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Space Force 1×10 – Proportionate ResponseTEMPO DI LETTURA 4 min

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Space Force non ce l’ha fatta. Non ce l’ha fatta a far ridere autenticamente, non ce l’ha fatta a far riflettere con leggerezza su temi seri, non ce l’ha fatta a far empatizzare per i personaggi. In pratica, non è riuscita a fare nessuna delle cose che una comedy dovrebbe fare. Ed è un vero peccato, perché, come già rilevato nella recensione del primo episodio, le potenzialità non mancavano.
Bisognerebbe capire perché, con una materia così incandescente tra le mani e la proverbiale libertà creativa che Netflix conferisce ai propri autori, permettendo di trattare qualsiasi argomento senza il minimo filtro morale o perbenista, Greg Daniels e Steve Carrell abbiano voluto ripiegare su una commediuncola da rete generalista, poco coraggiosa, poco innovativa e tanto, tanto barbosa. Se solo ci fossero state delle autentiche risate, nell’arco di questi dieci episodi, qualsiasi difetto sarebbe stato perdonato; ma è mancata anche la comicità più spicciola e superficiale, e di conseguenza il giudizio sull’intera serie non può che essere negativo.
Eppure, l’occasione offerta da “Proportionate Response” era a dir poco ghiotta e si poteva almeno chiudere in bellezza, per farsi perdonare del quasi totale vuoto cosmico che c’è tra “The Launch” e il season finale (o series, non si sa ancora di possibili rinnovi, la cui mancanza non sarebbe poi una grave perdita). Sulla reazione spropositata del Segretario della Difesa si potevano ricamare fior fiore di prese in giro verso una certa politica americana in cui l’amore per la patria si trasforma in nazionalismo sfegatato mentre la risposta militare diventa l’unica strada percorribile, come se mostrare i muscoli e il testosterone bastassero a risolvere problemi ben più seri e profondi; così come il comportamento del viscido generale Kick Grabaston si prestava a un’ottima rappresentazione del fatto che in certi ambienti militari si aspetta quasi con messianica fiducia l’ordine di sganciare una bomba qui o di compiere un raid lì. Invece la satira si stempera nella più blanda parodia, quando non viene addirittura sacrificata a favore di altre componenti della narrazione decisamente meno interessanti.
A pochi sarà piaciuto assistere all’ennesima contrapposizione tra Mark e Adrian in merito all’intervento armato contro i cinesi: già troppe volte in questa stagione i due si sono scornati e hanno raggiunto il punto di rottura, per poi allearsi e fare causa comune; di conseguenza, il loro ennesimo battibecco è la noiosa riproposizione di uno schema visto e rivisto, forse credibile dal punto di vista della caratterizzazione dei due personaggi, ma dall’esito fin troppo scontato.
Come se non bastasse, l’episodio finale concede ampio spazio alle vicende familiari di Naird, che sono sempre un male, perché banali, noiose, scontate e mai sorrette da un’autentica componente comica (o drammatica). In quest’ultimo episodio, poi, i capricci e le peripezie di Erin servono solo a offrire al protagonista l’occasione per fuggire dalla base e per confezionare un cliffhanger tanto goffo quanto inutile, perché è ovvio che in un’eventuale seconda stagione si userà qualche escamotage narrativo per far tornare Naird alla Space Force. In più, viene inserita “de botto” l’evasione di Maggie dalla prigione, perché il pubblico deve vedere la famigliola felice del Mulino Bianco al completo, in fuga dalle autorità ma riunita.
L’unico colpo di scena che potrebbe mantenere vivo un minimo di interesse per un’eventuale prosecuzione è il doppio sabotaggio sulla Luna, che mette tanto gli americani quanto i cinesi in una situazione assai critica, dalla quale al momento è impossibile vedere vie di uscita. Ma si tratta davvero di poca cosa rispetto alle tante potenzialità sprecate e ai tanti sbadigli inflitti allo spettatore nell’arco di cinque ore di visione.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il doppio sabotaggio sulla Luna
  • Occasione di satira spietata contro la politica nazionalista e militarista americana malamente sprecata
  • L’ennesima rottura tra Naird e Mallory
  • L’evasione di Maggie
  • La fuga finale di Naird dalla base

 

Space Force non è riuscita a convincere nemmeno nel finale ed è un peccato perché, come già detto e ridetto, Daniels e Carrell avevano a disposizione tutto quanto serve per dar vita a un’ottima comedy: tema accattivante, cast stellare, totale libertà creativa. Se mai Space Force dovesse proseguire con una seconda stagione, serve che gli autori rivedano profondamente il prodotto.

 

It’s Good To Be Black To The Moon 1×09 ND milioni – ND rating
Proportionate Response 1×10 ND milioni – ND rating

 

Marco Daniele

Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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