
Il ritorno dei Wayans prometteva di resuscitare la saga, ma Scary Movie 6 fallisce proprio nell’unica cosa che doveva fare: far ridere.
Sinossi
A ventisei anni dal primo film, Cindy Campbell, Brenda Meeks, Shorty, Doofy e altri volti storici della saga tornano al centro di una nuova parodia horror. Tra reboot, sequel nostalgici, Ghostface e riferimenti al cinema contemporaneo, Scary Movie prova a rilanciare la formula demenziale che aveva reso iconici i primi capitoli.
Il problema principale di Scary Movie, sesto capitolo della saga ma richiamato semplicemente come il film originale, è molto semplice: non fa mai ridere.
Non fa ridere chi sperava di essere sommerso da battute a sfondo sessuale estremamente borderline, non fa ridere chi è abituato a un altro tipo di umorismo, non fa ridere nemmeno chi entra in sala con tutta la buona volontà possibile. Scary Movie 6 è una commedia parodica quasi completamente priva di comicità, e per un film che dovrebbe vivere di assurdità, ritmo e risate scorrette non è un difettuccio: è il crollo dell’intero progetto.
Cagna, sono Teyana Taylor. I miei addominali sono addominali!
NON FA RIDERE NESSUNO
Il ritorno dei fratelli Wayans alla sceneggiatura, insieme a Rick Alvarez, sembrava almeno sulla carta la migliore notizia possibile. Dopo tre sequel sempre più lontani dallo spirito originario, tornavano alcune delle menti che avevano firmato i primi due Scary Movie. Il risultato, però, è quasi inspiegabile. Il film fa ridere forse quattro o cinque volte in 96 minuti, e il dato più tragico è che le scene post-crediti sono probabilmente tra le cose più divertenti dell’intera operazione ma comunque fanno solo sorridere.
Il sospetto è duplice: da un lato sembra impossibile che alla sceneggiatura ci siano davvero le stesse persone dei primi due capitoli; dall’altro, forse il problema è proprio pensare di replicare oggi battute simili, 26 anni dopo, senza capirne più né il ritmo né il contesto.
Ma la spiegazione più triste è un’altra: ci sono intere scene in cui è impossibile immaginare qualcuno, in una stanza degli sceneggiatori, convinto che quella roba potesse davvero far ridere. Alcuni userebbero il termine cringe, e probabilmente sarebbe adatto. Ancora più assurdo è che i test screening non abbiano evidenziato questa assenza quasi totale di comicità, dato che in sala le risate si contavano letteralmente sulle dita di una mano.
UNA PARODIA CHE NON SA PIÙ PARODIARE
Se i vecchi Scary Movie facevano delle parodie il loro punto forte, qui succede qualcosa di paradossale: le parti meno disastrose sono quelle in cui il film smette di preoccuparsi di parodizzare. Non significa che funzionino davvero, né tantomeno che facciano ridere, ma sono quantomeno le meno peggio. La base è chiaramente Scream 5, non a caso il film che aveva azzerato la numerazione diventando semplicemente Scream, proprio come questo nuovo capitolo fa con Scary Movie.
A peggiorare le cose arrivano anche le riprese aggiuntive di aprile, pensate per inserire sketch su Weapons, Sinners e Michael, che risultano oggettivamente tra le cose peggiori viste nei novantasei minuti. Dove dovrebbero esserci aggiornamento, tempismo e satira del presente, arriva invece una comicità già vecchia mentre la si guarda. La parodia non morde, non deforma, non distrugge: si limita a indicare qualcosa e sperare che il riconoscimento basti. Ma riconoscere una citazione non equivale a ridere.
I PERSONAGGI STORICI SONO SPRECATI
Il secondo grande problema è la gestione dei personaggi che è letteralmente ingiustificabile. I Wayans hanno promosso il film come il sequel capace di riportare in scena i character iconici dei primi due capitoli: Doofy, il maggiordomo Hanson di “Germi miei” con la sua manina, Shorty, Brenda e Cindy. Ma basta guardare l’uso di Doofy o del maggiordomo per capire quanto il film fallisca anche su questo fronte.
Due figure potenzialmente fondamentali vengono prese e accantonate per la maggior parte del minutaggio. il Maggiordomo (Chris Elliot) compare brevemente e poi ricompare in una scena post-crediti; Doofy torna dimenticando praticamente tutto quello che il primo film aveva rivelato su di lui nel finale, compresa la sua vera identità di Ghostface e il fatto che non fosse affatto il personaggio che fingeva di essere ma un super figo.
Shorty, poi, non supera né l’esame dell’umorismo né quello del tempo. Ripropone dinamiche simili al primo film e aggiunge battute anti-woke su persone trans e non-binarie che non fanno ridere nemmeno chi potrebbe teoricamente apprezzarne l’intenzione provocatoria. Brenda e Cindy ci sono, ma non bastano a dare struttura o energia a un’operazione che vive solo di ritorni nominali. La nostalgia viene usata come sostituto della scrittura, non come motore comico, e in tutto ciò i figli/figlie di Cindy e Brenda non sono all’altezza.
UN FINALE ACTION CHE È LAMMERDA
C’è qualcosa che funziona davvero? Oggettivamente no. Nemmeno il finale salva la pellicola, perché il film si trasforma improvvisamente in una specie di action movie in cui Cindy combatte una serie di Ghostface come se fosse John Wick. Il problema non è il cambio di registro in sé, ma l’assenza totale di comicità: non quella voluta, non quella casuale, non quella involontaria. Semplicemente non c’è.
Era difficile immaginare qualcosa di peggio di Scary Movie 5 o dei vari derivati come Epic Movie, 3ciento – Chi l’ha duro… la vince! e Succhiami. Eppure Scary Movie riesce nell’impresa, distruggendo in un colpo solo la propria eredità e finendo persino per danneggiare il ricordo dei primi due, indimenticabili capitoli. Più che un ritorno, sembra una resa.






