Twin Peaks 2×05 – The Orchid’s Curse – La Maledizione Dell’OrchideaTEMPO DI LETTURA 2 min

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27 Marzo 1991

Non fosse stato chiaro fin dall’inizio, questo episodio esemplifica quanto la natura, in tutte le sue declinazioni, sia uno dei personaggi principali se non il protagonista della serie. Tutto in Twin Peaks è avvolto da essa, spesso schiacciato. Le case, le persone, i ricordi e i sentimenti. Non solo, anche la maggior parte degli avvenimenti importanti degli ultimi 12 giorni (solo 12?) sono avvenuti al suo interno, in un gioco di riflessi e di contrapposizioni: la natura accostata è strumento per un’indagine sull’animo umano. Stavolta, per esempio, è il turno di Dana. Nonostante sembri veramente infatuata di Harold, in cambio della lettura del vero diario di Laura Palmer gli offre un ricordo del suo passato, dove la sua innocenza ed ingenuità viene di nuovo contrapposta alla spregiudicatezza di Laura. Si assiste così ad un racconto di raro coinvolgimento (anche vagamente erotico), con Harold totalmente rapito ed eccitato, ormai cotto a puntino per essere raggirato da Dana. Lynch però fa di più, suggerendo allo spettatore che la natura umana non sia solo meschina (il piano di Dana e Maddy) ma anche tremendamente schiava del desiderio. Infatti Dana non definisce mai chiaramente, per tutto l’episodio, dove sia il confine tra il suo gioco con Harold e quanto ne sia coinvolta sentimentalmente. Come Laura prima di lei, deve decidere se fermarsi o lasciarsi andare alle sue emozioni rischiando anche per la propria incolumità. Il gioco di luci e ombre serve anche a mostrare quanto la natura nasconda o evidenzi la propria ambivalenza. Il lucente giardino di orchidee in cui si muove Dana quindi si contrappone al bosco oscuro dove Maddy aspetta in agguato. La stessa figura di Harold – agorafobico – è emblematica di come la verità spesso risplenda (i fiori) laddove c’è una triste e sola oscurità (l’effetto distruttivo della luce).
Ad una sequenza importante come questa vengono contrapposte altre più leggere, forse non proprio riuscite quantomeno in termini di ritmo, come il processo a Leo e il suo conseguente rilascio per l’affidamento ai due amanti Bobby e Shelly. Ancora più assurdo risulta essere il rilascio di Leland Palmer, ormai una semplice macchietta,  persa nella sua pazzia popolata da canzoni anni ’50.
In tutto questo, la trama va avanti tramite l’agente Cooper, che riesce a trovare finalmente il messaggio di Audrey e, tramite una rocambolesca operazione di infrazione al One Eyed Jack, anche a salvarla, svelando ancora di più le ambigue connessioni che legano gli abitanti di Twin Peaks.

LATI POSITIVI:
  • Il racconto di Lana e la personalità tormentata di Harold
  • L’utilizzo della natura come strumento esemplificativo dell’animo umano
LATI NEGATIVI:
  • I processi troppo assurdi, anche per Lynch.
  • Il salvataggio di Audrey decisamente troppo pieno di cambi di fronte.

Twin Peaks continua a stregare per buona parte del suo minutaggio, senza risparmiarci nulla, qualsiasi emozione si scelga di provare.

VOTO 4/5 

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Dopo miliardi di ore passate a vedere cartoni giapponesi e altra robaccia pop anni ’80 americana, la folgorazione arriva con la visione di Twin Peaks. Da allora nulla è stato più lo stesso. La serialità è entrata nella sua vita e, complici anche i supereroi con le loro trame infinite, ora vive assecondando le sue droghe. Per compensare prova a fare l’ingegnere ma è evidentemente un illusione, infatti sogna di produrne qualcuna, magari su qualche tv via cavo. Segue qualsiasi cosa scriva Sorkin o Kelley. Intanto non si nega qualche guilty pleasure per non essere troppo snob

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