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Why Women Kill 1×04 – You Had Me At HomicideTEMPO DI LETTURA 4 min

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Magari sarà sfuggito anche ai più attenti ma, ad eccezione di quello di questa puntata, i titoli degli episodi di Why Women Kill sono estremamente lunghi. È una cosa ovviamente non casuale ed estremamente voluta da Marc Cherry che, così facendo, trasforma diversi dialoghi presenti nei film americani (e raccolti dalla American Film Institution nella “AFI’s 100 Years… 100 Movie Quotes”) in citazioni leggermente più macabre. Nel caso di questa quarta puntata “You Had Me At Homicide” fa riferimento al film Jerry Maguire in cui Renée Zellweger dice “You had me at ‘Hello’“. Un dettaglio piccolo ma che enfatizza l’attenzione dietro questa produzione.
Come da buona tradizione delle serie di Marc Cherry, anche questa puntata si focalizza su un tema in particolare che verrà poi affrontato in maniera diversa dalle tre diverse protagoniste. La peculiarità della serie è ovviamente quella di sapere già in anticipo che ci sarà un risvolto macabro e quindi, anche per differenziarsi da Desperate Housewives, la semplice tematica di puntata viene poi affiancata da un lato dark. “You Had Me At Homicide” si focalizza su i “segreti” e nel particolare prova a dare uno spunto di quell’azione-reazione che piace tanto a Cherry, ovvero come (in questo caso) i segreti riempiano le sale mortuarie delle cittadine americane.

If you visit your local morgue, you’ll find the bodies of good people who made bad choices. Some engaged in reckless love affairs.
Some invited violent strangers into their home. And some kept dark secrets from those they loved. Yes, it’s choices like these that lead to death. And more importantly, murder.

Parlando di segreti, le uniche ad averne ancora qualcuno sono Simone (ora ha un amante diciottenne) e Beth (sa che il marito la tradisce, è amica dell’amante) ed è principalmente su di loro che è focalizzata la storia di questa puntata, tanto che Taylor è inserita dentro con una trama verticale che non centra moltissimo con l’argomento dell’episodio. Ed è proprio su questo che si deve puntare il dito contro (o comunque enfatizzare) perché la sensazione che si stiano guardando due trame abbastanza simili tra loro (Simone e Beth) ed una totalmente diversa (Taylor) c’è ed in qualche modo sta influenzando la valutazione collettiva della puntata. Il tutto con sempre al centro la figura del triangolo.
Ma spieghiamo tutto un po’ meglio:

  • Simone ha ormai accettato completamente l’omosessualità del marito ma, al tempo stesso, non vuole rovinare la sua reputazione prima del matrimonio della figlia, il che la porta ad avere una relazione tutto sommato “legale” con Tommy;
  • Beth è venuta a conoscenza del tradimento del marito ed è intenta nella dissuasione dell’amante per riavere il suo consorte, accettando comunque il suo fedifraghismo;
  • Taylor vive una relazione di coppia aperta che si è trasformata di buon grado in un rapporto a tre in cui non ci sono tutto sommato dei segreti importanti.

Insomma, è abbastanza chiaro che il triangolo amoroso esiste sempre e viene rappresentato in maniera diversa sia attraverso le epoche che attraverso i diversi tipi di relazioni, tutti molto univoci, però è altrettanto vero che gli elementi in comune tra Beth e Simone sono decisamente maggiori rispetto a quelli condivisi con Taylor. Nel bene e nel male.
È ovviamente curioso vedere come Cherry e gli altri sceneggiatori stiano gestendo le varie trame ma, al tempo stesso, viene da chiedersi se effettivamente ci sia così tanto bisogno di 10 puntate per arrivare all’evento che tutti aspettano con ansia. Domande legittime a risposte che arriveranno nel prossimo futuro. Nel frattempo ci si gode il viaggio (temporale).

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Beth che si mangia la space cake è inaspettatamente piacevole
  • Dialoghi pieni di sottointesi per Simone e Tommy
  • Musiche sempre ben assortite
  • Rapimento del Dobermann
  • È ancora molto lunga la strada che porta all’omicidio, viene da domandarsi se non fosse più consona una stagione ridotta da 6-8 episodi
  • La trama di Taylor non è un match con la tematica dell’episodio
  • Alexandra Daddario continua a non convincere nella recitazione

 

“You Had Me At Homicide” si mantiene sulla falsa riga degli episodi precedenti: c’è una buona dose di humour, accadono diverse cose interessanti ma che non hanno ulteriori strascichi, il momento degli omicidi è ancora molto distante, ma nel complesso sono 40 minuti che scorrono via piacevolmente. Non sarà la serie che rivoluzionerà il piccolo schermo ma è comunque un divertissement settimanale a cui difficilmente si può fare a meno.

 

I Killed Everyone He Did, But Backwards And In High Heels 1×03 ND milioni – ND rating
You Had Me At Homicide 1×04 ND milioni – ND rating

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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