L’Eternauta 1×05 – OrizzonteTEMPO DI LETTURA 4 min

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recensione L'Eternauta 1x05Episodio che smuove non poco le acque all’interno della trama orizzontale de L’Eternauta, serie evento targata Netflix prettamente “made in Argentina”.
Dopo la rivelazione dei ragni-scarafaggi alieni, che già di per sé è un enorme plot twist per la storia, in “Orizzonte” si giunge alla definitiva conclusione che i sopravvissuti non sono affatto “soli” nell’universo, e che c’è qualcosa di più che si nasconde dietro la misteriosa neve tossica che ha colpito la popolazione mondiale.
Si tratta di una puntata prettamente on the road, in cui i protagonisti lasciano (forse definitivamente?) la sicurezza di casa-Favalli per ricongiungersi con quello che resta della comunità d’appartenenza (gli altri sopravvissuti della città). Anche se il fare parte di una “famiglia” sempre più allargata è tutt’altro che sinonimo di sicurezza maggiore, come normalmente dovrebbe essere. Al contrario, anche i continui plot twist positivi che si susseguono nel corso dell’episodio portano a nuove difficoltà, quasi fosse una sorta di videogioco a più livelli. E, per citare il titolo dell’episodio stesso, con una nuova minaccia “all’orizzonte”.

IL RITORNO DI CLARA


Il primo di tali plot twist non può che essere il fortunato ritrovamento di Clara (Mora Fisz), la figlia di Juan e Elena. Anche se, in questo caso, si dovrebbe parlare anche di un bel buco di sceneggiatura, dal momento che la sua ri-apparizione è data da una spiegazione (o, quanto meno, quello che viene raccontato dai personaggi) abbastanza sommaria e poco credibile, dal momento che la sua prima (ed unica) apparizione era stata addirittura nel primo episodio.
Nonostante questo difetto, comunque si tratta di un bell’espediente per portare la narrazione al livello successivo, evitando di lasciare troppe cose in sospeso. Anche perché, da questo episodio in poi, la regia si fa molto più complessa, conseguentemente al cambio di passo degli avvenimenti. Finora, infatti, il fulcro delle vicende seguiva unicamente i sopravvissuti di casa Favalli, in un modo parecchio claustrofobico, passando da brevi sequenze in esterni a intere sequenze dialogiche in interni.
Realizzato che questi non sono (per l’appunto) soli ma che esistono varie comunità di sopravvissuti, la narrazione diventa via via sempre più corale fra comparse e co-protagonisti che si prendono la scena, anche solo per pochi minuti.

“MANO A MANO, FAVALLI!”


Ecco dunque che l’ambientazione principale ora diventa prima un camper (nuova “casa-Favalli”) quindi un supermercato abbandonato. Tutti luoghi ideali dove poter ri-costruire nuove comunità. Anche se, perlopiù, queste scene sono farina del sacco di Bruno Stagnaro e soci, è proprio qui che il senso della distopia scritta da Oesterheld e Solano-Lopez si fa più concreta. In tutti questi passaggi, infatti, i co-protagonisti si trovano a dover interagire con una fauna umana che ha differenti filosofie su come gestire la situazione.
Il tema principale della storia, dunque, rimangono sempre i rapporti umani e sociali. E la scena di “cena condivisa” all’interno del supermercato mostra molto bene i due poli opposti di tali rapporti. Da un lato il clima conviviale e allegro, per ridare speranza ai sopravvissuti. E dall’altro, il sospetto continuo, dovuto al fatto di dover convivere con persone che, nonostante tutto, rimangono dei perfetti sconosciuti.
E con la minaccia costante che viene sempre e comunque dall’esterno. Tutti i cliché tipici, dunque di una certa letteratura fantascientifica, che qui vengono sviscerati in una maniera decisamente originale che riesce nell’intento di creare emotività con lo spettatore.

ESCALATION DI VIOLENZA NEL FINALE


Se, però, fino all’ultimo quarto d’ora, l’episodio procede in maniera abbastanza coerente e in linea con quanto visto finora, è nel cliffhanger finale che si ha un risvolto non da poco. Prima di tutto, c’è il plot twist della fine della nevicata tossica (finora non si era mai interrotta). Un momento che la regia costruisce con il giusto clima di tensione e di liberazione finale. E poi l’arrivo di altri misteriosi personaggi umani che cominciano a sparare sulla folla appena uscita dal supermercato. Da qui parte un’escalation di violenza visiva ed emotiva insieme che si conclude con un ennesimo cliffhanger che ribalta di nuovo tutta la situazione per come è stata raccontata finora.
Forse un po’ troppo per un episodio solo? Sicuramente c’è qualcosa da rivedere per quanto riguarda il timing di alcuni episodi, ma non c’è dubbio che la puntata in questione riesca nell’intento di tenere incollato lo spettatore dall’inizio alla fine dell’episodio. Non rimane che vedere come si evolverà tutto ciò nell’ultimo episodio che separa lo spettatore alla fine di questa prima stagione de L’Eternauta.

 

THUMBS UP 👍 THUMBS DOWN 👎
  • Scena iniziale
  • Plot twist: ritorno di Clara
  • Nuova location, nuove avventure
  • Cliffhanger finale
  • Plot twist: ritorno di Clara, per le modalità spiegate dai personaggi
  • Troppe cose in un episodio solo?

 

Finisce il pericolo della neve tossica, ma non finiscono i problemi per la comunità di sopravvissuti, che anche con la possibilità di ricominciare da capo si trovano costantemente sotto la minaccia di esseri alieni… e anche di loro simili!

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Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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