The Chi 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 4 min

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Prima di iniziare a disquisire sul pilot della nuova serie del canale via cavo Showtime non si può che rispondere alle due domande che quasi ogni spettatore si è posto prima di iniziare l’episodio: no, The Chi non è la copia afro di Shameless e no, moralismi e lotta contro il razzismo non sono i veri protagonisti dello show. Non c’è niente di male nell’essersi posti quesiti quesiti, soprattutto dopo aver assistito in questi ultimi due anni ad un continuo e, per certi versi, tedioso movimento anti-Trump ed anti-razzista. Movimento che, aggiuntosi a quello femminista, sta monopolizzando l’intero panorama seriale, riuscendo addirittura ad essere protagonista negli Oscar, Emmy e qualsivoglia premiazione di ogni tipo. Fortunatamente questa nuova serie sembra non avere come cavallo di battaglia questi movimenti, i veri protagonisti sono infatti (come sempre dovrebbe essere) i personaggi e tutte le problematiche che devono affrontare nella loro vita.
Dopo aver rassicurato i curiosi che non sapevano se approcciarsi alla serie, un’altra cosa da fare prima di addentrarsi nell’episodio è complimentarsi con Lena Waithe, produttrice e creatrice della serie. Un sincero applauso va alla sua volontà di non confondersi con la massa e voler creare qualcosa di unico, lasciando puntare agli altri serie e film con tematiche palesemente acchiappa Oscar. Inoltre questa è l’ennesima conferma che Waithe, oltre ad essere una discreta attrice, è un’ottima sceneggiatrice, come chi ha seguito/segue Bones e Master Of None sa già molto bene.
Detto questo: cos’è The Chi? Da quel che si può intuire da questo pilota è una serie totalmente drama, al contrario di Shameless che cade invece nelle categoria mista delle dramedy, composta da personaggi che hanno subito gravi perdite e che sono immersi fino al collo nel South Side. I protagonisti vivono vite diverse, con obiettivi differenti e senza nessun particolare elemento in comune, sennonché alcuni di loro si conoscono. Il fattore drama colpisce subito lo spettatore, quando ad inizio episodio Coogie davanti al cadavere di un ragazzo appena ucciso, invece di essere inorridito, senza tante esitazioni si mette a rubargli le cose di valore per guadagnarsi qualche soldo. La crudezza della scena è talmente tanto d’impatto che mette in chiaro fin da subito i toni dello show, lasciando nessuno spiraglio per una possibile svolta comedy. Infatti tutto il resto dell’episodio è contornato da un alone di pesantezza e miseria che culminerà fino alla morte proprio di Coogie per mano di Roonie, il “padre” del ragazzo morto. Quest’ultimo, in preda all’alcol e alla rabbia, uccide il ragazzo pensando che avesse ucciso suo figlio con l’intento di derubarlo. A questa storyline, che è sicuramente la più interessante, nel finale di puntata si intrecciano quella di Kevin, il giovane ragazzo innamorato della sua compagna di scuola, che ha assistito all’uccisione del ragazzo capellone e quella di Brandon, fratellastro di Coogie ed aspirante chef, il quale grazie a Kevin ha scoperto l’assassino del fratello. A restare fuori dall’intreccio è, per ora, Emmett, l’adolescente che ha appena scoperto di essere padre. Ovviamente sono stati presentati altri personaggio come il Detective Cruz e Jada, che avranno altri episodi in cui essere più incisivi.

 

He was, uh he’s a smart kid. He ain’t gonna say shit, even if he did

 

Oltre ad avere una trama che sembra essere solida sin dal principio, nemmeno la regia se la passa tanto male. L’intro iniziale è pressoché eccellente nel suo intento di mostrare in tutto il suo splendore il South Side, così come il montaggio che gioca nel migliore dei modi con la musica. Pure il resto della puntata gode di specifiche tecniche in buona salute, purtroppo però sono presenti in certi punti alcuni rallenty davvero fastidiosi e senza senso d’esistere. Un difetto particolare, ma facilmente evitabile. Per quanto riguarda il comparto attoriale non mancano alcune facce note ai seriomani, come: Yolonda Ross (The Get Down), nei panni della madre di Coogie e Brandon; Ntare Mwine (Bones, Heroes, CSI) nelle vesti di Ronnie e Jason Mitchell (per quanto riguarda le serie tv  è un neoneofita ma per il grande schermo ha recitato in Kong: Skull Island, The Disaster Artist e Straight Outta Compton) che interpreta Brandon, il fratello di Coogie.
In conclusione non si può che promuovere “Pilot” e sperare di continuare a vedere uno show di questo calibro, anche se difficilmente riuscirà a mantenere un ritmo così veloce per tutta la stagione. Quanto successo in questo episodio, altre serie l’avrebbero diluito in più puntate e forse questa sarebbe stata la scelta più saggia, in ogni caso c’è già molto hype per vedere come Brandon si approccerà al killer di suo fratello. In tutto questo però non bisogna dimenticarsi del valore della Waithe, un asso nella manica in quanto a caparbietà e bravura nella sceneggiatura.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Recitazione
  • Atmosfera
  • Intreccio tra i personaggi già avvenuto
  • Assenza del fattore comedy
  • Assenza di moralismi 
  • Intro eccellente
  • Slow motion a caso
  • Manca qualcosa

 

La nuova serie targata Showtime non poteva iniziare nel migliore dei modi. Allontanate tutte le paure di cascare nei cliché: la serie non può che essere approvata, nella speranza di assistere ad altri cento episodi come questo.

Pilot 1×01 ND milioni – ND rating

 

 

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A.A.A. Re bello ed impossibile cerca regina con cui frustare i suoi numerosi schiavi. Nell'attesa del lieto evento Eros Gallagher sta guidando la sua nazione, dove tutto è lecito tranne che guardare The Walking Dead. Nelle scuole vengono insegnate le grandi gesta di Eleanor Shellstrop, Titus Andromedon e Saul Goodman. L'unica religione ammessa è il Scrubsianesimo, atta a venerare il santo John Dorian. Lasciate i vostri nickname di Instagram al 4 8 15 16 23 42. Saluti e tante care cose.

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