Orange Is The New Black 4×04 – Doctor PsychoTEMPO DI LETTURA 8 min

in Recensioni by

C’è un confine labilissimo che divide la vita delle carcerate: il pre e il post Litchfield. Nessuna di loro è uguale a prima e nessuna uscirà dalla prigione pronta realmente a vivere nel mondo (questo sembra dire Aleida quando scopre che sta per uscire per buona condotta, lasciando all’interno la figlia). C’è una sottile linea di demarcazione che corre lungo le direttrici di uno degli show più dolorosi, politici e sociali del panorama seriale degli ultimi anni. Da una parte ci sono le detenute con i loro problemi, le loro vite, le loro storie, ciascuna con il bagaglio di “handicap” sociali, razziali, culturali, dall’altra ci sono i carcerieri, umani e disumani, vittime e carnefici, bastardi e gentili.


Judy: That is one strange man.
Luschek: Yeah, he is basically Dr. Psycho.
Judy: Oh, oh, oh! The one who hates women.

Questa quarta puntata di Orange Is The new Black, intitolata “Doctor Psycho”, si incastra proprio lì, tra la vita delle detenute e quella dei carcerieri, tra i dolori degli uni e delle altre, collegandoli in maniera unica e stringente. Come dicono Luschek e Judy King, prendendolo in giro, Sam Healy è il Doctor Psycho, personaggio introdotto nei fumetti come avversario di Wonder Woman. Il personaggio di inchiostro è turbato dalla malattia mentale, con un profondo odio misogino, come Healy che si dimostra uomo buono e comprensivo, ma che in realtà porta dentro un coagulo psicotico e malvagio. Il complicato uomo in divisa è governato da luci e ombre, poco equilibrato, fin troppo iroso, spinto da emozioni discontinue (qui ad esempio costringe Judy King a tenere un corso di cucina ma è anche tenerissimo con Lolly). Infatti quando Sam viene allontanato, respinto, criticato, il suo volto si plasma, modificandosi nella mimica e nelle espressioni, si dimostra oltraggiato dal fatto che le persone non vogliano il suo aiuto. Poco eticamente si fa confidente, amico, addirittura corteggiatore delle detenute e quando le cose non vanno come lui vuole si irrita e vendica (vedi Piper e Red).
Proprio grazie a questo episodio capiamo un po’ meglio come mai il nostro Doctor Psycho si immedesimi così tanto nella vita delle detenute, prendendo a cuore i loro mali, perché sia, almeno in prima istanza, pronto ad ascoltare e capire. Con la solita tecnica del flashback torniamo indietro nel tempo a quando Sam era un bambino e attendeva la madre, affetta da malattia mentale, fuori dall’ospedale. Come Doctor Psycho anche Healy veniva denigrato dai compagni, preso in giro proprio a causa di quella madre – lesbica che ulula alla luna come diceva il compagno di classe di Sam e malata -, così complicata, difficile da accettare e capire, e del suo taglio di capelli – che lo faceva assomigliare a Dick Van Dyke, simbolo del macismo americano. Il piccolo Healy aveva fatto a botte con un compagno per difenderla e ne era uscito perdente.

Dad: Mom has a highly active imagination and it makes her see and hear things that aren’t there.

La donna, completamente modificata nei tratti e nella natura, aveva preso il giorno per la notte, non si ricordava neppure che il figlio fosse allergico alle uova, e raccontava al figlio di quanto volesse smettere con le cure (l’elettroshock). Se nessuno aveva capito Mamma Healy dalla fervida immaginazione, abitata da voci e angeli, neppure Sam era stato in grado di farlo. La donna era fuggita in nome della sua libertà ed è questa la colpa – pensa che una senza tetto sia sua madre – che l’uomo si porta dietro, convinto di non averla aiutata abbastanza. E’ questo il motivo che l’ha spinto a scegliere questo lavoro, non facendo i conti però con il male che ha dentro pronto ad esplodere (la domanda del piccolo Healy risuona “and i gonna get Mom’s desease?“).

Prigionia e deliri.

“Doctor Psycho” analizza quindi varie malattie e disagi: primo fra tutti quello di Sophia Burset, la trans chiusa in isolamento (sempre la dinamica del dentro-fuori, prigione/mondo esterno che diventa cella isolamento-resto della prigione).
La donna è diversa da ciò che era e continua a ribellarsi, a chiedere aiuto, a gridare invano il nome di Caputo. Burset è dimagrita, si è asciugata in tutto il suo essere, riducendosi ai minimi termini. Non c’è più nulla della donna ironica e sagace, dotata di una fresca allegria che la muoveva fin dalle prime stagioni. Vuole uscire, parlare con la moglie e fare gli auguri al figlio nonostante abbia un dubbio cronologico (il compleanno del figlio è passato o meno?). Il tempo si è spezzato per lei: prima, dopo, sono categorie di cui non capisce più il senso. C’è una cosa però che non ha perso, la grinta. Allaga la cella tappando il tubo di scarico con le poche cose a sua disposizione, cibo e asciugamani, e isolando la porta, appicca un incendio, così le guardie sono costrette a far evacuare le prigioniere – ricompare così Nicky Nichols, costretta anch’ella all’isolamento. Il fantasma di Burset ha compiuto la missione.
C’è poi la figura che più ricorda ad Healy la madre ed è Lolly. Lei, folle e sopra le righe come al solito lo è ancor di più dopo aver ucciso il sicario nella serra per salvare Alex. Healy persuaso che ciò che la donna racconta sia solo frutto del suo disagio, la convince che è tutta una menzogna: nessun morto, nessun omicidio. L’uomo le parla con delicatezza, la stessa che in un primo momento abbiamo visto usare anche nel dialogo con la senza tetto. Il crollo psicologico di Lolly, a metà tra dramma e commedia, dolore e ironia, spaventa Frieda che vorrebbe ucciderla così da impedirle di parlare, e spinge Alex a parlare con Red, l’unica in grado di fermare Frieda.

Maria: This isn’t war. It’s business.

Una storyline importante è anche quella di Piper, che sta subendo una spietata concorrenza da parte di Maria. La bionda capisce che la sua vita di boss è fatta di solitudine e paura. Non è più un gioco, non è uno scherzo, ora la guerra è aperta. E’ più difficile la vita per chi i nemici li ha a causa dei torti fatti (essersi ripresa le mutande per il commercio, aver picchiato, o meglio aver fatto picchiare, una delle scagnozze di Maria); lo abbiamo già detto, Piper è cambiata; la biondina della prima stagione è nascosta sotto strati di sporco e vessazioni di Litchfield? Quell’impercettibile disagio e quel senso di smarrimento che si possono leggere sul volto di Piper quando le amiche, e soprattutto Alex, le voltano le spalle, lasciandola sola, fanno pensare che la donna sia sempre la stessa.
Fa da sfondo e continua a montare il problema del sovraffollamento, il disagio delle detenute, stufe di dover far fronte ogni giorno ad un ostacolo diverso, contrariate dai nuovi rapporti che volenti o nolenti si creano. Le relazioni più importanti sono quelle tra Poussey e Soso, compreso poco dalle altre a causa della loro diversa razza, ma anche quella tra Alison e le nere; godibilissimo il momento in cui Crazy Eyes le chiede se ha i capelli sotto il velo, battuta dietro cui ci sono riflessioni culturali e pregiudizi.
La puntata dunque si costruisce come uno scontro tra i vari Doctor Psycho e un gruppo di Wonder Woman, in grado di vincere, dimostrando agli uomini la loro pochezza: quella di Healy messa in luce da parte della meschina Judy (l’uomo non sarà più il suo consulente perché la donna non lo vuole più), ma anche quella di Coates che confrontandosi con Doggett scopre di essere uno stupratore. Questo dialogo mette in luce due posizioni differenti: da una parte l’uomo che non ha capito la gravità del suo gesto, sottolineando che lui l’amava, e dall’altra la donna che finalmente parla e mette in luce che i rapporti erano stati senza consenso, così la legislazione americana definisce gli stupri, e che non aveva notato la differenza tra rape e rapporto d’amore. La donna a questo punto sconvolge Coates dimostrando di non essere un mero orifizio senza capacità di parlare e rompe il silenzio non tanto e non solo per la violenza da lei subita, quanto per quella che Ramos, colei che ha preso il suo posto, potrebbe subire. Doggett alza la testa e dimostra dunque di non essere merce, oggetto in possesso del maschio e di essere capace di ribellarsi.
Tremate, tremate, le streghe di Litchfield son tornate.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il flashback su Healy
  • Il rapporto tra Healy e le donne
  • Crazy Eyes
  • Lo scontro tra Coates e Doggett
  • Il trattamento riservato a Healy da parte di Judy per mano di Caputo
  • Ancora forse non ben disegnato il rapporto tra Piper e la concorrenza
“Doctor Psycho” è una buonissima puntata che dimostra quanta analisi politico-sociale ci sia nell’opera struggente (l’isolamento di Burset) e ironica (la lezione di cucina di Judy senza coltelli, Crazy Eyes e le sue amiche), drammatica e divertente di Jenjii Kohan, di quanto lavoro ci sia nella sceneggiatura. Tutto è legato, ogni personaggio ha una colpa e una pena da cui deriva ciò che è oggi. Nessuno si salva e nessuno è veramente e profondamente puro. Vittime e carnefici sono messi sullo stesso piano e ciò che Orange Is The New Black ci insegna è che tutti abbiamo le nostre prigioni e poco importa se siamo in manette o impugniamo i manganelli. 
Don’t Say Anything 4×03 ND milioni – ND rating
Dottor Psycho 4×04 ND milioni – ND rating

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from Recensioni

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: