Arrow 6×19 – The DragonTEMPO DI LETTURA 3 min

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Non sarà la puntata del secolo e nemmeno la puntata migliore della stagione ma di sicuro c’è da riconoscere un certo coraggio per mettere nero su bianco uno script come quello di “The Dragon”. Un’intero episodio, di fatto, incentrato sul personaggio di Ricardo Diaz, con un incipit iniziale della sua infanzia (ovviamente e scontatamente difficile) ed un’escalation al potere conquistata nell’arco di questi 40 minuti. Poteva essere mostrato tutto off-screen come sempre è stato fatto per tutti i villain, invece, per una volta Arrow opta per un’altra prospettiva che di fatto aiuta uno show in difficoltà (anche in termini di ascolti, di nuovo sotto la soglia psicologica del milione di spettatori) dando maggior caratterizzazione ad un villain che, come detto in “Fundamentals“, finora risaltava solo per le problematiche di Oliver & Co.

Diaz:It’s Jesse, and he does. Little bastard was right. I was nothing, you know, a loser. Not anymore.
I was afraid of Jesse for so long that all I had was my fear. So I named that fear The Dragon.
I lived with The Dragon for so long It’s all I had. But now being a part of the Quadrant, I’m gonna have something else. The type of power where I’ll never be nothing again.

Laurel 2:You remind me of the guy that brought me here To this earth. He had so much hate inside of him.
Took control over him.

Diaz:I control The Dragon. It doesn’t control me.

Nel caso ci si fosse domandati il perché del doppio tatuaggio di Diaz, ecco arrivata la risposta. Si poteva sopravvivere benissimo anche senza maggiori delucidazioni ma questo episodio, tutto sommato, si è rivelato estremamente utile per tridimensionalizzare meglio il nuovo proprietario di Star City, quindi ben venga anche lo spiegone sul tatuaggio.
Con l’inserimento di questo fantomatico gruppo di boss criminali chiamato Quadrant (di cui non esiste un corrispettivo fumettistico), si estende ulteriormente l’universo televisivo del Flarrowverse, cosa che non guasta mai vista la ripetitività degli eventi che occorrono sempre e solo tra Star City e Central City. Allo stesso modo prese il pane e rese grazie al Signore questo focus estremo, ma apprezzabile, su Diaz e la sua partner permette finalmente di approfondire due character che ad ora sono stati abbastanza superficiali. E non è solo una considerazione personale, quanto piuttosto un qualcosa di condiviso sia da chi guarda Arrow che da chi lo interpreta. In una recente intervista Katie Cassidy (probabilmente una delle attrici peggiori della serie) si è infatti lamentata per la difficoltà avuta sinora nel ricoprire il ruolo di Black Siren, il tutto a causa di una mancanza di background che, effettivamente, c’è. Di Black Siren in effetti non si sa praticamente nulla e non è mai stato mostrato nulla di lei o del suo mondo, tutto ciò che si sa è stato raccontato da Laurel 2 stessa e, come tale, è passibile di menzogna. Vederla quindi relazionarsi con Diaz, nel bene (durante i combattimenti) e nel male (quando è disgustata per la violenza di lui), permette in qualche modo al character di rivelare la sua vera natura, anche se meriterebbe pure lei un episodio del genere. Magari con un background ben delineato la stessa Cassidy potrebbe recitare meglio.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Primo episodio in cui Oliver compare solo per 2 minuti
  • Buona retrospettiva su Diaz
  • Episodio alternativo
  • Grosso punto di domanda: perché Laurel ha una parrucca per tutta la durata dell’episodio?
  • Inutilità della parte con Felicity e Curtis

 

Arrow si permette di fare un episodio diverso dal solito in cui Oliver compare tipo 2 minuti e la coppia Diaz-Black Siren si prende tutti i riflettori. Non ci si sta lamentando, anzi magari era una cosa che sarebbe dovuta accadere prima.

 

Fundamentals 6×18 1.04 milioni – 0.4 rating
The Dragon 6×19 0.96 milioni – 0.3 rating

 

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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