Sneaky Pete 1×04 – The FuryTEMPO DI LETTURA 5 min

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Il caso molto spesso gioca un ruolo assai importante nell’economia di uno sviluppo narrativo. Una lenta evoluzione di una determinata situazione risulterà assai più lunga e faticosa da gestire, rispetto ad un’immediata svolta, determinata da un evento fortuito.
Sneaky Pete, serie costruita sul canonico scambio di persona, finora è stata portata avanti da una rapida successione di botte di fortuna e tremende sfighe nei confronti del protagonista Marius/Pete. Diremo di più. Proprio il filo del rasoio su cui cammina il personaggio interpretato da un buon Giovanni Ribisi costituisce la materia prima per foraggiare lo spettatore della voglia di continuare a guardare gli episodi.
La patente di Marius, rimasta nella macchina del cugino inutile, mette così in moto gli eventi di questo quarto episodio, presentando rispettivamente: sfiga (patente rimasta nella macchina), culo (il cugino sta passando l’aspirapolvere nel portabagagli e, nel momento in cui accetta l’invito del finto Pete, la patente rimane lì dov’è), sfiga (il tentativo di forare la gomma non va a buon fine causa rissa), ulteriore sfiga (Marius viene portato in centrale di polizia dove c’è Lionel Fusco), culo (nessuno lo riconosce), culo ancora maggiore (il cugino lo manda a recuperare il cellulare dell’amante).
E’ chiaro che potrebbe non essere sempre convincente questo continuo avvicendamento, soprattutto se poi gli sviluppi dovessero prendere piede in forme e tempi prevedibili (leggi: season finale). Ma come detto qualche riga più sopra: se la nostra razionalità può storcere il naso di fronte a tale strategia narrativa, non manca la tensione e la voglia di vedere come si svilupperanno gli eventi.
Ciò su cui sarebbe necessaria maggiore chiarezza è sulla natura vera e propria della serie. L’antico primo episodio aveva aperto alla possibilità che potesse nascere il primo esemplare di procedurale in una piattaforma online. Un truffatore che si finge qualcun altro e nel frattempo deve gestire una compagnia assicurativa sarebbe un ottimo soggetto per la CBS o la NBC. E’ chiaro che nei 10 episodi proposti da Amazon la cosa potrebbe risultare strana. E infatti, già “The Fury” ha come situazione auto-conclusiva il recupero stesso della patente, potenziale elemento di trama orizzontale.
In realtà, la confusione riguardo lo stile di Sneaky Pete non è neanche riconducibile alla questione trame orizzontali/trame verticali. Il problema è che il parco personaggi è discretamente ampio. Le figure femminili vicine a Marius, nonna esclusa, sono quattro (le due sorelle, la ex-complice, la ex-amante, complice in questo episodio). La famiglia è assai numerosa e sembra che ad ogni membro verrà riservata una discreta importanza (il perché due nonni abbiano così tanta influenza su degli adulti grandi e vaccinati – vedi la paura del cugino di rivelare l’accaduto alla nonna – è uno dei misteri della serie). Occorre poi aggiungere la sottotrama di Vince e della sua cricca, oltre alle parentesi riservate allo scambio di battute tra poliziotti e i momenti soap tra le due sorelle che si mettono a leggere delle lettere.
Sicuramente tutto ciò sarà importante nello scorrere degli eventi. La lettura di una lettera avrà contenuti di trama molto più importanti di una patente perduta in un portabagagli, utile solo a creare un cliffhanger e a portare avanti gran parte di questo quarto episodio, salvo poi chiuderla qui. Vedendo quante figure devono essere scomodate per creare presupposti nel portare avanti la storia, ci si chiede se forse non si sarebbe potuto snellire il tutto.
Il tono critico che potrebbe trasparire deve sempre essere contestualizzato con ciò che è stato detto più volte precedentemente: Sneaky Pete è una serie che tira e che si fa guardare, malgrado tutto. Le strategie sceniche sono ormai iper-collaudate e anche a fronte di momenti fiacchi, lo sceneggiatore sa cosa lo spettatore vuole.
Un lunghissimo monologo di Bryan Cranston, per esempio. Nel guardare tutta la sequenza finale, non si sa se sentirsi presi in giro o estasiati. Con il suo racconto, Vince riesce a creare uno spin-off all’interno di 10 minuti circa di episodio. I sensi dello spettatore sono a mille ma, andando a stringere, possiamo identificare nell’intera sequenza finale una sequela di stereotipi tra cui: il boss della mala che deve punire qualcuno, prima di farlo racconta una lunga storia versandosi da bere, quando il malcapitato prova a dire qualcosa, il malvagio lo zittisce a bassa voce, frase a effetto finale che ricrea la situazione della storia narrata.
Non va negata però l’interessante costruzione del villain interpretato da Cranston. Se da un lato possiamo cogliere pienamente la strizzata d’occhio di un attore che si ripropone in vesti che già precedentemente hanno avuto successo, dall’altra possiamo coglierne delle sfumature niente affatto banali. Vince non è il classico villain che, almeno nelle prime puntate, si dimostra infallibile e invincibile, oltre che spietato e imperdonabile. Il suo rapporto con Marius, come visto nella 1×02, nasce da una truffa subita. In questo episodio lo vediamo cercare di gestire il suo casinò, non avendo del tutto in mano la situazione. La condizione stessa di Marius non è quella del braccato, bensì una situazione decisamente più “light“. Non temere eccessivamente il villain potrebbe forse non essere un punto a favore nella sua caratterizzazione. Certo è che questa via di mezzo rappresentata da un personaggio cattivo e pericoloso ma, come detto da molti personaggi, “non pazzo” e “di parola” aumenta l’imprevedibilità di questo settore di storia.
Come dite? Alla fine taglia un dito a Eddie? Eh sì, ma il piede inquadrato era visibilmente finto.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tutto sommato tutto scorre
  • Caratterizzazione non scontata di Vince…
  • Trama portata avanti da successioni di fortuna e sfortuna per Marius
  • Grande interpretazione nel monologo finale da parte di Bryan Cranston
  • Chi s’è inguattato i soldi?
  • Troppi personaggi e troppe storyline che annacquano l’interessante storia di partenza
  • …che però si muove secondo molti stereotipi
  • Trama portata avanti da successioni di fortuna e sfortuna per Marius
Si può fare meglio, facendo meno.
Mr. Success 1×03 ND milioni – ND rating
The Fury 1×04 ND milioni – ND rating

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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