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The Last Kingdom 4×09 – Episode 9TEMPO DI LETTURA 6 min

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Stiorra: “I’m both! As are many living here, two generations, three. This foolishness of who is Saxon and who is Dane!”
Sygtryggr: “When one side seeks to destroy the other, you must choose in order to survive.”
Stiorra: “Well, I refuse. It’s a game for old men. I won’t be held to the feuds from years ago. I have no fight with either side and I will not choose. It would dishonor either my father or my mother.”

Una nuova era è alle porte e Stiorra sembra esserne la profetessa. Possono sembrare parole grosse ed esagerate, ma nello sfogo di un’adolescente del X secolo che si sente danese e nel contempo sassone e che rifiuta di scegliere tra l’una o l’altra cultura c’è la consapevolezza di una nuova identità, quella inglese, che come la storia insegna è nata proprio dalla mescolanza tra genti prima nemiche. Certo, nella nascita di un sentimento nazionale anglosassone ha avuto un ruolo fondamentale anche la minaccia danese, ma The Last Kingdom sta portando in scena quella fase storica in cui la lotta aspra e senza esclusione di colpi tra pagani e cristiani si sta smorzando, perché ci sono state conversioni, insediamenti danesi in terra inglese, matrimoni misti. Non a caso Stiorra è nata da uno di questi matrimoni, per di più tra due genitori che hanno sempre avuto identità molto fluide: Uhtred è nato sassone ma è stato cresciuto dai Danesi, ha giurato fedeltà al re del Wessex ma ha sempre continuato a coltivare l’amicizia con membri dello schieramento nemico; Gisela è nata danese ma ha sperimentato la schiavitù, poi si è ritrovata ad essere sorella di un re, infine moglie di un aldermanno nel sud dell’Inghilterra. Se già in Uhtred lo spirito dei due popoli conviveva, non senza problemi e conflitti, in Stiorra a maggior ragione si vedono i primi frutti di questa convivenza, le prime prove che non deve esserci per forza guerra tra Sassoni e Danesi.
Ma la strada per arrivare alla pace è ancora lunga e frastagliata. L’occupazione di Winchester non è una novità: già nella prima stagione i Danesi avevano colpito il cuore del Wessex, costringendo re Alfred a un’ignominiosa fuga nelle paludi, dove il piccolo Edward aveva rischiato di morire. Decenni dopo, proprio Edward deve gestire la crisi aperta dalla seconda caduta della capitale in mano nemica, senza possedere ancora le capacità del padre. Certo, il giovane re non è nemmeno solo: la sorella Æthelflæd è un prezioso alleato ritrovato e non c’è dubbio che entro il prossimo episodio avrà ancora un ruolo, la sua spedizione verso York non può essere la sua uscita di scena. Però per ora non si mette affatto bene  e il progetto alfrediano di unificare tutta l’Inghilterra sotto un unico sovrano non è mai stato così vicino al fallimento, anche perché Sygtryggr ha in pugno entrambi i figli del re: un passo falso e l’intera stirpe del Wessex potrebbe estinguersi. In questo senso, gli autori della serie sono bravi a mantenere viva una certa tensione, perché il senso di disastro pronto a esplodere da un momento all’altro è fin troppo palpabile.
A proposito di Sygtryggr, il suo personaggio si conferma finalmente una preziosa aggiunta alla serie. Lungi dall’essere il solito capo vichingo smanioso solo di gloria e di ricchezze, il cugino intelligente di Cnut è un uomo ambizioso ma anche pragmatico, che non si abbandona a dannosi deliri di onnipotenza nemmeno dopo aver conquistato la capitale nemica e non infierisce vigliaccamente sulle tombe dei vinti, come invece vorrebbe una Brida sempre più fuori di sé per sete di vendetta. E’ un capo militare che sa quel che vuole, e quel che vuole è superare la vecchia generazione degli Ubba, dei Cnut, degli Skorpa e dei Sigurd: tutti uomini valorosi in battaglia ma troppo spesso accecati dalle passioni personali, dalla ricerca della gloria, dalla rabbia, a scapito di ciò che davvero conta, ossia consolidare le conquiste e creare uno Stato danese che duri nel tempo. E non bisogna dimenticare che Sygtryggr mostra un certo interesse per la giovane Stiorra, circostanza che potrebbe essere solo un espediente per lasciare in vita la figlia di Uhtred (a quel poverino manca solo la morte di un altro caro!) così come il preludio di sviluppi più interessanti.
Altro personaggio che in questo episodio ha modo di “brillare” particolarmente è Eadith. La donna ha già avuto un ruolo fondamentale nella caduta in disgrazia di Eardwulf, ma qui si ripete salvando ancora una volta la vita di Uhtred e compagni. A voler essere pignoli, l’intera sequenza narrativa risulta costruita sulla base dei soliti luoghi comuni del caso (il cattivo che non ammazza subito l’eroe ma lo lascia morire lentamente dando modo ad altri di trarlo in salvo, il bruto che si lascia ingannare da una bella donna), ma ciò non toglie che Eadith rappresenti una bella aggiunta al gruppetto di eroi, essendo una donna forte e determinata senza dover rinunciare alla propria femminilità. Più avanti, tra le mura di Winchester, Eadith è protagonista di un momento drammatico che dimostra come la relazione col fratello Eardwulf fosse più complessa del previsto: certo, l’uomo ha sempre trattato la sorella come un oggetto per favorire le proprie ambizioni, ma scegliendo di non riconoscerla come parente al momento della propria esecuzione le ha salvato la vita, ha dimostrato che c’era anche affetto nei suoi confronti. Affetto che si è manifestato solo all’ultimo momento, ma sempre di affetto si tratta.
Altre due parole su Eardwulf vanno sicuramente spese. Come Æthelwold in passato, anche lui finisce per ispirare sentimenti contrastanti: odio, disprezzo, ma anche pietà per la sua sorte, quasi un senso di imbarazzo per il modo in cui la sua vicenda si è conclusa. Ha voluto essere giocatore in un gioco troppo grande e troppo complesso, finendo per essere travolto da forze al di là della sua portata; e quando si è pentito delle proprie scelte, non ha potuto fare nulla per tornare indietro. Persino il suo comportamento finale, quello che gli è costato la condanna a morte e l’esecuzione, non è stata una cosciente ed eroica ribellione al nuovo padrone danese, ma semplice frutto di sconsideratezza e di ubriachezza. Qualcuno potrebbe dire che si tratti dell’unica fine che meritava.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La tensione creata dalla caduta di Winchester e dal destino della casa reale appesa a un filo
  • Eadith salva ancora una volta la situazione
  • Stiorra e la stupidità delle lotte tra Sassoni e Danesi
  • Sygtryggr e la sua ambizione di superare la vecchia generazione
  • Eardwulf dimostra almeno in punto di morte di avere un cuore
  • Qualche luogo comune di troppo

 

Winchester è caduta in mano al nemico; i Danesi sembrano aver trovato un nuovo capo più furbo e ambizioso di coloro che l’hanno preceduto; entrambi i figli di Edward sono prigionieri di Sygtryggr e l’armata merciana è lontana, a York: il Wessex, insomma, è a un passo dalla distruzione. Riuscirà Uhtred a salvare il sogno di Alfred? La risposta è nel prossimo episodio (o in un libro di storia medievale).

 

Episode 8 4×08 ND milioni – ND rating
Episode 9 4×09 ND milioni – ND rating

 

Marco Daniele

Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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