Tra i tanti generi esplorati da Star Trek: Strange New Worlds ne mancava uno bello grosso all’appello. Sebbene si poteva annusare da un miglio, sin da quando Beto Ortegas – fratello della pilota dell’USS Enterprise – è entrato a far parte dell’equipaggio, è comunque interessante constatare che gli autori non abbiano avuto paura ad affrontare anche il genere documentaristico, qui forse calato (chiaramente) nella variante del mockumentary.
Dopo il musical c’era da aspettarsi che Goldsman, Kurtzman e Lumet fossero pronti ad affrontare qualsiasi genere esistente nella teoria cinematografica, però fa comunque sorridere vedere il risultato venuto fuori. Il tono del mockumentary è di quelli d’inchiesta, in cui la domanda fondante gira attorno alla natura stessa della Flotta Stellare, andando a pizzicare dei dubbi etici che – prima o poi – sono balenati nella mente un po’ di tutti.
DIRECTED BY BETO ORTEGAS
Questa volta, come in rari altri casi, il genere adottato permette di effettuare anche sperimentazioni dal punto di vista tecnico. La puntata consiste in un montaggio alternato della videocamera del giovane filmmaker con le varie registrazioni di sicurezza, presenti in ogni angolo della nave spaziale, e soprattutto sul ponte di comando. L’effetto funziona: sembra di star assistendo in tutto e per tutto ad un documentario che, se non fosse per l’ambientazione fantascientifica, potrebbe tranquillamente essere un documentario da Sundance o uno di quelli che si trovano su Netflix.
Per questo bisogna fare un bel plauso alla produzione, con un occhio particolare riservato al montaggio, che può divertirsi nel simulare le interferenze del Jikaru con le varie clip registrate. D’altronde, che non sia una puntata come le altre lo si intende sin da subito grazie al diverso aspect ratio, mentre tutti i testi su schermo rappresentano una vera chicca per gli appassionati del genere. Un esperimento dunque tranquillamente riuscito, riuscendo a trasformare un altrimenti banale episodio di Star Trek in qualcosa di più significativo.
ESPLORATORI O COLONIZZATORI?
Il focus del documentario “What Is Starfleet?” è una tematica molto interessante, che Strange New Worlds decide di affrontare dopo alcuni episodi piuttosto “belligeranti”, in cui uno spettatore vergine a tutto il mondo di Star Trek poteva casomai anche perdere il filo del discorso e cadere in confusione circa lo scopo della Flotta Stellare. Beto Ortegas è un cineasta politicamente attivo, a cui l’esperienza a bordo dell’Enterprise sembra infatti aver fatto nascere un sentimento di disillusione riguardo alla missione esplorativa preposta.
Sin dalla serie originale la sigla narrata da William Shatner racconta di un equipaggio di esploratori, in un mondo ideale in cui l’umanità ha abbandonato qualsiasi fine bellico per esplorare lo spazio alla ricerca di nuove civiltà e forme di vita. Tuttavia gli armamenti della nave stellare quanto differiscono da quelle di una nave da guerra? La risposta a questo grosso dilemma, una trappola creata dagli autori nei confronti degli spettatori con una fede più volatile nella Flotta Stellare, sta ovviamente nelle persone che la compongono. Infatti il terzo atto della puntata – e del documentario – colpisce dritto al cuore, con un vero inno ai beniamini dello show, che hanno una grossa responsabilità nelle mani, e nelle cui mani è riposta benissimo.
Uhura: “What is Starfleet? It’s the people. All of us. We make Starfleet what it is. Not the other way around.“
JIKARU
Dal punto di vista invece del contenuto della puntata, se non fosse stato per la trovata del documentario, “What Is Starfleet?” sarebbe potuta passare tranquillamente agli archivi come un normale episodio di Star Trek. Il caso della settimana è appunto questo Jikaru, una creatura enorme coinvolta in un conflitto di lunga data, ovvero quello tra Lutaniani e Kasariani. La missione del capitano Pike ricevuta dal comando della Flotta Stellare consisterebbe nello scortare questo Jikaru all’interno dello spazio Lutaniano: una missione apparentemente innocua, ma che fa sorgere qualche dubbio quando il Jikaru si rivela una super-arma distruttiva.
Qui entra in gioco il dilemma etico dell’equipaggio dell’USS Enterprise: la differenza tra un ufficiale di un qualsiasi regime e della Flotta Stellare. Alla semplice esecuzione dell’ordine vi si contrappone un esame di coscienza, un ripensamento e fondamentalmente il buon senso, che permette a Spock e a Uhura di salvare il salvabile, ovvero di preservare i cuccioli di Jikaru per prevenire un’altra catastrofe come quella intercorsa.
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Anche il genere documentaristico può essere sbarrato nella lista delle cose da fare. Un esperimento certamente riuscito, che va ad analizzare dal punto di vista etico le implicazioni della Flotta Stellare, e che ha anche il pregio di sciogliere un dubbio legato ad un vecchio episodio di The Next Generation.
