Netflix presenta una nuova miniserie mistery-drama perfetta per la stagione estiva.
Soprattutto per chi ama la montagna e le escursioni, dal momento che Untamed è ambientata nel bellissimo parco naturale di Yosemite, con tanto di vedute aeree e panoramiche spettacolari delle montagne e dei boschi secolari (per fortuna al momento senza uso di CGI).
Ma questo paradiso idilliaco nasconde in realtà molte insidie e pericoli. E stavolta non solo per quanto riguarda gli orsi cocainomani.
UN CADAVERE DAL CIELO
Tutto comincia quando due alpinisti assistono ad un evento più unico che raro. Non lo sciame di meteoriti atteso quella notte (leitmotiv di tutto l’episodio), ma la caduta di un altro corpo dal cielo, non celeste ma umano.
Si tratta del cadavere di una donna, ribattezzata poi Jane Doe, che rimane appeso a mezz’aria sulle loro funi. Ad indagare sul caso vengono chiamati ovviamente i ranger del parco. Fra questi l’agente Kyle Turner, interpretato da un redivivo Eric Bana, attore fra i più sottovalutati nel panorama americano, che torna con una nuova miniserie mistery dopo ben 9 anni (l’ultima volta era stato il poco riuscito Dirty John).
Questo trova subito poco convincente la morte per il solo “incidente da escursionista inesperta” come viene subito liquidato il caso. E così inizia una sua indagine privata con la recluta Naya Vasquez (Lily Santiago).
MISTERY DRAMA SULLE MONTAGNE
L’indagine che ruota attorno a tutta questa trama orizzontale è ben scritta e orchestrata, per cui non si può certo dire che questo episodio pilota non colpisca lo spettatore positivamente.
C’è una sorta di atmosfera da Twin Peaks in questa miniserie, vuoi per la morte misteriosa, che fa riportare a galla vecchi e nuovi traumi nella comunità, vuoi anche per l’ambientazione scelta, che si adatta a storie cupe che s’intrecciano con il folklore e le leggende locali.
Tuttavia, il paragone fra questo show e la straordinaria serie di David Lynch finisce presto qui. Untamed è decisamente molto più mainstream e legata alle classiche miniserie drama nella sua struttura e nello sviluppo dell’indagine.
Non che manchino anche qui i plot twist e le scene mozzafiato (l’incontro con l’orso nella capanna per dirne una), ma niente che non si sia già visto in altri show simili.
CONCLUSIONI
Rimane comunque una miniserie perfetta per la stagione estiva, se non altro per immaginare di immergersi dentro i paesaggi straordinari del parco di Yosemite.
Ovviamente, buona parte del successo è dovuto soprattutto al cast scelto. Oltre al già citato Eric Bana, va segnalata anche la presenza di Sam Neill nel ruolo dell’agente “veterano” Paul.
Fra questo, Turner e la recluta Vasquez s’instaura fin da subito il classico rapporto veterani-recluta già visto in altrettante serie tv poliziesche. Anche i rapporti con gli altri personaggi presenti (il capo “stronzo” Hamilton, l’ex-moglie Jill…) risultano abbastanza scontati, almeno in questo primo episodio.
Va però detto che proprio la presenza di questi caratteristi già rodati nei rispettivi ruoli rende il tutto una sorta di garanzia per lo spettatore. Inoltre, come si è potuto notare, questo show vuole prendersi tutto il tempo che ha a disposizione, perciò non è detto che i restanti episodi non possano rivelare ulteriori sorprese per lo sviluppo di trama e personaggi.
Jay Stewart: “The sky is really talking tonight. […] That death has come again to my people’s land. That bodies will fall like the stars.”
Kyle Turner: “Boy, I hope your sky’s wrong.”
Jay Stewart: “The sky doesn’t care what you hope.”
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Nuovo mistery drama ambientato nel parco naturale di Yosemite. Un paesaggio straordinario e selvaggio che, come nella migliore tradizione, è adatto per morti misteriose e misteri al limite del surreale. Ad indagare è il ranger Eric Bana, attorniato da un ottimo cast composto da comprimari eccellenti (Sam Neill) e ottimi caratteristi.
