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Hand Of God 2×08 – The Last Thing LeftTEMPO DI LETTURA 4 min

in Hand Of God/Recensioni by

Il viale che porta alla fine di Hand Of God è lastricato di buone intenzioni e, dall’episodio scorso, anche da una certa dose di accettazione. Accettazione per ciò che si è, per ciò che avviene intorno e per ciò che si vive in prima persona, nonostante le scelte non vengano prese direttamente dall’individuo che poi le vive/subisce. Ecco quindi che dopo “When You Pull The Trigger” Pernell si presenta totalmente cambiato, molto più arrendevole verso le sue visioni non scientificamente spiegabili ma anche molto più dedito alla causa: se Dio in qualche modo ha mantenuto la sua parola, Pernell deve fare lo stesso.

Dear Lord please forgive me. I was a fool. I thought You’d betrayed me, and all I could hear was my own anger. But now I know. You have chosen me. You have a purpose for me. […] Well, here I am, God calling to You. I am Your servant. Reveal my path to me, and I shall do everything You demand. Your will be done.

Alla luce di questi 56 minuti, “The Last Thing Left” si pone evidentemente come inizio del capitolo finale di Hand Of God, come presa di coscienza di una necessità ormai evidente di tirare le fila (soprattutto sapendo che Amazon e Ben Watkins avevano già confermato di voler terminare la serie con la seconda stagione) e come ultimo vero momento narrativo per discernere cosa accade nella testa di Pernell. L’inizio, sulla cima di un grattacielo invocando Dio, è emblematico del cambiamento e del ritorno alla fede, un ritorno che per diretta conseguenza poi andrà a modificare tutte le attitudini, gli approcci ed i piani del giudice. Ecco quindi che viene a riformarsi la “storica” coppia Pernell-KD (con relativi sequestri di persona), che le visioni si fanno sempre più frequenti (e meno oniriche grazie alla lettura del loro significato) e che si fa nuova luce sulla morte di PJ. Perchè alla fine il succo del discorso è quello: PJ reclama vendetta e le visioni di Pernell sono la chiave per ottenerla.

They saw PJ write his suicide note with his left hand, so they assumed he was left-handed, so that’s where they put the gun. Except PJ did everything else right-handed.
Our son didn’t shoot himself, Crys. He was murdered.

Hand Of God ritorna quindi all’improvviso su quel sentiero che funzionava durante la scorsa stagione, ovvero l’interpretazione delle visioni di Pernell e l’accettazione di questi aiuti divini senza un’apparente spiegazione scientifica. A 2 episodi dalla fine della serie non esiste neanche più la questione circa la credibilità o meno delle visioni stesse, quanto piuttosto c’è maggiore interesse nel chiudere le indagini sulla morte di PJ e sul programma Bathwater. Bobo e la sua storyline paiono quindi più un riempitivo che una trama a sostegno della “missione divina”, allo stesso modo tutto ciò che non aiuta direttamente le indagini diventa una palla al piede che deve essere necessariamente tagliata fuori. E di perdite di tempo sinora se ne sono viste tante: l’esempio più lampante di storyline inutili è rappresentato da Paul Curtis e dalla sua chiesa che, dopo essere apparso sporadicamente nei primi 24 minuti dell’episodio, sparisce nel dimenticatoio per non essere più ripescato. Segno evidente dell’inutilità di questa trama secondaria.
La danza dei character per arrivare ad ottenere ciò che vogliono è sempre intrigante ma lento, figurativamente ricco di tempi morti e poco incisivi che sono propedeutici solo a far apprezzare ben più del dovuto i pochi istanti in cui la trama orizzontale si smuove dal suo immobilismo. Ecco quindi che la lotta di KD nel finale di puntata assume un sapore ben più aulico di quello che avrebbe potuto avere in un contesto meno mediocre. Ed è questo il vero problema di Hand Of God e, nello specifico, di “The Last Thing Left”: la mediocrità del contesto. Quando si toccano i temi portanti della serie, specie nell’ottica religiosa, tutto si migliora, ma il cazzeggio del minutaggio è qualcosa di deleterio e puerile.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Plot-twist finale
  • KD & Pernell di nuovo insieme
  • Lotta di KD
  • Tempi morti
  • Mediocrità generale
  • Paul Curtis: a cosa servi?

 

È appena stato imboccato il sentiero finale ma è un sentiero con un paesaggio circostante non molto interessante, macchiato da una vegetazione (leggasi sottotrame) brulla senza alcun elemento di rilievo. La destinazione finale è tutto ciò che rimane allo spettatore.

 

When You Pull The Trigger 2×07 ND milioni – ND rating
The Last Thing Left 2×08 ND milioni – ND rating

 

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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