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Too Old To Die Young 1×08 – Volume Eight: The Hanged ManTEMPO DI LETTURA 4 min

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E’ sempre di più difficile classificazione questa nuova creatura di Refn.
Se dal lato tecnico, è ineccepibile (infatti è sempre pienissima di idee visive, accompagnate da una colonna sonora perfetta), da quello narrativo, rimane sempre su un piano indefinito.
Almeno fino a questo punto: la svolta narrativa introdotta in questo episodio getta una luce nuova sulla chiave di lettura da dare alla storia, a sole due puntate dalla fine.
Diventa chiaro come Refn (e Brubaker) rifiutino uno sviluppo classico della trama e vogliano focalizzarsi su altro.
Cose c’è allora dietro tutta questa splendida estetica?
Sicuramente la necessità di far vivere allo spettatore i momenti mostrati con una grande intensità, come se potesse avvenire nella vita di tutti i giorni. In molti tra critici e spettatori hanno avvertito una certa (troppa?) lentezza nella narrazione. Momenti statici ed eterni. Più volte ripetuti all’interno di episodi dalla durata inusuale.
Episodi che, se da un lato necessitano di una preparazione psicofisica fuori dalla norma (almeno per una serie tv), dall’altro permettono di empatizzare più del solito con la situazione presentata. Dove il termine “empatizzare” andrebbe inteso come quella capacità di esserci nelle situazioni presentate e viverle con tutte le sensazioni possibili.
Tornando quindi a questo ottavo appuntamento, se si vuole fare un esempio, basta guardare il minutaggio dedicato alla sola figura di Yaritza. Le sue molteplici passeggiate nel nuovo ranch di Jesus, i suoi sguardi, le sue semplici pose, oltre ad avere un valore estetico notevole, servono a raccontarci proprio quei momenti morti, quelle pause dove vengono fatti i piani che poi esplodono nella loro estrema violenza.
Sì ma di cosa parla Too Old To Die Young?
Parla del sacrificio dell’innocenza, della sua perdita e della necessità di vendicarla. Tutti i personaggi sono in fondo dei bambini mai cresciuti, bloccati nella loro infanzia da traumi più o meno forti a cui cercano di rimediare provando strade diverse.
Questo vale per Jesus, per Janey, per Viggo e per Martin. Sono tutti bambini spezzati, dediti a vendicare gli oltraggi subiti.
Sono troppo vecchi per morire giovani, quando forse una parte di loro è morta definitivamente e quello che ne resta è solo confusione, mischiata ad una rabbia che sfocia in vendetta. Avendo provato troppo dolore, cercano di sfogarsi contro chi commette quegli stessi orrori che li hanno segnati, rimanendo però intrappolati nel vortice di violenza che gli fa meritare di essere puniti.
Tra di loro emerge, diversa, Yaritza: il suo ruolo non è ancora perfettamente definito ma è già chiaro come il suo personaggio si distacchi da tutto questo, non essendo legata a nessuno, se non a se stessa.
E’ evidente poi che intercetti anche un altro ruolo fondamentale di questa serie: la figura materna.
Questo non vale solo per Jesus ma anche per la ragazze che salva dal giro di prostituzione. La sua anima “magica” di latrice di morte viene sempre più stratificata e investigata. Nei prossimi ultimi due episodi probabilmente assumerà il ruolo di protagonista.
Tornando alla figura materna, si nota spesso come i riferimenti alle varie madri morte, andate o uccise occupino le motivazioni che sottostanno a praticamente tutti i personaggi. Sono alla base, come causa, delle vendette dei figli e siano il contraltare sempre presente a figure paterne assenti (o devianti) nel percorso di crescita dei personaggi. Se hanno la ‘sfortuna’ di sopravvivere, sono dissociate dal contesto sociale in cui vivono (si veda la malattia degenerativa della madre di Viggo) e quindi non svolgono più la funzione di cuscinetto per le sofferenze dei loro figli.
Non è la prima volta che si vede questo tipo di tematica nelle serie tv, quindi non si è all’interno di un percorso originale. Probabilmente però qui si riesce a trasformare questo disagio, questa distanza, questa sofferenza in una manifestazione iconica, racchiusa quindi in un immagine fortemente evocativa.
Non è poco, considerando la banalità visiva di molte serie fatte solo di trama.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ogni sequenza è un piacere per gli occhi (e le orecchie)
  • Una svolta narrativa importante rende il tutto ancora più interessante
  • Troppo crudele? (è un difetto?)

 

A chi recensisce questa serie sta piacendo molto ma si rende conto che rimane difficile da approcciare, anche per alcune sequenze di una rara crudezza. Mancano solo due episodi alla conclusione, necessaria per dare un senso completo al tante suggestioni evocate.

 

Volume 7: The Magician 1×07 ND milioni – ND rating
Volume 8: The Hanged Man 1×08 ND milioni – ND rating

 

 

Dopo miliardi di ore passate a vedere cartoni giapponesi e altra robaccia pop anni ’80 americana, la folgorazione arriva con la visione di Twin Peaks. Da allora nulla è stato più lo stesso. La serialità è entrata nella sua vita e, complici anche i supereroi con le loro trame infinite, ora vive assecondando le sue droghe. Per compensare prova a fare l’ingegnere ma è evidentemente un illusione, infatti sogna di produrne qualcuna, magari su qualche tv via cavo. Segue qualsiasi cosa scriva Sorkin o Kelley. Intanto non si nega qualche guilty pleasure per non essere troppo snob

2 Comments

  1. Spoiler

    Martin meritava di morire?
    Davvero non mi aspettavo che il suo personaggio morisse, stavo aspettando e aspettando fino in fondo perché qualcuno lo salvasse. Ma poi di nuovo, non ci hanno mostrato che il suo corpo è stato violato. Voglio dire, è ovvio al 100% che Jesus lo stia uccidendo, ma non l’abbiamo visto. Non sto dicendo che c’è una possibilità che non fosse lui, solo che ci doveva essere una ragione Perchè noi non vediamo il suo corpo morto. Sarebbe sorprendente se Martin in qualche modo tornasse in vita? Soprattutto dopo che ci hanno mostrato quegli “esseri” nelle visioni e il paranormale che entra nei prossimi due episodi. Non lo so, mi sento come se potessero tirare delle cose magiche per farlo risorgere con centinaia di cicatrici, tutte messe insieme o qualcosa del genere. Non so, ma spero davvero che faccia nella seconda stagione

  2. Mi è piaciuto Martin e stavano facendo un ottimo lavoro nel creare il suo arco di redenzione prima di morire. Ma apprezzo la decisione di uccidere il personaggio perché è un sacco di merda, mezzo pedofilo, un poliziotto sporco, corrotto e un essere umano privo di emozioni, così alla fine ha ottenuto ciò che si meritava.

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