Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. 3×02 – Purpose In The MachineTEMPO DI LETTURA 10 min

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Immaginate Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. come un arciere armato di ventidue frecce, ventidue, come i numeri degli episodi della terza stagione (e delle altre anche). La prima è già stata scoccata, si chiamava “Laws Of Nature” ed è stata una premiere oltremodo convincente e spettacolare, riuscendo quindi a centrare il cerchio centrale del bersaglio. All’arrivo della nuova settimana, il serial Marvel Studios/ABC si trova a scoccare nuovamente un’altra freccia, finendo inaspettatamente per colpire il bersaglio nello stesso punto della freccia precedente, spaccandola in due come faceva Kevin Costner nel suo Robin Hood. In parole povere: nonostante la premiere della terza stagione rimanga di pregevole fattura, “Purpose In The Machine” riesce (sotto certi aspetti) a fare addirittura meglio.
Potrebbe sembrare che RecenSerie, stavolta, l’abbia sparata grossa nel dire che la seconda puntata sia meglio della prima, anche perché, almeno in teoria, la prima puntata di una qualsiasi serie dovrebbe essere migliore della seconda, poiché nella premiere o pilot la crew dà sempre il massimo per essere più incisiva possibile. Tutto il contrario della seconda dove bisogna invece sfruttare l’attenzione catturata del pubblico, rallentando il ritmo della narrazione e cominciando a pianificare gli eventi futuri della stagione, delineando così più fili narrativi e intrecci che arriveranno alla loro conclusione nel season finale. Per questo la seconda puntata è sempre meno riuscita della prima, perché deve fornire eventi immediati, ma anche inserire piccoli avvenimenti per costruire quelli successivi, con il rischio di appesantire la visione per il carattere abbastanza prolisso della stessa. Eppure, Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D., con qualche sacrificio, riesce ad abbattere questo tabù e a confezionare una puntata più memorabile della precedente.
I sacrifici al quale ci riferiamo, sono per l’appunto gli approfondimenti caratteriali di alcuni personaggi e la creazione degli incipit di alcune trame, secondarie e non, che saranno sviluppate in futuro e che senza ombra di dubbio cresceranno a tal punto da occupare intere puntate e una corposa fetta di trama. Sviluppi decisamente tipici di una seconda puntata al quale non ci si è potuti proprio sottrarre per necessità di pianificazione dei prossimi eventi da raccontare e che dominano “Purpose In The Machine” per una buona mezzora di narrazione. Mezzora comunque scorrevole e piacevolissima da guardare sopratutto per le sequenze incentrare sulla missione solitaria di Melinda May e sulla ricostruzione dell’Hydra ad opera di Grant Ward, parentesi narrative squisite per il modo in cui mostrano una rinnovata interpretazione dei personaggi dovuta al loro nuovo scopo. Alla fine sono sempre i soliti May e Ward, ma la loro caratterizzazione s’impreziosisce di una ritrovata freschezza proprio grazie all’evoluzione che ha subito la loro figura ricollocando la stessa in un contesto diverso dalla precedente stagione. Nonostante ciò, purtroppo questa mezzora di piacevole fattura è anche caratterizzata da una lentezza di eventi causata proprio dai bisogni di pianificazioni elencati qui sopra, correndo quindi il rischio di trasformare “Purpose In The Machine” in un trailer di quaranta minuti contenente solo preludi a sviluppi successivi. Certo, qualche momento di genuino stupore lo tira fuori (come l’introduzione di Warner) ma, a parte questo, non c’è molto altro, se non un avanzamento della trama col contagocce. Ma poi, è arrivato il quarto d’ora finale.
Il quarto d’ora finale racchiude esattamente tutti gli elementi che sono mancati in “Laws Of Nature“: vertiginose sequenze all’insegna dell’ansia e del ritmo serrato, scene dinamiche pregne di frenesia e dall’esito impossibile da pronosticare, poi collimate puntualmente in uno spiazzante colpo di scena. Durante la seconda stagione il serial Marvel Studios/ABC ci ha viziato con questi elementi così tanto che, una volta che questi vengono meno, non solo il pubblico se ne accorge, ma alla stessa serie sembra che manchi qualcosa che la regga in piedi e le impedisca di zoppicare. Il disperato, ma avvincente salvataggio di Simmons è indubbiamente la punta di diamante dell’intera puntata proprio per il senso di disperazione e di determinazione che trasmette l’intera sequenza splendidamente recitata da tutti gli attori, specialmente da Iain De Caestecker, il quale (grazie anche all’evoluzione del suo Fitz) sta dimostrando una simbiosi sempre più profonda con il suo personaggio, regalando momenti di sopraffino intrattenimento. Ora non rimane che vedere come si evolverà ancora il caro Leopold ora che si è ricongiunto con l’amata Jemma.
A proposito della Simmons. Di sicuro qualcuno tra il pubblico non ha apprezzato il fatto che la donna sia stata salvata così presto. Di sicuro, qualcuno aveva desiderato una side-story incentrata su Jemma in cui, tramite lei, lo spettatore avrebbe potuto conoscere qualcosa del pianeta in cui è stata ospite suo malgrado. Ma come ormai dovremmo essere abituati, Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. decide di bere fuori dal coro e sviluppare la trama del salvataggio di Jemma in una maniera alternativa e più accattivante: se è vero che la paura più grande di un viaggiatore è quello che troverà alla fine del suo viaggio, cosa ha trovato Simmons di così pericoloso da farla dormire con un coltello di fortuna creato per casi estremi? Ricordatevi di Capitan America e del modo in cui è sempre stato descritto: come un uomo fuori dal tempo e che, nonostante i suoi continui tentativi, non riesce fino in fondo ad entrare nello spirito del 21° secolo. Ora pensate a Simmons. Lungi da noi decretare cosa sia peggio tra essere intrappolati per mesi su un pianeta alieno e ostile, e 75 anni ibernato nel ghiaccio, ma poco importa, perché il risultato è sempre quello: entrambi, si sentono a modo loro stranieri in un mondo che ha poco di familiare. Fisicamente Simmons sarà anche salva, ma forse caratterialmente, la donna che conosceva Fitz è ancora intrappolata sul quel pianeta bluastro e sabbioso. Ancora presto per dire come si evolverà la faccenda di Jemma Simmons, ma vista così, è decisamente più interessante che seguirla zuzzurellare sulla Tatooine dell’idroscalo come la Lara Croft dei poveri. 

L’angolo del Nerd della fumetteria all’angolo

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per la nuova stagione di Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D.? Maccerto che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata.
  1. Ricompare il personaggio di Elliot Randolph, esordito per la prima volta nel serial nella settima puntata della prima stagione intitolata “The Well“.
  2. Lo scagnozzo calvo in compagnia di Grant Ward si chiama Zebo. Poche informazioni ci sono a riguardo, ma sembra essere un personaggio inventato appositamente per lo show.
  3. Fa il suo debutto il personaggio di William May, personaggio anch’egli inventato per lo show che ricopre il ruolo di padre di Melinda May.
  4. Non è la prima volta che i rispettivi attori che interpretano William e Melinda lavorano assieme. Nel 1998, James Hong e Ming-Na Wen prestarono rispettivamente la loro voce ai personaggi di Mulan e Chi-Fu, per la versione Statunitense del film Disney Mulan
  5. Per la prima volta, Strucker viene chiamato con il suo nome e titolo completo: Barone Wolfgang Von Strucker.
  6. Questo è il primo episodio in cui non compare Lincoln Campbell da quando venne promosso a series regular.
  7. Ad un certo punto della puntata, Elliot Randolph chiama scherzosamente Bobbi Morse “Amazonian Warrior”. Senza ombra di dubbio, la battuta allude alla prima, sfortunata esperienza dell’attrice Adrianne Palicki coi serial comics. Nel 2011, di fatti, la Palicki venne scritturata per interpretare Wonder Woman in una potenziale serie tv targata NBC incentrata sulla Principessa Amazzone della DC Comics; sfortunatamente per lei, l’episodio pilota della serie non venne per nulla gradito dai vertici del network e il serial venne scartato immediatamente. Nonostante ciò, la puntata vide comunque la luce grazie ad un leak pirata che scaraventò il pilota nelle grinfie dell’Internet e dei recensori più acidi che il web ha da offrire. 
  8. Il Ponte di Einstein-Rosen è una teoria scientifica che studia le caratteristiche dei wormhole, fenomeni che rendono possibili i viaggi spaziotemporali. In parole povere, è la spiegazione scientifica dietro il principio su cui si basano tutti i viaggi spazio temporali compiuti nel Marvel Cinematic Universe, sopratutto per quelli che fa Thor ogni volta che va avanti e indietro da Asgard alla Terra. 
  9. E’ probabile che qualcuno sia rimasto un attimo confuso nel vedere il concetto di “Asgardiano” e “alieno” confusi. Tranquilli, non siate spaesati, perché la definizione data da Coulson è più esatta che mai. Thor e gli Aesir non sono in realtà degli Dei, ma solo esseri incredibilmente potenti che (per il loro smisurato potere) si considerano simili a divinità. Quindi, non sono immortali nel vero senso della parola. Nei fumetti, Thor e soci mantengono il loro potere e vigore mangiando regolarmente le mele d’oro di Idunn. Per la serie: una mela al giorno, toglie il medico di torno per sessantacinquemila secoli. 
Facce da Fumetto
Conosciamo un po’ di più i volti noti (e ignoti) dell’Universo Marvel cartaceo trapiantati qui, in questo serial televisivo dedito ad espanderne l’universo.
Werner Von Strucker

A sorpresa, in quest’episodio fa il suo debutto ufficiale Werner Von Strucker, il figlio maggiore di Wolfgang Von Strucker e fratellastro di Andrea e Andreas Von Strucker, quest’ultimi meglio conosciuti come la coppia di villains mutanti Fenris Twins. Comparso per la prima volta su  Nick Fury, Agent Of S.H.I.E.L.D. #1 del 1989, Werner si presenta come un ragazzo ricco, viziato e spendaccione che vive la bella vita alle spese del padre; proprio nel periodo della sua prima comparsa, Werner sarà chiamato dall’Hydra a prendere le redini dell’organizzazione a seguito della morte del padre e con lo scopo di riempire il vuoto di potere creatosi dopo la dipartita del Barone. Nel suo breve periodo di comando, Werner si dimostra per Nick Fury un avversario di certo non superiore al Barone, ma non per questo meno pericoloso: anzi, rispetto al padre, Werner si dimostra più violento, spietato e spregiudicato nel muovere i suoi attacchi ai danni dello S.H.I.E.L.D.; inoltre, l’alta posizione che Werner accettò lo fece diventare bramoso e assetato di potere, tant’è che decise di espandere il suo dominio sulla criminalità organizzata delle strade di New York, decidendo di prendersi una bella fetta del territorio di Kingpin, all’epoca caduto in disgrazia. Venne di lì a poco fissato un incontro a Las Vegas riguardo la “compra vendita” dei territori di Kingpin in cui parteciparono altri partiti criminali, meeting mostrato sulle pagine di Daredevil #309 del 1992. Tragicamente, l’incontro si trasformò in un massacro e vide la morte dello stesso Werner proprio per mano del padre Wolfgang, il quale, resuscitato da poco, tese una trappola al figlio con il solo intento di ucciderlo e tornare a capo dell’Hydra.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Scorrevole al punto giusto
  • Rinnovazione dei personaggi di Grant Ward e Melinda May
  • Skye Daisy usa i suoi poteri in modo creativo
  • Fitz
  • Il salvataggio di Jemma
  • Grande utilizzo e dispiego dei diritti di utilizzo del mythos Marvel Comics in possesso: l’introduzione di Warner è stata una vera sorpresa
  • Buona parte della puntata è raccontata con eccessiva lentezza

Secondo episodio per Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. e secondo colpo messo a segno in maniera così spettacolare, che addirittura la puntata, in certi momenti, sembra superare la convincente première. Tra rinnovi caratteriali, disegni narrativi che cominciano a delinearsi e sempre più interessanti eventi futuri che brillano all’orizzonte, con “Purpose In The Machine” il serial ritrova anche elementi entrati ormai nella consuetudine della narrazione. La serie nata dal sodalizio Marvel Studios/ABC continua ad intrigare grazie alla sua imprevedibilità, voglia di osare e costruire qualcosa di diverso, ma comunque fedele alla tradizione della Casa Delle Idee. Ormai, il serial è ogni episodio sempre più, una conferma di intrattenimento di qualità. 

Laws Of Nature 3×01 4.90 milioni – 1.7 rating
Purpose In The Machine 3×02 4.32 milioni – 1.6 rating

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4 Comments

  1. Io ho notato un'ulteriore easter egg che è il seguente:
    Ward dopo aver stimolato la vera indole del giovane Werner per "ricompensarlo" e per farsi ingraziare da lui, come il suo precedente AS Garret, porta dei Tacos

  2. Ottima osservazione Andrea! Volevo tenerla in serbo per le prossime recensioni questo easter egg, analizzando i parallelismi tra Ward e Garrett. Perché, indubbiamente, lui ha preso il suo post. Ma comunque ottima osservazione! Hai un occhio…di falco 😉

  3. Si anch'io pensavo che poi porterà ad un parallelismo con Garret anche se non sono riuscito a trattenermi 🙂 Comunque recensione perfetta ed impeccabile speriamo riescano a giocarsela per bene che ho grandi aspettative per questa terza stagione, che in un modo o nell'altro ci stupirà

  4. Ma hai fatto benissimo Andrea 😀 qualsiasi annotazione/teoria personale ecc. è ben accetta! Ci piace discuterne nei commenti 🙂 E grazie per i complimenti Andrea, anche noi speriamo in grandi cose!

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