Colony 3×09 – The Big EmptyTEMPO DI LETTURA 4 min

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Considerando le parole di James Dalton Will Bowman che avevano chiuso la precedente “Lazarus”, era lecito aspettarsi un nono episodio fortemente incentrato sull’incontro/scontro con Alan Snyder e così è stato; il tutto non senza qualche ulteriore preziosa informazione che permette di inserire, in un più ampio e organico schema, singoli elementi delle precedenti puntate quali l’algoritmo di Kynes, il mistero dei tizi spediti nello spazio nelle camere di stasi, lo strano comportamento dei droidi che risparmiavano gente a caso e la guerra tra gli Hosts e la nuova oscura fazione aliena. A qualcuno potrà sembrare troppo poco, ma per chi segue una serie che di solito preferisce accumulare quesiti su quesiti piuttosto che dare risposte, o al massimo darle dopo parecchio tempo, vedere che i pezzi iniziano ad andare ognuno al proprio posto e a costituire un puzzle sì intricato ma dotato di senso, è abbastanza soddisfacente.
Il fulcro di “The Big Empty”, però, è ovviamente il già citato e atteso confronto tra Will e Snyder, due uomini che ne hanno passate tante insieme e il cui rapporto ha costituito uno dei più solidi filoni della serie nel corso di queste tre stagioni. L’apparente irrazionalità che sembrava muovere il Bowman quando lascia il posto a motivazioni ben più logiche e razionali: il nostro eroe ha fatto due più due e ha capito che l’arrivo provvidenziale della cavalleria nel campo della Resistenza, proprio quando Snyder era stato scoperto e fatto prigioniero da McGregor, non poteva essere una semplice coincidenza, così come non poteva esserlo l’improvviso ritorno in auge dell’ex-proxy acclamato come un eroe per aver recuperato il RAP scomparso. Da lì ad incolparlo della dipartita di Charlie il passo è breve, perché il dolore ha bisogno di uno sfogo e soprattutto di trovare una motivazione, una ragione comprensibile dietro l’assurdità e la casualità della morte. Soprattutto, il dolore è sordo e cieco di fronte a qualsiasi tentativo di giustificazione e di minimizzazione e a nulla valgono i tentativi di Snyder di discolparsi o di insistere sull’affetto che provava per Charlie; anzi, rivendicare il merito di avergli dato degna sepoltura sembra solo accendere ulteriormente l’ira di Will. Né serve a qualcosa far presente che una parte della responsabilità ricade sui Bowman stessi, colpevoli prima di non aver lasciato il campo della Resistenza quando l’ex-proxy aveva fiutato qualcosa che non andava, poi di averlo tradito rivelandone l’identità ai carcerieri pur di aver salva la vita.
La scena in cui Will tenta di annegare Snyder in un gabinetto è emotivamente e visivamente potente, carica di squallore e di disperazione: l’eroe cede agli impulsi più oscuri della propria psiche, mette da parte tutti gli scrupoli morali e punta semplicemente ad ammazzare nella maniera più umiliante e dolorosa possibile un pover’uomo inerme, incapace di difendersi, l’unico che abbia a portata di mano su cui sfogare il rancore, la rabbia e il dolore per la perdita del figlio, e solo dopo secondi che paiono interminabili torna a dare ascolto alla parte migliore del proprio animo risparmiando la vittima. Non che ci fossero dubbi al riguardo: in questa particolare fase della stagione, in cui Katie è ridotta a un’ameba, con qualche timido tentativo di mettere in discussione il nuovo mondo in cui vive, e Bram si atteggia a uomo vissuto che non si farebbe problemi ad uccidere, Will sembra l’unico Bowman in possesso di una qualche bussola morale, che alla fine lo spinge sempre a fare la cosa giusta.
A proposito di Bram, vale la pena spendere qualche parola nonostante si tratti di un personaggio rovinato da un’evoluzione a dir poco oscena, che però in episodi come “The Big Empty” si rivela di una qualche utilità almeno dal punto di vista drammatico. Il passaggio da liceale a baby Rambo esaltato è tristemente noto agli spettatori, molto meno ai genitori che, pur consapevoli dei traumi e delle disavventure del figlio, ne hanno ancora un’immagine tutto sommato “incontaminata”, per cui si può ben comprendere lo shock di Will di fronte alla naturalezza con cui il ragazzo propone di uccidere Snyder e addirittura di farlo lui stesso, se il padre non ne ha la forza. E’ un risvolto non da poco, che potrebbe incrinare ulteriormente i già fragili equilibri di casa Bowman. Ciò non toglie che il Cucciolo Maledetto sia uno di quei personaggi tremendamente irritanti nella sua saccenteria esistenziale e ci si chiede perché Cuse non faccia un pensierino anche sulla sua morte, che sarebbe cosa buona e giusta. Amen.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Will vs. Snyder
  • Will di fronte alla vera natura del figlio Bram
  • Inizia a farsi chiarezza sul quadro generale
  • Bram sempre più irritante

 

Dall’incontro tra Will e Snyder era lecito aspettarsi molto e per fortuna le aspettative non sono state disattese, anche se la sopravvivenza del secondo lascia sperare che ci siano ancora molte altre occasioni per i due di interagire e magari di superare la frattura che si è creata tra loro. Una piccola curiosità finale: l’episodio è stato diretto da Sarah Wayne Callies.

 

Lazarus 3×08 0.73 milioni – 0.2 rating
The Big Empty 3×09 0.70 milioni – 0.2 rating

 

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Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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