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Star Trek: Discovery 3×10 – Terra Firma: Part 2TEMPO DI LETTURA 4 min

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Al termine dell’ultimo episodio di Star Trek: Discovery andato in onda (ma è giusto dire “in onda” per una serie rilasciata da una piattaforma streaming?), una domanda sorge spontanea: è valsa davvero la pena mettere su questo breve arco narrativo ambientato nel Mirror Universe per giustificare l’uscita di scena di Philippa Georgiou? La risposta, purtroppo, non è facile.
Da un lato, è innegabile che il doppio episodio “Terra Firma” sia stato piazzato male all’interno della stagione. La trama orizzontale stava ormai carburando, si era palesata la signora della Catena di Smeraldo, la ricerca di indizi per svelare la verità dietro il Crollo stava procedendo a gonfie vele: mettere tutto questo in pausa per dar vita a una sottotrama completamente avulsa dal filo conduttore dell’intera stagione ha spezzato il ritmo narrativo che finalmente funzionava a dovere, come solo il peggiore dei filler avrebbe potuto fare. Certo, il ritrovamento del vascello kelpiano potrebbe aggiungere un nuovo tassello alla ricerca, ma in due puntate è troppo poco.
Dall’altro lato, però, è vero anche che un personaggio come Philippa Georgiou meritava un degno commiato, e da questo punto di vista il doppio episodio non ha deluso, mettendola al centro della scena e dandole modo di dimostrare quanto sia cambiata rispetto alla vecchia versione di sé. Tornata nuovamente nei panni imperiali, Georgiou rivela infatti una maturazione parecchio profonda: anche se non dà vita a nessuna riforma radicale dell’impero, il suo atteggiamento nei confronti del Mirror Saru e in generale dei Kelpiani è indice di una nuova mentalità, di un nuovo rispetto verso qualsiasi vita altrui. In questo caso era molto alto il rischio di snaturare completamente il personaggio rendendo troppo palese il cambiamento, ma per fortuna per una volta gli sceneggiatori sono stati bravi a contenersi e Philippa maschera il suo ravvedimento dietro la solita maschera sadica e calcolatrice. Ad esempio, quando si tratta di risparmiare la vita alla mirror Michael, non motiva la sua decisione in nome dell’altruismo o dell’affetto materno, bensì la fa passare come un’ulteriore punizione, una superiore forma di tortura.
E inizialmente il comportamento di Philippa sembra avere successo. Michael apparentemente “si redime”, tornando fedele, e dietro la maschera di rudezza e crudeltà dell’imperatrice vengono fatti piccoli passi per attenuare la violenza del dominio terrestre. Eppure il destino è già scritto e il tragico epilogo a cui la Georgiou va incontro dimostra che certe cose non si possono cambiare, nemmeno con tutta la buona volontà di questo mondo (anzi, di questa galassia, per rimanere in tema di Star Trek). E qui sta il vero scopo del “viaggio” che l’ex-imperatrice ha compiuto nel passato: non si tratta di cambiare il corso degli eventi in meglio, ma di dimostrare il proprio cambiamento, la propria volontà a far andare le cose in maniera differente.
La scorribanda narrativa nel Mirror Universe non risparmia allo spettatore qualche piccola gioia, come ad esempio la visione di Michael Burnham (più cagna che mai, recitativamente parlando) torturata e infine impalata dall’imperatrice. Non si tratta di sadismo o di misoginia: il personaggio riesce a risultare insopportabile e supponente persino nella sua versione “specchiata”, quindi ben venga questa piccola compensazione per lo spettatore. Peccato che la Michael dell’universo principale difficilmente uscirà di scena allo stesso modo. E peccato ancora per la mancata presenza di Lorca: il suo nome è ripetuto più volte, a mo’ di spauracchio, ma di Jason Isaacs nemmeno l’ombra. Forse c’erano difficoltà oggettive nel richiamare sul set l’attore, però sarebbe stato bello rivederlo per qualche minuto, dopo la prima stagione.
Tutto sommato dispiace per l’uscita di scena della Georgiou, non perché il personaggio fosse indispensabile all’evoluzione della storia, ma perché ci si era ormai affezionati ai suoi modi e ai suoi commenti caustici. E’ vero che Star Trek è un universo fantascientifico in cui quasi tutto è possibile e che tra viaggi nel tempo, tra le dimensioni, serie che si incrociano e quant’altro un modo per farla ritornare si troverebbe comunque, ma quando varca il portale su Dannus V è chiaro che, almeno in Discovery, non la si rivedrà più. Magari rispunterà in altri modi o in altre serie, chissà. Del resto la tendenza di Star Trek è sempre stata quella di “riutilizzare” tra le varie opere diversi personaggi, e proprio la figura del Guardiano dell’Eternità, che i fan ben conoscono, lo dimostra.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La maturazione del personaggio di Philippa Georgiou
  • La gioia di vedere Michael Burnham morire almeno nella sua versione “specchiata”
  • “I’m the Guardian of Forever”
  • Uscita di scena (definitiva?) di Philippa Georgiou
  • Un breve ritorno di Lorca ci stava

 

Se è vero che “Terra Firma” si è rivelato, a conti fatti, una sorta di filler utile soprattutto a togliere di mezzo Philippa Georgiou, è anche vero che non è stato un arco narrativo così deprecabile. Adesso, però, serve che la serie si dia una svegliata e che confezioni episodi di alto livello, anche perché la fine della terza stagione non è così lontana.

Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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