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The Twilight Zone 2×02 – DowntimeTEMPO DI LETTURA 4 min

in Recensioni/The Twilight Zone (2019) by
“Please remember the one rule: don’t break character.”

 

The Twilight Zone si è ripresentato al proprio pubblico con una stagione sotto certi punti di vista più frizzante e più convincente, anche se ovviamente appare difficile poter dare un giudizio più completo per un prodotto. Eppure la sensazione, dopo questi primi due episodi, non è semplicemente positiva, ma è quella di ritrovarsi di fronte un prodotto totalmente rinnovato rispetto al precedente ciclo stagionale.
Uno dei fattori che potrebbe incidere in questo evidente passo avanti, ma saranno le prossime puntate a confermarlo, è la differente modalità di rilascio della stagione.
La prima stagione era stata rilasciata a cadenza settimanale, rappresentando un appuntamento con il mistery drama non in grado di calamitare l’attenzione del pubblico e, anzi, presentandosi come un’opaca copia del The Twilight Zone di Rod Serling. Le puntate scivolarono via lentamente e con gran poca presa, quindi, forse per rinvigorire il brand, la CBS ha deciso bene di allinearsi alla moda del momento andando a rilasciare in blocco l’intera stagione. Un’idea non solo in linea con il periodo seriale, ma soprattutto astuta se l’obbiettivo è quello di rendere partecipe lo spettatore non solo del singolo episodio quanto piuttosto dell’intero arco narrativo stagionale.

 

“Hello, dreamer and thank you for purchasing the Sleepaway package, the newest in identity tourism. I’m Kelly Fox, and I’m going to orient you in how it all works. So, what is it? Sleepaway is an alternate reality monitored and controlled by our servers and shared by millions of dreamers around the world. As you approach REM sleep, our patented subsonic suggestion technology will sync you up with our servers. Basically, we use your brain as the computer. Once engaged, you can create an avatar or select a premade one at random. Any type of person is inhabitable and the only rule is, stay in character. Live an entirely different life while you sleep. Then, by the end of your character’s day, it’ll be time for you to wake up and enjoy your own with fresh eye…With fresh eyes.”

 

Diverso discorso, purtroppo, andrebbe fatto relativamente alla narrazione innovativa che la serie cerca di presentare. “Downtime” non è nulla di nuovo dal punto di vista seriale: una puntata incentrata su di una persona che lentamente si rende conto (perché informata) di vivere all’interno di un simulatore di realtà al quale non vuole più sottrarsi (soprattutto perché la persona reale è morta). La coscienza umana che sopravvive alla mortalità dell’uomo e al suo essere innegabilmente legato alla morte come stato ultimo, è questo che l’episodio cerca di raccontare andando ad avvicinarsi ad episodi di Black Mirror, al pubblico più conosciuti, quali “Playtest” e “San Junipero”. L’elemento forse più interessante della puntata, nonché punto forse di stacco tra i due episodi sopra citati è la separazione che viene a crearsi tra realtà e simulazione. L’uomo che si era collegato al gioco/esperienza interattiva sciaguratamente ha un infarto mentre la macchina è attiva, in questo frangente realtà e simulazione si scindono, quindi: la coscienza dell’uomo viene totalmente soppiantata da quella della giovane donna (Morena Baccarin, già apparsa in Homeland e Gotham) da lui interpretata. La finzione prende quindi “vita” e forma surclassando la realtà umana visto e considerato che, nel mentre, l’uomo morirà.
Altro elemento sicuramente da tenere in considerazione come fattore positivo è il minutaggio ristretto: in poco più di mezz’ora la puntata nasce e si conclude, senza eccessivi prolungamenti e soprattutto riconoscendosi come prodotto da mantenersi circoscritto all’interno di un determinato range. Veder sforare i cinquanta minuti un episodio di questo rinnovato The Twilight Zone durante la passata stagione significava imbarcamenarsi in un’impresa di non poco conto. Ma questo 2020 sembra non finire mai di voler stupire. Questa volta in positivo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Minutaggio
  • Manca l’innovazione, sì, ma la puntata affronta una tematica già vista sotto un punto di vista diverso ed interessante
  • Il freeze generale del pianeta
  • “Don’t break character!”
  • Mancanza di innovazione

 

Realtà e finzione, prima un tutt’uno, si scindono in maniera grossolana ed inaspettata concedendo a The Twilight Zone un episodio di tutto rispetto. Una serie che sembra aver fatto i compiti a casa, risultando ben preparata a differenza della passata stagione seriale.

 

Meet in the Middle 2×01 ND milioni – ND rating
Downtime 2×02 ND milioni – ND rating

 

 

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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