Marvel’s Iron Fist 2×09 – War Without EndTEMPO DI LETTURA 6 min

in Marvel's Iron Fist/Recensioni by

“Nobody is born a hero. And it’s difficult thing to become. Because most people are too weak, too stupid or too selfish. Usually all of the above. You’re not”
(Misty rifedendosi alla protagonista del prossimo spin-off Marvel-Netflix?)

Niente e nessuno potrà mai impedire a Marvel’s Iron Fist di essere una serie in continuo work in progress, in cui il percorso di formazione del protagonista rimane il punto cardine di tutta la narrazione. Niente e nessuno, neanche il fatto di essere ormai a una puntata dal final season.
Mentre le altre serie Marvel/Netflix hanno presto trovato un loro perché già alla fine delle loro rispettive prime stagioni, il difetto principale di Marvel’s Iron Fist è il fatto che ancora non si è capito bene dove gli autori vogliono andare a parare.
Complice anche il fatto che è stata l’ultima serie di questo piccolo universo condiviso (se si escludono lo spin-off su The Punisher e il mega-crossover), ha sempre dovuto fare i conti con quanto avvenuto prima di lei, diventando così una sorta di “stampella” in cui tutti i personaggi secondari delle altre serie andavano a confluire.
Così è stato per i personaggi della serie Marvel’s Luke Cage che continuamente fanno avanti e indietro tra le due serie, come in questo caso Misty e lo “spacciatore di armi” Turk Barrett.
Si è venuta a creare così una serie dall’universo espanso (ed espandibile) ben definito, in cui l’ambiente e i personaggi secondari hanno una rilevanza non da poco. Anzi, hanno ottenuto ormai talmente tanta rilevanza da mettere in ombra proprio il protagonista principale.
Se si analizza la storia di Pugno d’Acciaio dall’inizio della prima stagione ad oggi, si può facilmente notare come Danny Rand non abbia mai veramente usato i propri poteri da Iron Fist. Tutta la prima stagione è stata pensata in maniera tale che Danny potesse ottenere il Pugno D’Acciaio solo nel final season (cosa che aveva attirato non poche critiche negative).
Il che, anche se criticabile, non era poi un’idea malvagia ed era in linea con le altre première Marvel/Netflix in cui la prima stagione serviva solo affinché il supereroe di turno prendesse consapevolezza dei propri super-poteri.
Peccato che poi tutti gli altri supereroi hanno effettivamente usato i loro super-poteri/abilità nelle seconde stagioni, cosa che è stata impedita a Danny, sia in Marvel’s The Defenders sia in questa stagione (creando tra l’altro vari buchi di trama che sarebbero stati facilmente risolvibili se si fosse ricordato di essere l’Immortale Iron Fist).
In “War Without End” si arriva dunque al punto che tutto l’episodio serve solo per convincere Coleen a far passare a lei i poteri dell’Iron Fist, secondo l’ormai ben noto rituale che è in realtà una scusa per farsi un tatuaggio gratis.
Si è creato dunque un paradosso per cui i co-protagonisti hanno soppiantato di fatto il protagonista principale. Oltretutto questa soluzione del “tatuaggio che dona i poteri” pare veramente campata per aria e rende di fatto ridicoli tutti i continui flashback sul passato di Danny e i pipponi morali su K’un Lun e sul drago mitologico di stocazzo che il povero spettatore e recensore è stato costretto a sorbirsi dalla prima stagione ad oggi.
“War Without End” diventa così la consacrazione del personaggio di Coleen, vera protagonista di questa seconda stagione e meritevole, a questo punto, di uno spin-off tutto suo a meno di non restare come “jolly” nell’universo condiviso Marvel/Netflix come Claire Temple.
Già l’incipit iniziale della puntata serve ad annunciare questo cambiamento di leadership che diventerà effettivo solo nel cliffhanger finale che ribalta tutto di nuovo, passando attraverso i dialoghi intensi tra Coleen e Misty, divenuta una sorta di “coscienza” dei protagonisti.
Interessante, da questo punto di vista, il confronto tra questi e Choi in cui viene narrata una favola che la madre di Coleen le raccontava da piccola circa una “principessa-guerriera”. Questo poteva essere l’aggancio giusto per far ricredere Coleen sulla sua decisione di non diventare il nuovo Iron Fist. Gli autori, invece, scelgono la via più facile puntando tutto sulla morte di Bibi, un cambiamento forse troppo repentino per il personaggio e che giustifica solo in parte la sua scelta finale.
Sta di fatto comunque che la storyline di Coleen risulta, ad oggi, quella più credibile e meglio scritta, nonché capace di rendere al meglio la parte action della serie, una parte che è venuta sempre di più a mancare e che in questo episodio esplode all’improvviso in maniera incredibile.
Le coreografie di lotta la fanno da padrone in questo episodio che vede il confronto tanto atteso tra Danny e Davos (quest’ultimo in realtà risolto abbastanza in fretta e con un Davos un po’ troppo in difficoltà per essere l’Immortale Iron Fist), così come lo scontro tra il tirapiedi di Davos e Misty, con conseguente entrata trionfale di Walker/Mary (finora best personaggio in assoluto) e Ward, qui meno cane del solito, forse proprio perché accompagnato dalla killer schizofrenica con cui forma un’inedita accoppiata che potrebbe funzionare anche in futuro.
In generale il ritmo dell’episodio è molto serrato ma anche ben costruito con un climax emozionale che sicuramente non annoia. Sotto questi punti di vista, perciò, si può dire che “War Without End” sia perfettamente riuscito.
L’unico problema rimane, appunto, il fatto che i personaggi secondari sono diventati talmente preponderanti da togliere la scena a quello che dovrebbe essere il protagonista assoluto dello show. Gli autori dimostrano così di aver preso una strada ben precisa per lo show: dal momento che Danny risulta ancora (sul finire di questa seconda stagione) un personaggio “work in progress” con un percorso di formazione tutto da delineare, il punto di vista si sposta sull’intero universo dei personaggi di contorno. Una scelta che potrebbe essere l’unica funzionale per salvare definitivamente uno show che era dato per morto già a finire dalla prima stagione, ma potrebbe anche risultare, alla lunga, una scelta negativa poiché priva, di fatto, lo show del suo protagonista, diventando ufficialmente “la stampella del Marvel/Netflix universe”.
In attesa di vedere il final season e scoprire se Coleen ha effettivamente ottenuto i poteri dell’Iron Fist (cosa a questo punto auspicabile essendo l’unico personaggio veramente carismatico della serie), il giudizio finale rimane sempre un Save.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Più azione finalmente
  • Walker/Mary-Ward
  • Misty e i riferimenti al Marvel/Netflix Universe
  • Coleen con i poteri?
  • Poteva essere la volta buona per liberarsi di quella cagna di Joy!
  • Retroscena sulla madre di Coleen accennato e poi perso per strada…
  • L’ “Immortale Davos” sconfitto dopo neanche un quarto d’ora di combattimento

 

Buono il fatto che si è voluto dare più spazio e tridimensionalità all’intero universo Marvel/Netflix con i personaggi secondari e i continui riferimenti alle altre serie. Peccato per un “piccolo” particolare: che fine ha fatto il protagonista?

 

Citadel On The Edge Of Vengeance 2×08 ND milioni – ND rating
War Without End 2×09 ND milioni – ND rating

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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