Altered Carbon 1×06 – Man With My FaceTEMPO DI LETTURA 5 min

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Il regista Alex Graves – già noto per aver diretto diversi episodi di Game Of Thrones – ritorna dietro la macchina da presa dopo aver diretto “Force Of Evil“, forse l’episodio finora più riuscito di questa ambiziosa serie targata Netflix, per accompagnare lo spettatore nella seconda parte di stagione dove diversi nodi dovranno essere sciolti. In generale (e questa non è assolutamente l’eccezione che conferma la regola), quando si parla della casa di produzione di Reed Hastings si attendono sempre ottimi risultati. Sotto un certo punto di vista però, da quando il successo è diventata una mera formalità, si poteva temere un progressivo abbattimento della creatività verso le esigenze del pubblico dove, in un sottile gioco di fan service, ad una qualità impeccabile poteva non corrispondere un prodotto effettivamente in grado di riaccendere le coscienze, di smuovere le posizioni etiche-morali-intellettuali dello spettatore. Come è anche giusto che sia nell’ottica del mercato, il 2017 non è stato l’anno, per dire, di Mindhunter (finissimo prodotto autoriale), quanto piuttosto di serie più (Thirteen Reasons Why) o meno (Dear White People) riuscite, indirizzate a quella fascia young adult principalmente americana in conflitto con la società di oggi. In quale categoria rientra dunque Altered Carbon?
Il di più, il valore aggiunto, la forza che sta dimostrando finora l’adattamento della Kalogridis di Richard Morgan è la stratificazione su più livelli di lettura sui quali si è strutturata l’intera narrazione.

Leung: “If we do not know our role in this world why are we in it?”
Dimi: I cannot speak for you, my friend, but I am here to kick great amount of ass.” […]
Leung:Tell me, are you a believer?

Il primo impatto è inevitabilmente quello scenico ed estetico e qui bisogna rincarare la dose di complimenti, perché la Bay City del XXIV secolo è con buone probabilità la scenografia più importante (nonché altrettanto probabilmente la più costosa) mai realizzata da Netflix che, abbandonando il minimalismo di Black Mirror, punta decisamente in alto in una resa stilistica che è sicuramente una copia spudorata di Blade Runner, ma è pur sempre uno spettacolo che sul piccolo schermo è raro vedere. Come insegna Game Of Thrones però, la scenografia non può mai primeggiare sulla sceneggiatura e quindi si deve passare al livello sottostante che è la vera e propria narrazione. Nel farlo però, bisogna prestare molta attenzione al terreno scivoloso in cui si sta entrando, perché, per dirla colloquialmente, la trama “non è un granché”. Qualcosa molto lentamente – anche per il bisogno di riassestarsi dopo l’enorme cliffhanger della puntata precedente – succede. Sia per quanto riguarda il passato di Kovacs, dove si intuisce abbia dovuto uccidere il padre per difendere la propria famiglia, sia per quanto riguarda il presente con l’investigazione per conto di Bancroft, le informazioni vengono rilasciate con il contagocce generando forse non noia, ma di sicuro confusione. Non aiuta, inoltre, che due personaggi molto interessanti come Vernon e Poe vengano usati semplicemente come riempitivo per alleggerire il tono e la tensione della narrazione principale, da cui sono completamente slegati, viaggiando su un binario parallelo. Paradossalmente, Altered Carbon è un giallo di cui non si è poi così interessati a scoprire il colpevole. Ancora, è un thriller politico di cui non si è poi così interessati a scoprire quali fazioni sono in gioco, o quali macchinazioni e complotti si nascondono dietro il proliferare di asiatici tanto misteriosi quanto letali. C’è molto di più, per l’occhio attento, nascosto nei vicoli di Bay City.

Kovacs: A man who never loves gives no hostage to fortune, to paraphrase a great scientist.
Quellcrist Falconer: A man who doesn’t love isn’t really a man, to paraphrase you.” […]
Kovacs: Maybe life shouldn’t be [finite]. Maybe we should keep living, forever. Maybe we all fought for nothing, maybe you died for nothing.

Il sottobosco narrativo finora qui sviluppato è sempre partito da un’unica fondamentale premessa: nel 2384 i soldi e la ricchezza dell’uomo hanno vinto la morte. A coinvolgere lo spettatore anima e corpo sono tutte le deduzioni logiche di questa premessa che animano la vita dei protagonisti, che vivono in funzione di un corpo componibile e compostabile. La “real death” del divino e della morale che la vita eterna porta con sé, rivela un possibile scenario in cui l’umanità è priva di qualsiasi limitazione e contratto sociale. Così, a colpire di questo “Man With My Face” non è tanto lo stratagemma delle custodie che permette a Takeshi di scontrarsi con il suo “vero” corpo, ne tanto meno il finale di puntata con l’arrivo della sorella, che, seppur interpretata da una sempre benvenuta Dichen Lachman, suona molto come un deus-ex-machina per uscire da una situazione altrimenti impossibile. A colpire, piuttosto, è il riflettore acceso sopra Laurens Bancroft: la violenza cieca e gratuita, come un gesto quotidiano, normale, abitudinario che si abbatte senza motivazione in un’egoistica affermazione del proprio ricchissimo individualismo, dentro un uomo mendicante di spirito ed empatia.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • James Purefoy
  • Kovacs vs Kovacs
  • Scenografia
  • Rapporto Kovacs-Ortega
  • Poe e Vernon fuori dai binari
  • Finale di puntata
  • Confusione nella gestione delle storyline

 

“It is not our enemies that defeat us. It is our fear. Do not be afraid of the monsters, Miss Elizabeth. Make them afraid of you.”
Un altro episodio è andato, e Altered Carbon si conferma come una serie disponibile a regalare grandi domande e grandi emozioni a chi è disposto a lasciarsi interrogare.

 

The Wrong Man 1×05 ND milioni – ND rating
Man With My Face 1×06 ND milioni – ND rating

 

 
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Dario ha circa 20 anni e continuerà ad averli fintantoché un dipinto in soffitta invecchierà al posto suo. Alcune leggende raccontano di una grande passione per il tabacco, i libri americani, il cinema e l'alcol, ma una estrema ricerca della perfezione come virtù lo tengono lontano da ogni eccesso. Mentre non si impegna a capire perché gli è sconsigliato vivere di notte come i gatti, scrive legge e fa.

3 Comments

  1. Faccio fatica a seguire la trama, onestamente, riguardo l’assassino di Bancroft, è tutto molto confuso secondo me. Bellissima da vedere, pecca un po’ troppo nella storia, non riesco a capirla linearmente.

  2. Ciao Patrick, grazie per aver commentato! Hai assolutamente ragione, ma se hai fatto la fatica di arrivare fino a questo episodio ti consiglio caldamente di proseguire la visione, perché negli ultimi episodi quasi tutti i nodi arriveranno al pettine. Facci sapere!

  3. Certo, la continuerò, mi intriga molto, so che è una sorta di storia autoconclusiva, a quanto ho letto, speriamo di capirci di più nelle prossime puntate!

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