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The Originals 1×08 – 1×09 – The River In Reverse – Reigning Pain In New OrleansTEMPO DI LETTURA 4 min

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“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. Così recitava una delle più azzeccate citazioni del compianto Fabrizio De Andrè. Sicuramente azzecata se riferita a questo gioiellino di spin-off che di settimana in settimana sta (pericolosamente) aumentando il suo livello. Dico pericolosamente perchè
sia l’emittente, sia il team creativo ha già dei trascorsi per quanto riguarda cali e perdita del controllo della trama. La caduta potrebbe essere vertiginosa. Sia chiaro, non mi permetterei mai di definire The Vampire Diaries “letame”. E’ (stato?) un ottimo show di intrattenimento, però, mi perdoneranno le fan più affezionate, il trash dei più beceri è dietro l’angolo in continuazione. Chi si poteva aspettare uno spin-off del genere?
Per questa volta mi piacerebbe più che altro fermarmi a riflettere sulle motivazioni per le quali The Originals sta completamente oscurando la serie madre. Veniamo alla trama. Le storyline non sono poche è vero, ma sono tutte connesse tra di loro, così come tra di loro sono interdipendenti. Sicuramente non abbiamo un ricercatore di vampiri pazzo in contemporanea a una strega che deve tornare in vita, mentre due ultra-millenari stregoni vengono eliminati dai propri dopplegangers. Niente di tutto questo. Nei due episodi presi in esame (come in tutto lo show), al centro si svolgono delle vicende familiari e di potere. A dimostrazione della voglia di distaccarsi da “The Vampire Diaries”, fa sorridere il modo in cui all’inizio di “The River In Reverse” Tyler (ritengo comunque Trevino un attore promettente, checchè se ne dica) venga messo fuori gioco. Si entra così nella situazione più intensa dell’episodio. La scena dell’agguato a Klaus (e della sua fantastica reazione) ci scuote prepotentemente facendoci apprezzare ancora di più lo show. E finalmente scorre sangue. Il sangue che era mancato tanto su TVD, dove modelli perfettini difficilmente si tingono di rosso. La situazione si ribalta. Il resto dell’episodio prosegue sottotraccia, per così dire, ma soltanto per portare avanti le varie trame. La recitazione di tutti gli attori è decisamente buona, proprio grazie al non andare mai sopra le righe, come spesso avviene altrove. E questo equilibrio recitativo altro non fa che esaltare le grandissime doti di Joseph Morgan, che sicuramente meriterebbe ben altri palcoscenici.

Vorrei spendere due parole sul tipo di scrittura dei vari episodi. Trame di potere, famiglia, tradimenti, monologhi. Ma non sembra di stare a teatro? Senza scomodare grossi nomi, TO mette su di un piedistallo la sua bizzarra storia, come nelle più antiche delle mitologie (io non riesco a capacitarmi che Rebekah abbia più di mille anni) e la eleva aggiungendoci introspezione e qualità (nella regia, nella recitazione, nella musica). A tal proposito veniamo a parlare di “Reigning Pain In New Orleans”. La puntata è meno epica della precedente, però grazie alla visione di

questa, sono riuscito a decifrare l’intenzione teatrale della sceneggiatura. La puntata è un continuo rincorrersi di dialoghi (da sottolineare quello tra Klaus ed Elijah). E proprio quando forse questa formula da palcoscenico può rivelarsi prevedibile, ecco che lo spirito televisivo irrompe in tutto il suo splendore. Degna di Tarantino la scena dello sterminio prima dei vampiri, poi, in risposta, degli umani. Riecco il sangue, quindi. E, per finire, gioco di sguardi finale con la classica canzone pop a fare da sfondo.
Finora quindi la trama resta più o meno coerente, niente è stato buttato al caso e tutto sta seguendo una sua evoluzione. Abbiamo già detto del livello sicuramente superiore alle aspettative ma anche il non negare l’origine televisiva dello show. Però…? Però, come dicevo all’inizio, temo fortemente un calo. Non so, ritorni dall’aldilà, colpi di scena assurdi, storyline inutili (quella di Cami potrebbe essere la candidata, anche se per ora si mantiene decente e potrebbe avere una sua importanza). L’allungamento della serie a 22 episodi, secondo il mio modesto parere, aumenta notevolmente il rischio. D’altro canto non voglio fasciarmi la testa prima di rompermela e intendo godermi, finchè possibile, questa bella sorpresa.

PRO:

  • La scena dell’agguato a Klaus.
  • La recitazione complessiva.
  • Le musiche.
  • Maggiore presenza di scene “splatter” rispetto a TVD.
  • Botta e risposta di violenza tra vampiri e umani.
  • Dialogo tra Klaus ed Elijah.

CONTRO:

  • Sottotrame che potrebbero prendere una brutta piega (Cami e la dinastia dei lupi tra le candidate).
  • Poco convincente il terzetto un po’ bimbominkia formato da lupa mannara, strega, vampiro sfigato.
  • Basta con queste presentazioni di inizio episodio! Sa di antichissimo. A questo punto preferirei una lunga sigla.

La mancanza di veri e propri episodi capolavoro, ma la costanza di episodi buoni, mi fa ben sperare che il meglio debba ancora venire (sul mio lato pessimista mi sono già espresso). Ripeto, spero che la tentazione di farla fuori dal vaso resti soltanto tale. Per ora il giudizio non può che essere, per entrambi gli episodi, positivo.

VOTO EMMY

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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