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The Blacklist 6×09 – Minister D. (No. 99)TEMPO DI LETTURA 4 min

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Rostova framed Reddington (…) and Raymond Reddington became a completely different person, a man who has done many brutal, scary, illegal things, but not a single one ever that was treasonous.

Nelle sequenze iniziali, viene presentato il villain di giornata e ci sono subito profumi del film Le Vite Degli Altri. Semplicemente, l’azione non è ambientata nella Germania Est di qualche decennio fa, ma nell’odierna Washington.
Subito dopo, Red ascolta l’audio della telefonata grazie alla quale è stato arrestato. Capisce subito che dietro dovrebbe esserci Elizabeth, ma non c’è tempo per riflettere e ponderare le contromosse, perché è l’ora del processo per tradimento, con rischio di pena di morte.
L’imputato lo affronta ostentando indifferenza ed ironia, come è nel suo stile: vedere la battuta sulla sua relazione con Katarina Rostova, ricca di “sesso, droga e rock ‘n’ roll”, dove ci tiene a sottolineare soprattutto il primo dei tre elementi. (Dev’essere una crisi di astinenza, pensando anche al sogno con sirene, cetrioli di mare e piovre della puntata precedente).
Ben presto, però, emergono elementi drammatici e sorprendenti: non solo lui si commuove pensando alla figlia ma, a quanto pare, Raymond Reddington non ha mai tradito nessuno. Si è trattata di una macchinazione di Katarina, mandata dal gruppo Cabala (si torna a nominarlo dopo moltissimo tempo). Dettaglio “etico” importante: Red rende la sua testimonianza sotto giuramento di dire “tutta la verità e nient’altro che la verità”, quindi non dice mai “io”. Al posto della prima persona singolare, tutto il racconto è in chiave “c’era un giovane e brillantissimo ufficiale dell’intelligence navale, Raymond Reddington…”.
Ora, fermi restando il valore dell’interpretazione di James Spader e la resa drammatica dell’intreccio, nella mente dello spettatore nasce un dubbio che rischia di trasformarsi in buco logico, anzi in buco nero, in grado di inghiottire pure le stelle. Non si capisce, infatti, perché un estraneo debba volontariamente sottoporsi a plastica facciale, per assumere l’identità di un uomo fra i più ricercati del mondo. Anche i personaggi dello show se lo chiedono, pensando alle mille e mille identità fra cui era possibile scegliere. Non basta citare il vecchio proverbio popolare su cosa sia in grado di tirare più di una coppia di buoi in discesa, occorrono spiegazioni e sarà meglio siano spiegazioni concrete.
Sempre nell’ambito del processo, altro momento ad alta tensione è quello della testimonianza di Ressler. L’agente ora sa di non avere davanti il vero Raymond Reddington, Red se ne accorge e, fra i due, inizia un duello in punta di fioretto, ben sostenuto da entrambi gli attori.
Alla fine il Concierge del Crimine viene assolto, ma torna in cella, in attesa del nuovo processo. Ci sarà quindi possibilità di rivedere la giudice Wilkins e l’avvocato Sima. Quest’ultimo suscita simpatia per il suo coraggio e la sua professionalità, anche se è logicamente chiamato a perdere per preservare l’economia di tutta la narrazione.
Nel finale, Red chiede notizie a Dembé sui suoi tentativi di rintracciare chi l’ha denunciato. L’amico africano gli dice solo parte della verità, nel tipico stile causa di tanti guai a tutti i protagonisti di questa storia. Ci si può, quindi, solo aspettare una nuova cascata di conseguenze negative.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ressler
  • Immutata stima per Mr. James Spader
  • Tanta simpatia alla giudice Wilkins e anche all’avvocato Sima
  • Non si capisce perché un estraneo debba volontariamente sottoporsi a plastica facciale, per assumere l’identità di un uomo fra i più ricercati del mondo
  • Le mezze verità fanno molto male

 

Puntata ricca di tensione e di momenti importanti, come quello dell’ascolto del nastro con le voci di Alan Fitch e Katarina Rostova, punteggiato di flashback a sottolineare la solennità del momento. Certo, si stanno scoprendo le carte e i termini della scommessa sono più alti che mai: più si aggiungono i dettagli, più gli sceneggiatori si impegnano a procedere in modo coerente con essi, soprattutto in uno show più vicino alla sua fine che al suo inizio, dove gli spettatori hanno maggiore occasione di ricordare precisamente cosa è stato detto e cosa è stato fatto. Il gioco vale la candela (anche gli ascolti sembrano, tutto sommato, confermarlo). Si vedrà se il percorso potrà giungere alla sua degna conclusione sin dalla prossima puntata, fissata per l’8 marzo, dove la ricerca dell’arma batteriologica procederà con la caccia ad un cripto banchiere, già citato nello scorso episodio.

 

Marko Jankowics 6×08 4.34 milioni – 0.6 rating
Minister D. 6×09 3.99 milioni – 0.6 rating

 

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