Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. 2×12 – Who You Really AreTEMPO DI LETTURA 8 min

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Come abbiamo detto all’inizio della scorsa recensione, c’era qualcuno che si aspettava un inizio con il botto e il pedale spinto sull’acceleratore spy/thriller a mo’ di Captain America: The Winter Soldier. A quanto pare le richieste sono state molteplici, perché “Who You Really Are” soddisfa egregiamente tali appelli, presentando non tanto delle caratteristiche che sono mancate nel precedente episodio, quanto più inserite in versione ridotta, al fine di privilegiare l’approfondimento di altri aspetti; questa volta, in questo dodicesimo episodio della seconda stagione di Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D., si punta sul total non-stop action, anche se in un forma piuttosto atipica che lo show, però, ha sempre dimostrato di saper destreggiare alla grande.
Anche se questo è l’episodio dodici, quando si arriva a giri di boa come il mid-season finale e il mid-season premiere, è come se il telefilm ricominciasse da zero; quindi, “Aftershock” è da considerarsi come un nuovo episodio uno, e “Who You Really Are” come un nuovo episodio due. Nei serial tv, l’episodio due è quello soggetto ad una maledizione omonima e personalissima, che potremmo per l’appunto chiamare: “La Maledizione del Secondo Episodio”, dove quest’ultimo deve preoccuparsi non solo di analizzare conseguenze ed eventuali progressioni della storyline avvenuti nella puntata precedente, ma anche di preparare il terreno per le successiva; insomma, è una puntata dove si cerca di mettere un po’ di ordine, in attesa che lo spettatore metabolizzi quanto successo. E’ per questo che, solitamente, il secondo episodio sembra quello “meno riuscito”, perché deve volutamente trattenersi; e poi, diciamocelo, che gusto c’è a mostrare le carte migliori già dal secondo episodio? Consapevole di ciò, la crew di Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. riordina a suo piacimento la costruzione classica di un telefilm per ovviare questa problematica, riuscendoci in maniera brillante e attraverso accattivanti escamotage; come avevamo anticipato all’inizio, il privilegiare l’azione è uno di questi, ma non solo. 
Il primo dei tanti escamotage lo si può trovare nella precedente puntata e risponde al nome di “caratterizzazione”. Tranquilli, non vogliamo rimangiarci tutto quello che abbiamo detto nella recensione di “Aftershock”, vogliamo solo dire che ora abbiamo dei motivi in più per capire il perché della decisione della crew di confezionare una puntata intimista: non solo per creare empatia tra personaggi e pubblico, ma anche per preparare il terreno ai minuti finali di “Who You Really Are”. C’è tanta carne al fuoco sulla griglia di Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D., tra cui la lotta contro l’Hydra e la venuta degli Inumani, ma quella che ora sembra predominante (e la più interessante), è l’interazione tra i personaggi principali e membri del Team Coulson, i quali stanno indubbiamente raggiungendo un punto di rottura; se dovessimo usare un paragone per descrivere la situazione all’interno della squadra, questo sarebbe un palloncino gonfiato con l’elio, il quale sta raggiungendo il massimo punto di espansione elastica. 
Il Team Coulson è preda indifesa delle proprie emozioni, dai propri sospetti sugli altri, dalla tensione, dalla paura e dall’isteria, e questo porta tutti loro a comportarsi (senza nessuna eccezione) come imprevedibili mine vaganti, pronte ad esplodere anche alla sola e innocente caduta di uno spillo. Prove a sostegno di questo giudizio, sono: il fatto che il segreto di Skye/Daisy è già noto ai suoi compagni; Mack che attacca Hunter, ritardando in qualche modo il suo continuo indagare; il fatto che Fitz venga additato dai suoi compagni per non averli avvertiti sui poteri della hacktivista Inumana, in quanto quest’ultimo si sente accomunato con lei per la sua diversità. Sono momenti di grande impatto che, però, senza una previa presentazione e sfaccettatura, non avrebbero avuto lo stesso impatto; e anche se uno degli obiettivi della precedente puntata intimista non era quello di rendere più imponenti i minuti finali, comunque complimenti agli sceneggiatori per aver preso la palla al balzo.
Ma ovviamente, non è solo grazie allo splendido utilizzo e interazione tra i protagonisti che la crew riesce a confezionare una puntata mozzafiato, il tutto è aiutato dalla presenza di una guest-star che non ha bisogno di presentazioni: Lady Sif. E’ infatti l’arrivo della guerriera Asgardiana che funge da deus ex machina di tutto l’episodio e che, con il passare dei minuti, si rivela sempre più importante e decisivo ai fini della continuità generale, nonostante l’iniziale presentazione che lo voleva un semplice team-up; anche se l’espediente narrativo della perdita della memoria è fin troppo da fumetto anni ’60 e lo humour legato a tali momenti di amnesia è abbastanza imbarazzante, le svariate collisioni tra Sif/Team Coulson e l’alieno Vin-Tak sono un diesel che carbura lentamente all’interno dei quaranta minuti di “Who You Really Are”, per poi esplodere in un vertiginoso tutti contro tutti all’insegna della pura azione coreografata in maniera assolutamente spettacolare, infarcita qua e là pure di graditi effetti speciali. Siccome il serial non era poi così sicuro di ovviare totalmente il problema, allora decide di presentare l’avversario in veste di Kree, usando la “scusa” del legame della razza aliena con gli Inumani per spacciare nuove e succulente informazioni su di loro, aumentando la curiosità dello spettatore non solo verso questa nuova specie; anche questa scelta molto gradita al fine di presentare ulteriori dettagli  riguardo la (finora poco esplorata) cosmologia Marvel e la nuova specie degli Inumani in tutta naturalezza e genuinità.
Ma una domanda rimane: chi sei veramente? La risposta è ben lontana dall’arrivare, ma, poco ma sicuro, ci troviamo di fronte a persone la cui situazione sta sfuggendo di mano; può sembrare sadico dirlo, ma è proprio da queste accattivanti situazioni di difficoltà che vederemo se i nostri beniamini sono eroi, oppure no. Lo spettacolo è solo all’inizio. 
L’angolo del Nerd della fumetteria all’angolo

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per la nuova stagione di Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D.? Maccerto che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata.
  1. “Who You Really Are” è stato pubblicizzato dalla Marvel Comics con una immagine promozionale realizzata da Marcos Martin. Cliccate qui per visualizzarla.
  2. Questa è la seconda volta che l’attrice Jaimie Alexander compare nel serial vestendo i panni di Lady Sif. La prima fu nella precedente stagione, più precisamente, nell’episodio “Yes Men“. Noi di RecenSerie consigliamo ulteriormente la presa visione di quella recensione, in quanto contiene uno specchietto d’approfondimento sul personaggio.
  3. Nella puntata, Sif dice di essere stata inviata da Odino per investigare sull’atterraggio del soldato Kree sulla Terra. Se avete visto Thor: The Dark World, allora sapete bene che le cose sono un po’ diverse da quello che sembrano.
  4. Vin-Tak parla di una guerra che la sua razza ha combattuto per anni e anni, un conflitto che è costato al suo popolo milioni di vite e di risorse e che ha costretto i Kree a creare le Nebbie Terrigene. In “Who You Really Are” non è specificato, ma nei fumetti, gli avversari per eccellenza dei Kree sono gli Skrull: alieni mutaforma evolutisi dai rettili. Da che i personaggi (e i lettori) hanno memoria, queste due razze sono sempre state in conflitto e in perenne odio reciproco; tra i due contendenti si è sempre infilato un terzo incomodo che, pur non essendo così bellicoso come i due, è spesso stato al centro di conflitti contro una delle due razze: gli Shi’Ar, razza amica degli X-Men. Addirittura, esistono intere saghe fumettistiche dove gli eroi della Marvel sono impegnati nel sedare il triangolo bellico tra Kree, Skrull e Shi’Ar che minacciava la sicurezza intera dell’universo, come (tanto per citarne qualcuno): La Guerra Kree/Skrull e Operazione: Tempesta Nella Galassia. Purtroppo, siccome i diritti degli Skrull (ma anche degli Shi’Ar) sono in mano alla FOX, quest’ultimi non hanno proprio potuto essere inseriti nel Marvel Cinamatic Universe: ecco perché Vin-Tak rimane sul vago. 
  5. Anatomicamente parlando, i Kree sono uguali a noi esseri umani, con un unica sostanziale differenza: hanno la carnagione azzurra.
  6. Viene citato il pianeta Hala: globo capitale del vaso, e mai pienamente quantificato, Impero Kree. E’ il nucleo della loro cultura, centro in cui tutte le leggi e le decisioni vengono forgiate e prese. Insomma, una capitale di uno stato qualunque (come Roma, Berlino o Londra), solo che questa misura un pianeta.
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • “Maledizione” del secondo episodio sventata
  • Mack Attacks!
  • Il segreto di Skye/Daisy ora pubblico
  • Team Coulson sul punto di rottura
  • Lady Sif come ospite
  • Nuove informazioni sugli Inumani, i Kree e la cosmologia Marvel
  • Espediente della perdita di memoria un pò retro
  • Qualche momento divertente con la smemorata Sif non del tutto riuscito
Nelle conclusione della scorsa recensione, avevamo descritto la puntata come la preparazione per un volo di linea. Ecco, “Who You Really Are” si ultimano i preparativi per la seconda parte della seconda stagione, oltre che a darci uno sguardo delle prime fasi di decollo. Con questa dodicesima puntata, Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. comincia a sfrecciare tre le nuvole, cominciando a dare vita ai nuovi background, dando più informazioni su Kree e Inumani, il tutto confezionato con uno sgargiante fiocco dai colori action. Ammesso e concesso che il meglio debba ancora arrivare, i qui presenti assaggi non possono far altro che galvanizzare ulteriormente gli spettatori, grazie alla nuova identità dei soliti protagonisti e nuovi elementi sempre in aggiunta di puntata in puntata. 

Aftershock 2×11 4.48 milioni – 1.6 rating
Who You Really Are 2×12 3.80 milioni – 1.5 rating

Nato da un'idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: "Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell'insegnamento". Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E' destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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