Marvel’s The Punisher 1×12 – HomeTEMPO DI LETTURA 3 min

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Evitando una domanda retorica che richiamerebbe una risposta retorica, passiamo direttamente all’affermazione: “Home”, con 5 minuti in più dopo l’ultima scena mostrata, poteva tranquillamente fungere da season/series finale. Ci sono ovviamente ancora diverse questioni aperte, come la colpevolezza di Frank e la sua stessa ammissione nella registrazione con Madani, oppure il reintegro nella società di Micro, ma il tutto poteva tranquillamente essere lasciato all’immaginazione nel caso una seconda stagione non fosse prevista (cosa che ora invece è confermata). Ed invece no: “Home” è solo il penultimo episodio e quindi c’è ancora tutto il tempo per digerire gli eventi di questa puntata al fulmicotone.

Madani:Did Billy Russo pull the trigger?
Frank:No, he did not. I did.
Madani:You killed him? Yes, I did. Like I said, it damned us all.

L’intera puntata è totalmente focalizzata sulla redenzione di Micro e Frank e permette l’accesso ai sentimenti più profondi di quest’ultimo, andando a sviscerare ogni singola emozione, sia essa collegata all’amore della sua vita, sia essa collegata ai mandanti della morte della sua famiglia. Le torture, il pestaggio ripetuto ed il costante ma repentino passaggio all’incoscienza mantengono il ritmo molto alto, andando a consolidare un crescendo di emozioni e di conflitti. La partenza dell’episodio, totalmente focalizzata sull’ammissione di colpevolezza di Frank atta ad incriminare tutti gli altri, è solo la prima parte di un piano atto ad avere la chance di trovarsi finalmente a tu per tu con il vero responsabile: Rawlins. È importante capire il punto di vista di Frank che, se da un lato ha sempre dimostrato la più totale assenza di stimoli nel ricrearsi una nuova vita con un significato (comprensibile dopo aver perso la sua famiglia), dall’altro è sempre parso disponibile all’estremo sacrificio pur di uccidere tutti i mandanti e completare la sua vendetta. Eppure, proprio quando arriva quel fatidico momento, nello stato di incoscienza avviene paradossalmente la presa di coscienza di una volontà sopita che gli permette di completare la sua vendetta nonostante le condizioni fisiche (e qui bisogna sospendere l’incredulità per poter apprezzare il tutto).
Con un focus particolare all’interno del bunker/rifugio di Micro, “Home” si presenta al pubblico come un episodio estremamente onesto e lineare per quanto riguarda la chiusura delle varie trame. È come un grande cerchio che si chiude dando il giusto spazio alle questioni rimaste irrisolte tra i vari personaggi, il tutto tenendo un ritmo invidiabile e cogliendo lo spettatore impreparato di fronte a tutte le scene che, di norma, ci si attenderebbe da un season finale. Ed è proprio qui che la serie si erge, tra un audace approccio narrativo ed un discreto menefreghismo dei canoni seriali, tra l’altro già ampiamente evidenziato da un pilot che in realtà non era un pilot (o almeno non uno canonico). Difficilmente si può rimanere delusi da un episodio del genere.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ammissione di colpevolezza di Frank
  • Doppio gioco di Micro-Frank
  • Continui sbalzi da stati di coscienza ad incoscienza
  • Ottima regia
  • Un sempre buon Jon Bernthal
  • Diverse scene molto cruenti
  • Bisogna sospendere l’incredulità davanti alle condizioni fisiche di Frank che, nonostante tutto, è ancora capace di uccidere

 

Cogliendo per l’ennesima volta tutti di sorpresa, Lightfoot aggira le normali regole seriali per fare esattamente ciò che gli pare, garantendo 60 minuti di pura violenza, sentimenti e plot-twist. Detto così potrebbe sembrare un’accozzaglia di elementi e situazioni che mal si accostano l’uno con l’altra ma “Home” è esattamente il contrario. C’è da domandarsi con cosa si riempirà il “buco” del season finale a questo punto…

 

Danger Close 1×11 ND milioni – ND rating
Home 1×12 ND milioni – ND rating

 

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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