Sony reboota l’universo Spider-Man spin-off: Tom Rothman conferma il reset dopo i flop di Morbius, Madame Web e KravenTEMPO DI LETTURA 3 min

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Sony non ha intenzione di abbandonare il suo universo live-action di personaggi legati a Spider-Man, ma è pronta a ripartire praticamente da zero. A confermarlo è stato Tom Rothman, chairman e CEO di Sony Pictures, che in una recente intervista ha spiegato che lo studio sta pianificando un “fresh reboot” del franchise spin-off, con “new people” coinvolti nella prossima fase. Un chiarimento importante, anche perché la domanda riguardava esplicitamente il futuro dell’universo “esteso” di Spider-Man, non quello animato di Spider-Verse.

In pratica, il messaggio è chiaro: niente sequel per film come Madame Web, Kraven the Hunter o Morbius, almeno non nella forma in cui il pubblico li ha conosciuti finora. Sony, però, non considera morto quel bacino di personaggi e IP collegati al mondo di Spider-Man. Al contrario, sembra intenzionata a rilanciarli con una nuova impostazione creativa e con un nuovo cast, cercando di correggere la rotta dopo una serie di risultati deludenti al botteghino e un’accoglienza critica molto fredda.

Rothman ha anche sintetizzato la filosofia dietro questa scelta con una frase che dice molto della strategia dello studio: “scarcity has value”, ovvero la scarsità crea valore. L’idea è che il pubblico debba tornare a desiderare questo tipo di film, dopo una fase in cui l’universo spin-off Sony è apparso spesso confuso, discontinuo e poco connesso all’immaginario Marvel che gli spettatori si aspettavano. In sostanza, il ragionamento è semplice: meglio fermarsi, far “raffreddare” il brand e poi ripresentarlo in una veste nuova, invece di insistere con sequel poco richiesti.

Nel corso dell’intervista, Rothman ha parlato anche di Spider-Man: No Way Home, confermando per la prima volta in modo esplicito un retroscena discusso da tempo: il film non uscì in Cina e, secondo il dirigente, questo avrebbe impedito al cinecomic di superare la soglia dei 2 miliardi di dollari al box office mondiale. Rothman ha raccontato che, per ottenere il via libera, sarebbe stato chiesto di intervenire su elementi cruciali del finale ambientato alla Statua della Libertà, una richiesta che di fatto avrebbe reso impraticabile la modifica del film. Un dettaglio che aggiunge un nuovo tassello alla storia distributiva di uno dei maggiori successi commerciali dell’era Marvel-Sony.

Il passaggio è particolarmente interessante perché arriva in un momento in cui Sony sta ridefinendo il proprio posizionamento sul fronte superhero. Da una parte resta fortissima la collaborazione con Marvel Studios sullo Spider-Man “principale” (quello con Tom Holland), dall’altra il filone degli spin-off live-action ha mostrato limiti evidenti. La trilogia di Venom è stata l’eccezione, capace di performare bene al box office, mentre altri titoli come Morbius, Madame Web e Kraven the Hunter hanno faticato molto sia in termini di incassi sia di reputazione presso pubblico e critica.

Lo stesso Rothman, parlando del rapporto con Kevin Feige, ha ribadito la solidità della partnership tra Sony e Marvel, lasciando intendere che la separazione tra il percorso di Spider-Man nel MCU e quello degli spin-off Sony continuerà a essere un tema centrale anche in futuro. Il punto, però, è che l’universo spin-off non verrà semplicemente “messo in pausa”: verrà ripensato. E questa è probabilmente la notizia più importante per chi, da anni, si chiede se Sony avrebbe insistito su quel modello o se avrebbe deciso di cambiare completamente approccio.

In altre parole, il “Sonyverse” live-action non è finito: sta entrando in una fase di reset. Quando arriverà questo rilancio, con quali personaggi e con quale tono, è ancora presto per dirlo. Ma il segnale inviato da Rothman è netto: Sony vuole tornare a giocare quella partita, solo con regole nuove.

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