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The Blacklist 6×08 – Marko Jankowics (No. 58)TEMPO DI LETTURA 3 min

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Lie. You’ve been doing it for months and none’s the wiser.(Ressler)

Di solito i fuochi artificiali si tengono per il finale, questo episodio, invece, li spara all’inizio. Nell’arco dei primi sette minuti circa di girato trovano posto: il cold opening bello trucido, col finto pancione della donna da cui viene estratto il pacchetto di droga; il piano di Lizzie e Jennifer per rapire Marguerite Renard e farla parlare; il rapimento di Jennifer e la corsa dell’agente Keen dal collega Ressler, per chiedergli aiuto, salvo trovarlo in dolce compagnia di una signora conosciuta tramite l’agenzia Alter Ego.
L’improvviso sequestro di Jennifer è dovuto alle pessime frequentazioni di Marguerite, la quale, a furia di fare l’infermiera per i criminali, si è fidanzata con il Marko Jankowics del titolo. (Non si sa se il casting di Arnold Vosloo per la parte sia avvenuto prima o dopo la stesura della sceneggiatura dello scorso episodio, perché l’attore, nel film La Mummia, interpretava il sacerdote Imothep, su cui pesava una millenaria maledizione e c’erano scene con sciamare di scarafaggi).
Comunque, l’interrogatorio della sorellastra di Lizzie non solo offre l’occasione di vedere gli splendidi ambienti di un palazzo aristocratico, ma offre elementi importanti per l’intera mitologia della serie. A quanto pare, infatti, la persona che ha assunto l’identità di Raymond Reddington fu portata nella clinica, dove si sottopose a chirurgia plastica, da una donna russa. Non ne viene fatto il nome, ma tutti capiscono subito trattarsi di Katarina Rostova.
Notare come, a questo punto, nella mente dell’agente Keen si formi tutta una fantasia, proprio da bimba che idealizzando i genitori vuole nobilitare se stessa, riguardo un eroico padre la cui identità è stata rubata da un perfido impostore.
Intanto, l’indagine per arrivare a Jankowics regala grandi soddisfazioni a chi vedrebbe bene Ressler come nuovo marito per Lizzie, dato il livello di intimità, umorismo e comprensione presente nell’interazione fra i due. Fra l’altro, il buon Donald viene messo a conoscenza del segreto di Red, cioè del suo non essere il Reddington originario, ma le conseguenze di ciò si vedranno in futuro. Sempre per quanto riguarda il caso del giorno, risulta pure quasi catartico vedere i nemici non suicidarsi, ma venire uccisi. Non dispiace particolarmente pensare che non nuocerà mai più a nessuno gente capace di causare morti atroci come quella di Alexandra, la povera ragazza andata in overdose.
In tutto questo, il Concierge del Crimine resta un po’ defilato: segue i progressi di Dembé, sulle tracce della persona a cui il dottor Nikkila ha mandato la sua arma biologica e deve cercare di sedare una rivolta in carcere. Qui, più che altro, spicca la figura del direttore, già antipaticissimo con un’apparizione di solo pochi istanti. Red entra nel vivo dell’azione solo nel finale, quando elimina personalmente l’altro detenuto, colpevole di aver ucciso un ragazzo. Lo fa con un tocco di classe, usando un termometro da cucina regolato su “well done”, “ben cotto” in inglese, ma anche “ben fatto”. Questo si ricollega alla riflessione etica, linea del basso di tutta questa stagione, dove la trama orizzontale è incentrata su vicende processuali. Sempre per la stessa etica, Dembé porta Marguerite Renard in Scozia, lasciandola vivere, almeno per il momento, per quanto le scene in aereo richiamino in modo allarmante quelle col Direttore Peter Kotsiopoulos.
Concludendo, c’è poi da segnalare la partenza di Jennifer, la quale non si sente tagliata per la vita nel mondo della delinquenza. A Lizzie dispiace doversene separare, ma forse la si rivedrà in futuro.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ressler
  • Il vilain non si suicida
  • Povera Alexandra
  • Il direttore della prigione

 

Puntata importante, per quanto gravemente sconsigliata a chi ha sempre detestato la favola del lupo e dei sette capretti. Vengono introdotti nuovi dettagli mai citati prima e si dimostra come, nelle indagini, per avere successo valgano sempre i due principi “cherchez la femme”, di Alexandre Dumas e “follow the money”, come diceva il giudice Falcone citando l’indagine sullo scandalo Watergate. Voto alto per il modo in cui diversi elementi importanti si incastrano l’uno nell’altro in rapida successione. Ora però è giunto il momento del processo a Red.

 

General Shiro 6×07 3.59 milioni – 0.6 rating
Marko Jankowics 6×08 4.34 milioni – 0.6 rating

 

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