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The Last Kingdom 4×10 – Episode 10TEMPO DI LETTURA 6 min

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A uno spettatore attento, capace di guardare in profondità nelle serie con cui si diletta, non può essere sfuggito il fatto che la quarta stagione di The Last Kingdom sia stata, di fatto, un imponente passaggio di testimone. Il vecchio mondo degli Ubba e degli Alfred, degli Odda e dei Cnut è tramontato per sempre, lasciando il posto a una nuova epoca, non meno incerta ma ricca di novità. Certo, la vita dei regni anglosassoni non sarà mai totalmente al sicuro da invasioni e attacchi, né i Danesi si trasformeranno da un giorno all’altro in pacifici vicini di casa, ma il modo in cui questa volta si conclude la guerra tra i due popoli è segno di un cambiamento epocale. Niente battaglie campali, niente duelli all’ultimo sangue tra il condottiero vichingo di turno e il solito Uhtred, perché la pace questa volta si raggiunge con un banalissimo contratto, con una spartizione delle terre che di epico non ha nulla e che anzi ha un po’ il sapore della sconfitta per gli Anglosassoni. Non mancheranno scontenti anche tra i Danesi, sicuramente, ma oggi sono loro i vincitori.
Ma ciò che rende l’ultimo episodio stagionale di The Last Kingdom un vero gioiello è il fatto che il vero scontro, tutto sommato, si gioca sul piano personale, interiore. Edward non fa una bella figura come comandante, dimostrandosi per il momento la pallida ombra del padre Alfred, ma lo spettatore vive intensamente il suo dramma di genitore costretto a un certo punto a scegliere quale dei due figli salvare, e si domanda a sua volta cosa farebbe in una situazione del genere. L’aver concesso un certo spazio ad Æthelstan negli scorsi episodi contribuisce a rendere ancora più evidente la sofferenza del sovrano: la ragione politica dovrebbe spingerlo a scegliere il secondogenito, nato dal secondo matrimonio, quello su cui nessuno potrebbe sollevare dubbi di legittimità, ma l’affetto per il primogenito ritrovato rende questa strada semplicemente impraticabile, così come lo sarebbe quella opposta, abbandonare Ælfweard nelle mani dei Danesi.
Per fortuna, a trarre d’impaccio il povero Edward interviene il sempre fedele Uhtred, personaggio che in questo season finale non è meno sfortunato del re che serve. Si è ampiamente parlato del particolare rapporto che lega l’eroe della serie alla casa del Wessex, e soprattutto del fatto che nonostante tutte le umiliazioni, tutti i pestaggi, tutti gli esili, tutti gli anatemi, tutte le minacce, tutte le offese, Uhtred torni sempre a soccorrere re e regine nel momento del bisogno. Stavolta, però, per la prima volta si ha davvero la sensazione che quegli stessi sovrani che gli devono la vita vedano in Uhtred un semplice strumento da usare e buttare via quando non serve più. Persino Æthelflæd, colei che è stata sua amante e che gli deve la corona di Mercia, non si fa troppi problemi a considerarlo una pedina sacrificabile. E quel che è peggio, né lei né il fratello Edward mostrano troppe remore quando estendono questo ragionamento a Stiorra, riducendola a semplice merce di scambio nell’accordo di pace con Sygtryggr. Certo, Stiorra per prima vuole andar via perché ha individuato nel carismatico danese il mezzo per coronare il proprio sogno di viaggiare per il mondo, ma quello che si vuole sottolineare qui è che Uhtred non viene minimamente consultato durante le trattative. E se Stiorra non avesse voluto partire? Edward e sua sorella avrebbero tenuto in conto la sua volontà? Ne avrebbero parlato con Uhtred? L’avrebbero coinvolto nelle trattative?
Tutto ciò basterebbe per rendere decisamente amaro questo finale di stagione, ma non finisce qui. Non si può non accennare alla dipartita di Ealhswith, che arriva proprio quando la regina madre del Wessex cominciava a diventare un personaggio vagamente simpatico: la sua fermezza nel tener testa al figlio Edward e soprattutto al consuocero Æthelhelm, il suo profondo affetto di nonna per il nipotino Æthelstan e l’ammissione di non aver saputo cogliere in Uhtred ciò che il defunto marito aveva visto in lui sono motivi sufficienti per dire che, in fin dei conti, Ealhswith mancherà a tutti. Perlomeno, potrà salire in paradiso consapevole che l’amato Æthelstan è al sicuro, affidato alle cure proprio di quell’Uhtred che ha disprezzato per anni e di cui finalmente è riuscita riconoscere il valore.
Inutile dire che vedere Uhtred e il piccolo principino (colui che sarà de facto de jure il primo re d’Inghilterra) fianco a fianco pronti a imbarcarsi in chissà quali avventure, oltre a ricordare vagamente una versione medievale di The Mandalorian, fa venire l’acquolina in bocca al pensiero dei possibili scenari. Uhtred non è mai stato un padre modello e forse avere a che fare con Æthelstan gli darà finalmente l’occasione che con Uhtred jr. e con Stiorra non ha mai avuto; ma il fatto che il figlio di Edward sia comunque una figura “scomoda”, perché mette in pericolo la successione di Ælfweard, potrebbe procurare all’eroe nuovi grattacapi. Altrettanto intrigante è il rapporto tra Stiorra e Sygtryggr, che si spera venga approfondito nelle prossime stagioni (sulle quali manca ancora l’ufficialità, ma sarebbe un crimine da parte di Netflix troncare qui l’adattamento dei romanzi di Cornwell).
Episodio perfetto e senza difetti, quindi? Ehm, non proprio: lascia a desiderare la gestione di Eadith, lodata nella scorsa recensione per essersi resa ancora una volta protagonista del salvataggio di Uhtred e compagni, ma condannata in questo episodio alla più totale inutilità, chiusa in una soffitta da Haesteinn fino al momento dell’attacco anglosassone. Ciliegina sulla torta, il fatto che ignori le attenzioni di Finan e sbavi dietro Uhtred fa temere la ripetizione del solito copione erotico-sentimentale, con l’aggravante che l’irlandese non si merita di essere friendzonato. Ma solo il tempo potrà dare una risposta.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Inedita modalità di risoluzione della guerra tra Danesi e Anglosassoni
  • Il dramma di Edward chiamato a scegliere tra i due figli
  • Il dramma di Uhtred usato e sacrificato ancora una volta
  • Uhtred e il piccolo Æthelstan, Stiorra e Sygtryggr: enormi potenzialità per il futuro
  • Ealhswith muore proprio adesso che iniziava a essere simpatica
  • Il ruolo di Eadith

 

Come da tradizione, The Last Kingdom chiude la sua corsa stagionale con una resa dei conti tra Anglosassoni e Danesi, ma la novità è dietro l’angolo: per una volta, non è la forza delle armi a risolvere lo scontro, bensì la diplomazia e la capacità di trovare un accordo. Si aprono prospettive interessanti per il futuro, sia per Uhtred alle prese con un principe da proteggere, sia per sua figlia Stiorra che finalmente può lasciare gli angusti limiti di Cockham e vedere il mondo: ora non resta che aspettare la prossima stagione, sperando che en passant ci si ricordi pure dello scenario di Bebbanburg. Dopotutto, sono ormai quattro stagioni che si aspetta di vedere Uhtred sul trono dei suoi padri!

 

Episode 9 4×09 ND milioni – ND rating
Episode 10 4×10 ND milioni – ND rating

 

Marco Daniele

Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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