Stranger Things 1×03 – Chapter Three: Holly, JollyTEMPO DI LETTURA 4 min

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Se la premiére poteva essere ben giudicata per la riuscita del suo compito primario di introdurre, la terziére (hahaha) sarà ben giudicata per la bella sensazione che abbiamo alla fine di essa: stando a quanto abbiamo visto finora, non avremo lentezza. Gli eventi saranno in divenire continuo, senza pause di riflessione, senza approfondimenti fini a se stessi sui personaggi. Questo almeno secondo l’attuale percezione. Per farla breve: il bambino scomparso viene ritrovato.
Quest’ultimo elemento ci incoraggia ancora di più a giudicare in maniera entusiasta il “Chapter Three”, non tanto per il triste risvolto di trama, quanto piuttosto per il duplice disorientamento che alberga in noi spettatori. Duplice per due motivi. Intanto è inusuale che il caso con cui si è messa in moto la catena di eventi venga (apparentemente) risolto già nella terza puntata, non ce lo saremmo proprio aspettato. Poi la trama aveva comunque preso una certa direzione grazie al dialogo di Winona Rider con le luci natalizie. Il ritrovamento di Will è l’ultima cosa che in quel momento ci saremmo aspettati. Da qui la curiosità e la voglia di procedere, da qui la vittoria – allo stato attuale – di questa evocativa serie Netflix, dopo soli tre episodi.
Veniamo al dialogo con le lucine di Natale. Si è già parlato della vaghezza voluta con cui questa serie si è presentata, a partire dal titolo stesso. E di “cose strane” effettivamente ne succedono, ma nessuna ci permette – per ora – di classificare il sovrannaturale mostratoci.
Da un lato abbiamo l’elemento “esperimento andato male”, con la strada che sta prendendo l’indagine del poliziotto Hopper. E allora in quel caso sarebbe facile ridurre il tutto alla sperimentazione genetica e del controllo mentale (basti vedere i flashback/spiegoni di Eleven). Sarebbe forse una soluzione dozzinale, ma non per questo di basso livello, visto il tipo di proposta storico-stilistica che Netflix mette in atto con questa serie.
Dall’altro lato, però, si affaccia anche un altro tipo di deriva sovrannaturale, ben più suggestiva: quella mistica, con il suggerimento di un altrove, di un ulteriore piano dimensionale. Lo conferma l’apertura di episodio, con la povera Barb che si trova sempre nella stessa piscina (e noi nel precedente episodio l’avevamo vista sparire) con un clima ben più freddo e minaccioso. Lo confermerebbe pure la situazione in cui avevamo visto Will nella 1×01. Aveva avuto contatto con il cane, entrando di corsa in casa, ma non aveva trovato nessun altro (eppure la madre e il fratello avevano sicuramente dormito lì), la luce non poteva essere quella reale, dando più che altro l’impressione di un imbrunire, pur essendo notte nelle scene precedenti. Ovviamente poi il dialogo mediante lampadine ci dimostra come la strada sembri essere anche questa maggiormente metafisica.
Ma proprio questa incertezza di fondo ci spinge ancora di più a ben giudicare questa serie, che ha nell’ambientazione anni ’80 solo un espediente narrativo, nonché omaggio ad uno stile.
Come accennato nei Thumbs Up del primo episodio, una caratteristica assolutamente da non sottovalutare della serie è anche la caratterizzazione dei giovanissimi protagonisti. Se gli adolescenti sono caratterizzati esclusivamente in negativo (ma in maniera funzionale), i bambini riescono a portare avanti da soli il ruolo principale (persino la piccola Holly regge degnamente la scena). La recitazione convincente, oltre che una scrittura evidentemente adeguata, garantisce allo spettatore una sorprendente immedesimazione. Alzi la mano chi non si è fatto travolgere dalla reazione di Mike, nel finale.
Se attualmente va molto di moda l’immagine stereotipata del nerd a fare da protagonista, vista la caratterizzazione di questi bambini, possiamo considerarla come simpatica variazione sul tema di questa attuale tendenza.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ambiguità costante che rende imprevedibile qualsiasi sviluppo
  • Lo struggente finale
  • La sequenza con le luci
  • I flashback/spiegoni di Eleven saranno sicuramente importanti, ma spezzano il ritmo della stretta continuità narrativa dell’episodio

 

Il terzo episodio si scarica dalle responsabilità dei suoi sviluppi e si becca un gran Bless per la qualità del girato, ma allo stesso tempo per merito della curiosità che ci ha lasciato. E vogliamo vederne ancora, dopo un episodio in cui comunque è successo moltissimo.

 

Chapter Two: The Weirdo On Maple Street 1×02 ND milioni – ND rating
Chapter Three: Holly, Jolly 1×03 ND milioni – ND rating

 

 

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

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