The Rainmaker, l’uomo della pioggia, è il soprannome per un avvocato che procura al suo studio legale i casi più succosi e remunerativi.
In tale ruolo si propone il giovane Rudy Baylor, fresco di laurea in Giurisprudenza. Peccato che, il suo primo giorno di lavoro, si presenti ad una fondamentale riunione col completo buono sporco di sangue, per aver fatto a botte con il compagno della madre.
Peggio ancora, arriva subito ai ferri corti con Leo F. Drummond, uomo di punta del prestigioso studio legale Trents & Brents Tinley Britt.
Questo si traduce in un immediato licenziamento. Rudy, avendo bisogno di soldi, finisce così a lavorare per Jocelyn “Bruiser” Stone, in un ambiente molto meno raffinato. Specialità della casa è correre dietro alle ambulanze.
ILLUSTRI PRECEDENTI…
Questa nuova serie arrivata su Usa Network è tratta da un legal thriller di John Grisham. Deve però vedersela subito con un precedente molto illustre. Dallo stesso romanzo, nel 1997, è stato infatti tratto un film con alla regia la firma prestigiosa di Francis Ford Coppola e un cast stellato. Il protagonista Matt Damon era circondato da attori come Danny DeVito, Jon Woight e Mickey Rourke.
Nella versione a puntate, invece lo showrunner è Michael Seitzman, mentre il nome più noto del cast è quello di John Slattery, nel ruolo di Leo F. Drummond.
Nei panni del protagonista c’è il giovane Milo Callaghan, già visto, seppure in una piccola parte, in Dune: Prophecy. P.J. Byrne, attore di vasta esperienza, lo affianca interpretando Deck Shifflet, guida del ragazzo nell’arte di convincere chi ha appena subito un incidente a fare causa.
… AFFRONTATI E AGGIORNATI SENZA PAURA
Una serie da dieci episodi, logicamente, narra le vicende prendendo un passo diverso rispetto ad un film di un paio d’ore.
The Rainmaker, comunque, dimostra una certa scorrevolezza nella narrazione. Anche le scene iniziali, dove viene mostrato un incendio, vengono poi inserite organicamente nello svolgimento. Un personaggio coinvolto, infatti, potrebbe essere un testimone chiave nella causa che Rudy vuole intentare proprio contro Tinley Britt.
Per il resto, rispetto agli anni ’90 del libro e del film di Coppola, è stata fatta qualche concessione ai moderni concetti di rappresentatività e inclusività. La madre che vuole un risarcimento per la morte del figlio, nel libro, non è afroamericana e, soprattutto, “Bruiser” Stone è un uomo.
Questo, per fortuna, non influisce per nulla sulla resa del prodotto. Il personaggio di Sarah serve inoltre per ampliare il punto di vista anche agli avversari.
IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE (SI SPERA)
In questo pilot, dunque, l’ossatura principale della storia emerge subito chiaramente. Ad interpretare l’eroe positivo e quello negativo ci sono due attori adeguatamente carismatici e questo rende subito più fruibile la visione. Un piccolo appunto si può fare solo a P. J. Byrne, non all’altezza di un Danny DeVito particolarmente pirotecnico e ispirato.
Dati gli ulteriori nove episodi, però, c’è ancora tempo per modifiche e miglioramenti. Soprattutto, si attende l’entrata in scena del personaggio di Kelly Riker. Il suo arrivo è già stato preparato mostrando l’interesse di Rudy per il tema della violenza domestica.
Su un altro fronte, la causa per far risarcire la madre che ha perso un figlio deve ancora iniziare.
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Insomma, c’è tempo e modo per sbagliare tutto o per mandare in porto un prodotto degno. L’importante, a modesto parere di chi scrive, sarà rispettare biologicamente la storia originaria. In fondo, lo stesso Coppola, ai tempi, dichiarò di aver varato il progetto perché era “un film dal cuore buono”.
Lo showrunner Michael Seitzman ha al suo attivo il film North County – La Storia di Josey. In quella pellicola, la protagonista Charlize Theron è una donna vittima di violenza e discriminazione. Questo fa ben sperare anche per questa serie.
