The Blacklist 5×18 – Zarak Mosadek (No. 23)TEMPO DI LETTURA 4 min

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What I know about Ian is he’s a good man. He’s looked after me since I was a kid. Been like a fater to me. (…) He protected me from my father

Se c’è una cosa meglio di un piano ben riuscito, sono due piani ben riusciti con contorno di vini e formaggi francesi. Lo show, dunque, si concede una puntata piuttosto leggera e divertente dopo due episodi decisamente cupi e torna allo stile delle prime puntate di questa stagione: tutto viene affrontato con piglio umoristico e nessuno si fa male per davvero (rivedremo prossimamente anche il Mosadek che da il titolo all’episodio).
Brio e simpatia la fanno da padroni anche nelle sotto trame di contorno: si rivede Cynthia Panabaker, in forma spumeggiante nei duetti col capo Cooper e, finalmente, Aram e Samar parlano chiaro, pur riservandosi di discutere meglio in futuro la loro situazione sentimentale.
La necessità di architettare due distinte strategie deriva dalla divergenza di vedute ormai chiara tra Red e Lizzie: l’agente Keen sa che lui non le rivelerà mai spontaneamente la verità, quindi deve ingegnarsi a scoprirla da sola. Lei, perciò, coinvolge un preoccupatissimo Aram in uno dei trucchi più vecchi del mondo (farsi investire dalla macchina di chi si vuole imbrogliare). Lui va in trasferta a Parigi per una missione al sapore di Ocean’s Eleven con l’aiuto della Task Force. Qui c’è il grande difetto dell’episodio: basta uscire per un attimo dall’euforia della narrazione e ci si accorge piuttosto chiaramente, da molti piccoli dettagli, di come le scene non siano state girate nella capitale francese.
Entrambe le avventure, comunque, sono coronate da successo: anzi, per Lizzie c’è pure una scoperta spiazzante, sotto forma di incontro con una figlia di Raymond Reddington, ovvero una sua sorellastra, la quale vive sotto falso nome, inclusa nel programma di protezione testimoni. Dovrebbe essere quella Jennifer, figlia di Carla Naomi, nominata all’inizio della seconda stagione.
La ragazza, si scopre, vive ormai da molti anni sotto l’ala protettrice di Ian Garvey, nientemeno, che considera un vero padre, un ometto tanto buono e tanto caro, in contrapposizione a quel perverso criminale del suo genitore biologico. Lizzie le ha fatto educatamente presente come quello stesso uomo sia un assassino e un boss del traffico di droga, ma l’approfondimento della questione è lasciato ad una prossima puntata. Intanto si può riflettere proustianamente su come una persona possa apparire diversa a seconda degli occhi di chi la guarda. Viene da chiedersi se le due faranno amicizia o più semplicemente troveranno il modo di collaborare e come potrebbe essere una scena in cui Red si ritrovasse di fronte, improvvisamente, le due ragazze insieme. Probabilmente lui si metterebbe in cerca della prima botola in cui sparire, peggio di un uomo che vede tutte le sue ex coalizzarsi contro di lui, data la propensione del Concierge del Crimine a tenere ben separati, in compartimenti stagni, i vari aspetti della sua vita. Anche nella puntata in oggetto, per altro, egli ha parlato di segreti che si vuole tenere per sé.
Il prossimo episodio è intitolato Ian Garvey: Conclusion. Difficilmente l’arrivo di Jennifer servirà a pacificare le vecchie ruggini fra Red e il corrotto U.S. Marshal. Probabilmente, anzi, inasprirà il conflitto. Diversi spettatori già presagiscono una riedizione (tanto per restare in tema di seconda stagione) dello scontro finale tra Reddington e Berlin, dove, appunto, era entrata in scena la figlia di Milos Kirchof. Qualcuno, dato l’anello della Marina USA apparso al suo dito, ipotizza persino una presenza del personaggio interpretato da Jonny Coyne durante la famigerata Notte dell’Incendio, il che aprirebbe nuovi scenari molto interessanti. Sicuramente le probabilità di successo non sono a favore di Garvey: i personaggi a cui, finora, sono state intitolate due puntate (il Direttore, Kate Kaplan, Berlin, Luther Braxton, Anslo Garrick …) sono tutti morti, tranne Alexander Kirk e Mr. Solomon.
Di quest’ultimo, fra l’altro, non si capisce l’assenza: sarebbe davvero appropriato vederlo consumare la vendetta a nome di Scottie.

 
 
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tanto sano divertimento
  • Arrivo di Jennifer
  • Ritorno di Cynthia Panabaker
  • Il traduttore automatico della referente cinese di Garvey funziona perfettamente
  • Si nota che le scene non sono state veramente girate a Parigi

 

La narrazione si riallaccia addirittura alle prime puntate della seconda serie, introducendo a sorpresa un’altra figlia di Raymond Reddington. Questo potrebbe essere segno di un’imminente conclusione dello show, con chiusura del cerchio della sua mitologia. Per ora non si sa nulla di ufficiale né in un senso né nell’altro, ma l’ipotesi più sensata sembrerebbe il rinnovo per una sesta stagione, anche di tredici puntate e non ventidue, per coronare degnamente l’epopea.

 

Anna Gracia Duerte 5×17 5.38 milioni – 0.9 rating
Zarak Mosadek 5×18 5.15 milioni – 0.8 rating

 

 

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