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The Crown 3×06 – Tywysog CymruTEMPO DI LETTURA 3 min

in Recensioni/The Crown by
“For you have but mistook me all this while:
I live with bread like you, feel want,
Taste grief, need friends: subjected thus,
How can you say to me, I am a king?”
Richard II, W. Shakespeare

 

Arriva il primo episodio dove avviene il debutto ufficiale nella serie per Carlo d’Inghilterra. Non che non fosse apparso prima ma qui lo fa da protagonista, seguendo uno schema ormai consolidato nella serie, cioè focalizzare ogni episodio su un membro specifico della casa reale.
Lo spunto viene dal suo titolo, Principe di Galles, dove assistiamo alla sua incoronazione, avvenuta nel 1969, in un clima di alta tensione indipendentista del Galles che c’era in quegli anni e dove lo scricchiolante governo laburista manda il principe per calmare gli animi e creare un legame tra lo stato centrale e quella che è stata sempre considerata una provincia vassalla.
The Crown fa della ricostruzione storica il suo vanto, utilizzandola come sfondo per raccontarci la personalità e le scelte fatta dei membri della casata reale Mountbatten-Windsor.
In questo caso si affronta di nuovo uno dei temi fondamentali della serie: il ruolo del sovrano in una democrazia parlamentare. Le sue responsabilità, i suoi doveri e, soprattutto, le sue opinioni.
Non è un caso che all’inizio e alla fine dell’episodio si citi il “Riccardo II” di Shakespeare, recitato proprio da Carlo nella sua parentesi teatrale giovanile. In quest’opera uno dei temi centrali sia proprio il ruolo del sovrano e il suo rapporto coi comuni mortali, avendo lui ricevuto un’investitura divina, ponendolo quindi su un piano diverso rispetto all’uomo qualunque.
E’ interessante vedere il principe in estrema difficoltà col popolo gallese (il suo tutor in testa), che cerca di vendicarsi di secoli di marginalità frutto della politica di dominazione culturale e politica dell’Inghilterra sugli altri stati dell’Unione.
Al piacere un po’ sadico lentamente si sostituisce un sentimento di pietà ed empatia per cui è chiaro il parallelo tra la condizione di popolo dominati e la condizione del principe stesso. Entrambi sono ignorati e di cui fondamentale non importa a nessuno. Per Carlo poi, il discorso si estende al gelido rapporto con sua madre, talmente intrappolata nel suo ruolo istituzionale da essere incapace di esprimere un necessario sentimento di pietà materna.
Essendo lui l’erede al trono, risulta interessante il dialogo tra i suoi genitori che già da tempo lo classificano in qualche modo inadatto per condurre un popolo.
Al di là della realtà storica, è interessante vedere come Morgan decide che mostrare il carattere di Carlo, il primo forse a rispondere a tono alle imposizioni previste dall’etichetta (e della costituzione) rappresentate dalla madre che, per arginare questo potenziale problema, cancella in maniera brutale ogni residuo di maternità nei suoi confronti.
Tutto questo serve a creare i presupposti di quanto accadrà negli anni successivi. Carlo (e non solo) daranno il loro ampio contributo agli scandali che non sono mai mancati nella storia della monarchia inglese. Qui sembrano voler essere legati alla necessità del poter esprimere il proprio lato umano, fatto di opinioni, errori, punti di vista che non possono più essere ignorati a favore del “non saper dire nulla”, vero mantra della regina.
E torna quindi di prepotenza il ruolo di questa monarchia nel mondo contemporaneo. Privata dei suoi poteri storici, relegata a rappresentare le istituzioni, si sta trasformando in un contenitore vuoto di regole dove i sentimenti e l’umanità non possono trovare sfogo. Un’approccio che non potrà durare molto, considerando la generazione ribelle che sta venendo fuori al suo interno (si veda anche la principessa Anna).

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il parallelo Carlo/Riccardo II/la condizione gallese
  • Il Galles, con la sua lingua impossibile
  • il comparto attoriale sempre all’altezza della situazione
  • Nulla da segnalare

 

Un altro grande episodio di una serie sontuosa. Non si può dire molto altro altrimenti si rischia di essere stucchevoli.

 

Coup 3×05 ND milioni – ND rating
Tywysog Cymru 3×06 ND milioni – NDrating

 

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Dopo miliardi di ore passate a vedere cartoni giapponesi e altra robaccia pop anni ’80 americana, la folgorazione arriva con la visione di Twin Peaks. Da allora nulla è stato più lo stesso. La serialità è entrata nella sua vita e, complici anche i supereroi con le loro trame infinite, ora vive assecondando le sue droghe. Per compensare prova a fare l’ingegnere ma è evidentemente un illusione, infatti sogna di produrne qualcuna, magari su qualche tv via cavo. Segue qualsiasi cosa scriva Sorkin o Kelley. Intanto non si nega qualche guilty pleasure per non essere troppo snob

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