Hand Of God 2×03 – You Can’t Go BackTEMPO DI LETTURA 3 min

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A volte, con il proprio titolo, le puntate delle serie tv esprimono tutti i concetti e le tematiche sviscerate poi nei minuti seguenti. “You Can’t Go Back” conferma agli spettatori i pregi e dei difetti di questa seconda stagione.
Il “comparto religioso” e l’influenza delle tematiche teologiche all’interno di Hand Of God continuano a giocare, non solo un ruolo rilevante nella stagione, ma anche importante per la direzione della trama generale e l’evoluzione dei protagonisti. Basti vedere l’attitudine di Pernell Harris in questa 2×03, dove il protagonista interpretato dal sempre sublime Ron Perlman ha dei punti in comune con la figura di Gesù. Facendo un paragone tra Harris e Gesù, i due – sia in Hand Of God, che nella Bibbia – sono sempre stati presentati (al pubblico) come figure positive e portatrici di bene; certo, Pernell ha i suoi accentuati lati oscuri rispetto a Gesù ma sostanzialmente si può dire che tutti e due lavoravano per il bene. Con il proseguire della narrazione, le due figure vengono “sporcate” grazie ad un momento di sofferenza e transizione. Per Gesù fu il proprio processo e la tortura prima-durante-dopo il Monte Calvario; per Pernell, il circo mediatico della sua incarcerazione. Vedere il protagonista in difficoltà dà parecchie soddisfazioni allo spettatore, poiché la situazione crea una dicotomia parecchio interessante.
Continuando coi paragoni, Pernell si sente decisamente Gesù. Non avendo però la sua calma e modestia, spesso e volentieri Pernell cade vittima del suo lato oscuro, finendo per crogiolarsi nei suoi poteri (uno di natura apparentemente “divina” e uno legale) e fare il verso citare, anche involontariamente, Walter White di Breaking Bad. Il suo “I create these laws“, ad un certo punto, sottolinea la sicurezza della sua posizione che sfocia in arroganza. Ma vederlo dietro le sbarre, sbeffeggiato dalla polizia e dai secondini, a contatto con la dura realtà della prigione, ridimensiona quello che è un personaggio potente il cui ruolo è valorizzato da un attore che esprime effettiva possenza dei ruoli che ricopre.
Mentre, sicuramente, tutto ciò che gira intorno a Parnell merita attenzione, sono le trame secondarie che fanno fatica a trovare il loro posto: quella di Paul e di Alicia sopratutto. Se nella prima stagione poteva essere interessante per l’ambiguità della loro relazione, quella verve dark di questa strana storia d’amore comincia a scemare, cominciando a somigliare a tanti altri teen drama. Gli eventi di questa puntata, poi, sfiorano veramente il ridicolo; la scena dello sparo ai danni di Alicia è diretta e interpretata talmente male, da sembrare il remake tarocco di una famosa scena madre di un grande serial italiano.
Sul versante Bobo Boston, invece, le cose vanno decisamente meglio. Più che altro perché le tematiche politiche che vedono protagonista l’attore Andre Royo ricordano un sacco gli argomenti cardine di The Wire, telefilm in cui Royo stesso recitò nei panni di Bubbles. Quindi, si, giusto per nostalgia, ecco.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Pernell Harris
  • Bobo Boston
  • La religione come motore trainante
  • Paul e Alicia
  • Bobo Boston
“You Can’t Go Back” mostra dei leggeri miglioramenti rispetto agli inizi, ma la strada per raggiungere la stagione precedente sono ancora lunghi. Speriamo che le vie del signore non siano troppo misteriose per Hand Of God. Però, in caso di difficoltà…

Telling Me Your Dreams 2×02 ND milioni – ND rating
You Can’t Go Back 2×03 ND milioni – ND rating

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Nato da un’idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: “Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell’insegnamento”. Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E’ destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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