Narcos 2×09 – Nuestra FincaTEMPO DI LETTURA 4 min

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La contrapposizione con “La Catedral” è evidente ed innegabile e non abbiamo trovato modo migliore per esaltarla se non con la contrapposizione di immagini di “Pabli insanguinati” che ne esaltano il contrasto grazie alla loro simmetria. Nella 1×09, il recap coglieva l’istante successivo alla morte di Moncada per mano di Pablo che consapevolmente esibiva come monito il sangue del presunto traditore sul viso, qui il sangue del maiale sgozzato è invece fatto volutamente schizzare sul suo volto quasi come se fosse un contrappasso. Il dualismo c’è, la mancanza di ostentazione anche, l’unica cosa in comune è Pablo Escobar insanguinato. Per il resto tutto è completamente cambiato.

Funny that you don’t like blood. How strange.

L’atmosfera che si respira in “Nuestra Finca” è quella delle ultime ore prima della fine. La deflagrazione della bomba fatta esplodere come ripicca per il “rapimento” della sua famiglia non è solo fisica ma anche e soprattutto mentale. Il gesto, pur essendo simile ad altri attentati compiuti in passato, non è più né accettabile né paragonabile a quelli già perpetrati, principalmente per la valenza dell’attentatore, ormai depauperato di quel potere conquistato negli anni e rimasto solo con la nomea. Mattone dopo mattone si è smontato il mito di Escobar, la sua natura quasi divina e la sua organizzazione. Pablo è sparito agli occhi del popolo, dei giornalisti, della D.E.A. e degli altri narcos; scomparso improvvisamente anche per la sua famiglia, quest’ultima però non è una scelta programmata ma dettata dalla mancanza di campo per le frequenze radiofoniche. In meno di 10 episodi, esattamente da quando è cominciata la fuga da La Catedral ma nello specifico con il cambio di passo avuto in “Los Pepes“, Pablo Escobar è ritornato umano, privato di tutto tranne che del suo ego, ferito e sanguinante ma ancora forte come un tempo.

I read in a book somewhere about a rich guy who goes broke. When he’s asked how it happened, how he had lost everything, he answered: “Slowly at first. And then… all at once.” For Pablo Escobar, “all at once” had finally come. 
His empire in shambles, his army all dead or in jail, Escobar did the one thing he could still do: a disappearing act. One month, 14 days and seven hours… with no sightings, no intercepts, nothing.


L’impero costruito negli anni, mantenuto vivo e rigoglioso grazie ai proventi del narcotraffico, si è completamente sfaldato arresto dopo arresto, uccisione dopo uccisione. Nell’esatto momento in cui si sono uniti gli intenti e le forze di narcos (Cartello di Cali e Moncada), governo (americano e colombiano) e guerriglieri indipendentisti (Los Pepes), è stato decretato il declino di Pablo Escobar, ormai una minaccia e un peso per chiunque e non solo per il governo colombiano.
“Nuestra Finca” è un episodio articolato in modo tale da permettere un debrief prima di assistere alla morte del Patrón, non a caso infatti viene recuperata per l’occasione la figura paterna di Pablo, un padre che fino ad ora era sempre stato assente, mai citato, mai nemmeno visto in foto eppure, proprio per la sua assenza, estremamente importante. Chiaramente anche qui la finzione scenica prende il sopravvento per far leva sull’umanità latente di un uomo svuotato che prova a trovare pace e sollievo in ogni modo. Lo hiatus narrativo fornito provvidenzialmente dalla “finca” paterna è esattamente quanto si chiedeva a Narcos prima del gran finale: un momento di riflessione. Un momento di riflessione non solo per il destino sempre più prossimo di Escobar ma anche e soprattutto per tutto il contesto, sia riferito alla fine del rapporto tra Moncada e Cartello di Cali, sia alla stoccata finale che Peña ha ricevuto dalla C.I.A. per la sua condivisione di informazioni ed il suo essere naive (“For everything you know, you’re, uh… extremely naive.“). L’aumento improvviso di paesaggi bucolici esalta la riflessione lasciando spazio al silenzio degli sguardi, ai ricordi e ad una malinconia che è praticamente diventata parte integrante dello show.
Tutto è volutamente riflessivo, tutto è volutamente poetico, tutto è volutamente voluto.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Paesaggi bucolici a rappresentare il momento di riflessione
  • Contrapposizione di “Pabli insanguinati”
  • Rievocazione del padre di Pablo
  • Peña VS C.I.A.
  • Inutile il faccia a faccia tra Limòn e Maritza
L’ultimo respiro profondo prima del gran finale. “Nuestra Finca” è encomiabile in tutto.
Exit El Patrón 2×08 ND milioni – ND rating
Nuestra Finca 2×09 ND milioni – ND rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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