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1883 1×05 – The Fangs Of FreedomTEMPO DI LETTURA 4 min

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1883-1x05Probabilmente il miglior episodio di 1883, senza troppa fatica, in questa prima parte di stagione. Eppure sembra ancora mancare qualcosa allo show di Sheridan per poter effettivamente raggiungere le alte vette del prodotto madre (Yellowstone).
Archiviata la traversata del fiume, elemento narrativo evocato come fattore più ostico ed invece gestito in maniera decisamente troppo semplice dall’intero gruppo, ora la famiglia Dutton e compagnia si ritrovano in un territorio desolato (esattamente come prima) ma in cui non vigono leggi o regole se non quella del più forte. “Land of no mercy”, così la definisce Elsa Dutton e così si rivelerà.

ENNIS ED ELSA


A patirne le conseguenze più crude e violente sarà proprio la giovane donna che dopo aver trovato l’amore in Ennis, l’aitante cowboy che aveva felicemente deciso di aiutare il gruppo capitanato da Shea nel viaggio, se lo vede strappare via senza remore. Una sequenza, quella conclusiva della puntata, straziante sotto tutti i punti di vista e che riesce lì dove la traversata (accompagnata musicalmente dalla suonata al piano di Elsa) non era riuscita. Gli occhi innocenti di Elsa catturano per la prima volta la vera natura del mondo: una realtà in cui tutto è labile e precario, ma soprattutto dove la giustizia fatica ad essere presa in considerazione.
Elsa, anche grazie ai monologhi come voce fuori campo all’inizio degli episodi, ha sempre sottolineato come questo viaggio rappresenti una ricerca di libertà, di qualcosa di nuovo, una scoperta di una nuova vita. Far contrapporre questa visione disincantata del mondo, da parte del personaggio più “angelico” dello show, alla cruda e violenta realtà è un pugno nello stomaco a cui Sheridan sottopone lo spettatore, obbligato ad osservare in attonito silenzio il dolore della giovane mentre si abbraccia al corpo senza vita di Ennis.

IL DNA DEI DUTTON


Una sequenza che chiude un episodio decisamente valido in cui buona parte dei personaggi principali riescono a racimolare il giusto minutaggio, in particolar modo Ennis ed Elsa, per ovvi motivi. Interessante poi la gestione delle figure femminili, specialmente quella di Margaret Dutton, mai ai margini della scena e anzi spesso e volentieri figure proattive ad attacchi, imboscate e dure prese di posizione. Si percepisce, da questo punto di vista, dove Beth Dutton abbia preso parte del suo docile e tranquillo carattere.
Per la prima volta, con l’arrivo dei banditi all’interno del campo, 1883 sveste i panni del semplice drama ambientato nel west, indossando quelli del vero e proprio western: sparatorie ed inseguimenti a cavallo; morte e tanto caos disseminato tra la povera gente che sta cercando di raggiungere il Montana. Ma non è tutto oro ciò che luccica, purtroppo.

DÈJÀ VU


Nella precedente recensione si faceva presente dell’intervista di Sheridan al New York Times in cui lo sceneggiatore aveva ammesso di aver subito il blocco dello scrittore durante la stesura di 1883. Blocco che si percepisce e si palesa evidente all’interno di questa puntata dal momento che, per l’ennesima volta in sole cinque puntate, Shea, James e Thomas si ritrovano a questionare all’interno del campo a causa di ladri di vettovaglie ed oggetti vari. Nuovamente i tre cowboy si rivolgono all’uomo che in precedenza si era presentato come leader del gruppo di immigrati tedeschi (Josef) per intimargli di risolvere da sé la questione salvo poi intervenire.
Ancora una volta, quindi, Shea ribadisce al gruppo che i ladri non sono bene accetti e decide di abbandonare i colpevoli a se stessi impedendogli di seguire il resto del gruppo. Un’intera porzione di puntata totalmente uguale ad un’altra apparsa in una delle precedenti puntate, inserita non si sa bene per quale motivo: ribadire il concetto non era necessario, quindi il “blocco dello scrittore” ed il riutilizzo di materiale per raggiungere la quota di minutaggio necessaria potrebbe essere la giustificazione più ovvia.
Peccato per questa zavorra, diversamente la votazione sarebbe stata tranquillamente più alta.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Elsa ed Ennis
  • I dialoghi tra madre e figlia relativamente alla maturità raggiunta dalla ragazza
  • Il duro rapporto tra i vari uomini del gruppo
  • “Land of no mercy”
  • La morte di Ennis, la reazione di disperazione e di ricerca di vendetta di Elsa
  • Il piano escogitato per sopraffare i banditi
  • Dedicare così tanto tempo e spazio alla questione dei ladri quando era stato elemento cardine di una precedente puntata è un elemento che appesantisce visione ed voto

 

1883 è un ottimo racconto di uomini tribolati, dei loro fantasmi e della loro avventura verso la libertà, verso il Montana, verso una nuova vita. Ma è anche il racconto di un’anima innocente che guarda con disincanto la vita salvo poi essere riportata con i piedi a terra con violenza meschina e crudele. La sete di vendetta saziata in maniera così prorompente ed immediata sancisce la chiusura della fase di innocenza di Elsa. Ora si apre quella della maturità e della trasformazione.

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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