO DI LETTURA 4 min

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Chi segue Il Signor Distruggere avrà certamente già sentito parlare delle bambole reborn, ovvero bambole in vinile, realizzate artigianalmente, le quali assomigliano in maniera incredibile a veri e propri esseri umani in miniatura. Sulla pagina di Distruggere, il fenomeno era stato preso in esame in termini ironici e dissacranti, proprio perché gli esempi riportati si riferivano a casi estremi: gruppi facebook per scambiarsi consigli su come far vivere al meglio queste bambole, donne che facevano finti colloqui ad ignare babysitter e consideravano questi prodotti come dei figli a tutti gli effetti.
Lasciando perdere per un attimo le mammine pancine e i vari TSO ai quali dovrebbero essere sottoposte, in realtà le reborn dolls possono essere utilizzate per uno scopo molto più triste e drammatico. Alcuni terapeuti, infatti, si servono delle bambole reborn per aiutare le persone durante il percorso di elaborazione di un lutto. Immaginiamoci una giovane coppia che perde un figlio appena nato, per svariati motivi: questa bambola iper realistica viene utilizzata, quindi, per cercare di lenire il dolore innaturale che si prova in quel frangente e cercare di far superare il momento in maniera graduale.
Questo è proprio quello che succede ai protagonisti di Servant, nuova serie in onda su AppleTv, ennesimo servizio di streaming a pagamento, operativo dal 1 novembre 2019. Servant è una serie horror psicologica creata da Tony Basgallop e prodotta da M. Night Shyamalan, il quale, per questo genere di prodotti, non ha sicuramente bisogno di presentazioni. Il marchio di fabbrica del regista indiano, naturalizzato statunitense, è sicuramente la sua capacità di creare atmosfere suggestive e inquietanti, ma anche i suoi classici finali ad effetto, ovvero twist ending, dove l’intera trama viene ribaltata o si scoprono verità che fanno rivalutare l’intera visione d’insieme. Quanti ricorderanno la sconvolgente rivelazione finale di Bruce Willis ne “Il Sesto Senso”, oppure la verità dietro alla comunità isolata di “The Village”? Associare, dunque, il nome di Shyamalan a questa nuova serie tv, ha fatto sì che l’interesse e l’hype crescessero a dismisura.
La storia raccontata dal primo episodio, intitolato appunto “Reborn”, ruota attorno ai coniugi Turner, una coppia benestante che decide di assumere una tata per badare al loro primogenito appena nato, Jericho. Purtroppo, nulla è come sembra, dato che Jericho, in realtà, è una bambola reborn utilizzata da Dorothy Turner per superare la perdita del figlio, avvenuta quando il piccolo aveva poco più di tre mesi. La tata scelta dalla signora Turner si chiama Leanne e porta con sé altrettanti misteri. La ragazza, difatti, non batte ciglio di fronte alla stranezza della situazione, anzi, assume molto seriamente il suo ruolo di nanny, trattando Jericho proprio come se fosse un bambino in carne ed ossa. Sean Turner, il marito di Dorothy, cerca di accontentare la moglie per non traumatizzarla ancora di più, ma non crede fino in fondo nel percorso terapeutico con la bambola reborn e vorrebbe che Dorothy superasse una volta per tutte il lutto, per tornare a vivere davvero.
Una tematica simile era già stata affrontata da William Brent Bell nel suo film del 2016 “The Boy”: anche in quel caso, marito e moglie si erano rivolti ad una tata, la quale aveva poi scoperto che il bambino altro non era che una bambola di porcellana a grandezza naturale. Il film di Bell aveva poi virato verso un horror più commerciale, con un assassino in giro per casa, mentre dal regista di Split” ci si aspetta un qualcosa di molto diverso.
La regia silenziosa e narrativa di Shyamalan dona vita ad un’atmosfera scomoda ed angosciante, dove tutto può essere messo in discussione e dove tutto può succedere. L’importanza della macchina da presa è fondamentale per M. Night, il quale indugia sui dettagli, sia degli oggetti, che dei primi piani, facendo assumere ad ogni sequenza un significato a sé.
Reborn è naturalmente una puntata di dialogo, ma è l’immagine a prevalere: la trama, dunque, trova la sua realizzazione primaria nell’importanza delle scene, nella descrizione minuziosa di tutto ciò che avviene all’interno della residenza dei Turner.
Il cliffhanger finale, inoltre, ha la doppia funzione di tenere alto l’interesse del pubblico nel proseguire la visione della serie ma anche quello di farci dubitare dei nostri stessi occhi, dato che nulla è come sembra e Servant è costruita su una matrioska di misteri.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Regia spettacolare di M. Night Shyamalan
  • Sono le scene a dare forma alla narrazione più che i dialoghi
  • Atmosfera inquietante e misteriosa
  • Hype sul finale ad effetto, marchio di fabbrica del regista
  • Per adesso, assolutamente nulla

 

Nonostante i recenti flop al botteghino, M. Night Shyamalan regala al pubblico una puntata che potrebbe essere considerata come un portabandiera del suo stile. Servant inizia lentamente e prosegue incessante nel suo mare di dubbi e misteri, creando un prodotto suggestivo ed inquietante allo stesso tempo.

 

Reborn 1×01 ND milioni – ND rating

 

Michela Morelli

Se volete entrare nelle sue grazie, non dovete offendere: Buffy The Vampire Slayer, Harry Potter, la Juventus. In alternativa, offritele un Long Island. La prima Milf di Recenserie, ma guai a chiamarla mammina pancina.

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