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Tribes Of Europa 1×01 – Capitolo 1TEMPO DI LETTURA 5 min

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Recensione Tribes Of Europa 1x01 recensione Tribes of Europa, nuova serie fantascientifica dalle sfumature cyberpunk ambientata nel 2074, inaugura un altro capitolo della produzione tedesca di casa Netflix. Dopo il grande successo di Dark (conclusasi la scorsa estate), la piattaforma scommette su un nuovo universo post-apocalittico, abbandonando i toni mistici e sentimentali, concentrandosi di più sull’immaginario tipico del genere.
Giusto per essere onesti fin da subito, il risultato potrebbe sicuramente non essere all’altezza delle aspettative di tutti ma, considerando il target molto giovane del pubblico ed i diversi elementi storicamente di successo ripescati per l’occasione dalla trama, le potenzialità per essere una serie tutto sommato godibile ci sono tutte. Specialmente se si considera il formato: 40-45 minuti e solamente 6 episodi.

In 2029, a mysterious blackout led to decades of chaos and anarchy.
The old nations disappeared. Countless micro-states emerged, developing their own beliefs and cultural identities.
These are the Tribes.

UN’EUROPA POST-APOCALITTICA


Il prologo, di rito, introduce lo spettatore ad una guerra tra fazioni che si contendono la supremazia in Europa. Il continente, dilaniato da conflitti per la sopravvivenza, diventa lo scenario insolito di un mondo decadente in cui un misterioso cortocircuito avvenuto nell’anno 2029 ha privato l’umanità dell’elettricità costringendola ad adattarsi per sopravvivere. L’ambientazione è, per essere precisi, quella del Brandeburgo e di una Berlino abbandonata con delle foreste (che tuttora la circondano) ma che sono ovviamente anche proliferate attorno all’ex capitale.
Senza dubbio il set è accattivante ed risulta ancora più convincente rendendo Berlino la dimora dei Corvi, l’unica fazione che sembra essere riuscita a mantenere il controllo su alcune forme di tecnologia e che è caratterizzata da un gusto abbastanza estremo: cattivissimi, un po’ sado e un po’ punk, i Corvi sono guidati dal Capitano Yvar che impersonifica il villain schizzato per eccellenza e che ricorda vagamente l’irascibilità e l’eccentricità dello Zingaro di Lo Chiamavano Jeeg Robot.
Uomini sui plateau e donne in divisa, la serie si mostra già dal primo episodio dichiaratamente futuristica e si popola di elementi che richiamano i grandi classici del genere, quali Blade Runner (1982), Dune (1984) e Stargate. Nulla di nuovo su questo fronte quindi, anzi Philip Koch (lo showrunner) sembra prendere ampiamente ispirazione da diversi classici del cinema semplicemente riadattandoli ad un contesto diverso, che è fondamentalmente la vera novità.

GLI ORIGINE


Come in tutte le storie di fantascienza che si rispettino, confinata fuori dal mondo criminale vive la fazione dei buoni, gli Origine, che hanno smesso di sopravvivere scegliendo invece “vivere”. La vita è una sola recita il loro motto, la tribù infatti ha rinunciato a lottare per il vecchio mondo ormai morente e ne ha creato uno nuovo, abbandonando a qualsiasi conflitto e vivendo in armonia con la natura. È proprio una famiglia Origine ad essere protagonista della serie: composta dal padre capo tribù e dai suoi tre figli che prenderanno già da puntata tutti strade diverse, il focus di Tribes Of Europa passa tutto sui tre adolescenti. Ovviamente, premesso questo, si può anche immaginare che il tono della narrazione strizzi l’occhio ad un pubblico più giovane (20-25 anni) piuttosto che ad uno un po’ più maturo (30-35 anni) e con una cultura cinematografica capace di cogliere “similitudini” con altri predecessori.
A tal proposito, anche nella fazione degli Origine si possono riconoscere numerosi riferimenti e richiami ad altri film. Ad esempio il fratello più grande si chiama Kiano che, guarda caso, si pronuncia proprio come “Keanu” e sembra essere un tributo alla saga di Matrix. O ancora, gli Origine, con il loro stile di vita semplice e le loro frecce, fanno un po’ eco al 12° Distretto di Hunger Games; Liv stessa ha la flemma della giovane Katniss Everdeen e la ricorda anche nei costumi, specialmente nei panni da guerriera che veste durante il prologo. Come si diceva in precedenza: diverse strizzate d’occhio.

PIACEVOLE VISIONE O PERDITA DI TEMPO?


Basandosi sull’esordio di Tribes Of Europa, si può senz’altro dire che la serie di Philip Koch (qui anche in veste di regista) non spicchi per originalità. Durante la visione del pilot si ha costantemente la sensazione di guardare la replica di un film che si è visto ma di cui non ci si ricorda il finale. Ciò non è necessariamente un male perché la riconoscibilità abbassa le pretese dello spettatore e potrebbe rendere questi 6 episodi piacevolmente godibili, specie in confronto con le altre serie-spazzatura che popolano i cataloghi di streaming. Inoltre la series premiere dimostra, comunque, un buon livello d’azione, una sceneggiatura non troppo banale, atmosfere decisamente accattivanti ed una regia sorprendentemente buona durante i combattimenti.
Tuttavia, non si ha la garanzia che Netflix riesca a soddisfare le aspettative degli appassionati del genere – si pensi ad esempio allo scempio di Altered Carbon – o che non ci si possa perdere in pericolose parentesi teen drama, tallone da killer d’Achille della grande N. In poche parole, c’è il rischio di cadere nella solita trappola del pilot finendo solo per perdere tempo con l’ennesimo prodotto scadente (per di più con una probabile seconda stagione in arrivo).
A voler giudicare solo il pilot, però, l’esito di “Capitolo 1” è tutto sommato positivo. C’è tanta – forse troppa – carne sul fuoco, ma è innegabile che sia stata ben gestita, senza strafare chiudendosi con la presentazione delle diverse tribù o cercando pretesti narrativi raffazzonati (che comunque ci sono). Resta da vedere come la trama si diramerà e svilupperà nei prossimi episodi ma la scelta di impostare la narrazione su quelle che sembrano essere tre diverse storyline (una per ogni protagonista) ha il potenziale per essere vincente.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il set di Berlino e dintorni post-apocalissi
  • I richiami allo stile e ai temi del genere fantascientifico-cyberpunk
  • Il braccio cyborg dello zio
  • Il mausoleo della tecnologia di Elija
  • La regia, specialmente durante le scene d’azione
  • CGI stranamente piacevole
  • Anche se tipico del genere fantascientifico, troppe informazioni per un pilot
  • Attori protagonisti non molto carismatici
  • Atlantis: un nome che vuole ricordare ovviamente Atlantide e che, al momento, sembra non c’entri nulla con l’ambientazione scelta per la storia

 

Tribes of Europa pesca a piene mani da elementi tipici del genere fantascientifico e cyberpunk riuscendo, in questa prima puntata, a valorizzare la trama principale a dispetto della mancanza di originalità.

 

Dalle fila sudiste di Recenserie, la sua lotta con le puntate da recensire imperversa tra slanci creativi e ritardi clamorosi. Le sue recensioni possono essere ottime o totalmente a cazzo di cane. Detesta le serie romantiche, abomina i teen drama e mal sopporta le comedy. Fantascienza e fantasy sono le uniche vie del sapere, al di fuori di queste è ammissibile solo il mystery.

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