Star Trek: Strange New Worlds 3×01 – 3×02 – Hegemony, Part II – Wedding Bell BluesTEMPO DI LETTURA 5 min

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Strange New Worlds ha i giorni contati. No, tranquilli, non finirà a breve, ma si sa già qual è la sua data di scadenza: la quinta stagione sarà l’ultima. Ce ne sarà ancora un po’, quindi, ma non per sempre, e i fan già si domandano come evolverà il franchise, mentre tra gli addetti ai lavori c’è chi scherza (ma fino a che punto?) su un possibile remake della prima, storica serie.
Intanto arrivano i primi due episodi della terza stagione, e l’impressione… non è delle migliori. Sia chiaro, SNW ha ancora tutto il tempo e le occasioni per tornare ai buoni livelli visti nelle passate due stagioni, ma se il buongiorno si vede dal mattino, non è dei più rosei.

L’UNICO GORN BUONO É UN GORN MORTO


Hegemony, Part II” è – come dice il titolo – la seconda parte di “Hegemony“, che chiudeva la seconda stagione con un bel “cliffhangerone”. L’episodio in questione era un vero pugno nello stomaco, perché mostrava come la Flotta Stellare fosse, tutto sommato, l’estensione armata di un governo politico pronto a compiere scelte scomode per i propri interessi. Nella fattispecie, abbandonare una nave di coloni in mano ai barbari Gorn per mantenere lo status quo.
Purtroppo, tante belle premesse vengono sfruttate male. Sia chiaro: “Hegemony, Part II” non è un brutto episodio in sé. La qualità visiva del prodotto si mantiene su altissimi livelli, segno che Star Trek non è più quella space opera fatta con pochi spiccioli, riciclando persino costumi e scenografie dei western e dei peplum, come avveniva negli anni ’60. Ha dei momenti che richiedono un po’ troppa sospensione dell’incredulità, come il teletrasporto di un centinaio di coloni in un battibaleno, ma non è neanche questo il problema. È che tutto l’hype montato nella puntata precedente si sgonfia vergognosamente con una risoluzione del conflitto con i Gorn che risulta banale e affrettata. C’era materiale per dar vita a un’intera trama che avrebbe potuto reggere un’intera stagione, e invece tutto si conclude nel giro di un episodio scarso con qualche sequenza di azione, qualche momento horror tra i Gorn – che strizza un po’ troppo l’occhio ad Alien – e le solite trovate dell’ultimo minuto.
Di buono c’è almeno che i Gorn non sembrano più i pupazzoni visti nella serie classica. Sono più rettiliani, più spaventosi, più selvaggi, e proprio per questo meriterebbero più spazio come antagonisti. Per fortuna le sequenze finali della seconda puntata “Wedding Bell Blues” lasciano ben sperare in questa direzione.

IL PROBLEMA DEL FANSERVICE


 

Se il primo episodio della terza stagione fa il suo compitino senza infamia e senza lode, il secondo fa quasi rimpiangere il musical di “Subspace Rhapsody“. Quasi, eh!
L’idea di base è una delle più abusate nel franchise: per un qualche motivo X, i protagonisti si ritrovano in una “realtà” alternativa e devono trovare il mondo di uscirne. Ma avendo già usato più volte universi specchio, dimensioni parallele, anomalie dimensionali e temporali, a cosa si ricorrerà stavolta? Ai capricci di un’entità sovrumana, dai poteri talmente avanzati da sembrare una divinità.
Di simili esseri la serie classica era piena, per non parlare dei seguiti che hanno introdotto figure amatissime dal fandom come Q. Ma siccome Strange New Worlds fa parte del nuovo corso di Star Trek, in cui il citazionismo scorre potente, invece di creare una nuova entità da aggiungere al già ricco pantheon della lore, si preferisce riesumare una figura già esistente: Trelane. Chi ha visto l’episodio “Il cavaliere di Gothos” lo ricorderà sicuramente. Così come ricorderà suo padre, che interveniva alla fine dell’episodio per redarguirlo e liberare l’equipaggio dell’Enterprise.
In “Wedding Bell Blues” succede esattamente la stessa cosa, solo in maniera ancora più raffazzonata. Trelane non viene nemmeno chiamato per nome, non si presenta, non spiega chi è, né lo fa suo padre. Non si capisce nemmeno perché si sia recato sull’Enterprise, quando nella sua apparizione originale se ne stava tranquillo sul pianeta Gothos. È inserito solo per far dire allo spettatore affezionato: “Ah ma è lui!” o per rievocare nostalgici ricordi legati all’epoca in cui vide per la prima volta l’episodio.
Ritorna qui il solito problema che affligge le ultime incarnazioni di Star Trek: personaggi, situazioni e contesti delle serie passate inseriti senza alcuna cura, solo per solleticare gli istinti più bassi del fandom. Se si continua a farne uso, vuol dire due cose: o ai fan americani queste comparsate tutto sommato piacciono, oppure gli sceneggiatori non sanno più che pesci pigliare.

E GIACOMINO SI SPOSA…


Anche chiudendo un occhio sulla gestione di Trelane, “Wedding Bell Blues” è un episodio realizzato male. Innanzitutto avrebbe giovato ambientare qualche episodio durante i tre mesi che separano la vittoria sui Gorn al ritorno di Chapel a bordo dell’Enterprise, per dare il senso del tempo trascorso e magari aumentare il pathos legato al suo confronto con Spock.
Tuttavia il vero, grande problema della puntata è quello di essere prevedibile a livelli nauseanti. Quando Chapel porta il dottor Korby a bordo, è palese dove si andrà a parare. Quando Spock parla col misterioso tizio che si rivelerà Trelane, è palese dove si andrà a parare. E quando inizia a porsi quesiti sulla nuova realtà in cui si trova, è palese dove si andrà a parare. È palese come si concluderà la sua storia con Chapel. L’intera morale della puntata è un banalissimo: “Se ami davvero qualcuno devi lasciarlo andare” che ci si può aspettare da una “seriuccia” di The CW (con tutto il rispetto per questa emittente), non dall’erede di Roddenberry.

 

THUMBS UP 👍 THUMBS DOWN 👎
  • Solita qualità visiva da cinema (o quasi)
  • Il restyling dei Gorn
  • Chiusura dell’invasione Gorn abbastanza affrettata
  • Troppa sospensione dell’incredulità persino per una serie di fantascienza
  • Forse era meglio lasciar passare più tempo fra lo scontro con i Gorn e il ritorno di Chapel
  • Prevedibilità a iosa nel secondo episodio
  • Il solito problema del fanservice mal sfruttato

 

Come nel caso della doppia puntata che chiudeva la scorsa stagione, anche qui bisogna fare una media. Solo che “Egemony, Part II” è molto meno apprezzabile di “Egemony” e “Wedding Bell Blues” deve ringraziare l’assenza di parti cantate se è un pelino sopra l’episodio musical. Per una serie che ha su di sé tutto il peso del franchise, non essendoci altre serie Trek in onda al momento, è troppo poco.

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Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, un dottore di ricerca e un insegnante di lettere, ma non è stato ancora confermato.

2 Comments

  1. Ciao!
    Bella recensione, condivido appieno la delusione…

    Ma perché citi TRELANE?
    Avevo supposto che l’entità con poteri divini fosse un baby-Q, dato che poi viene richiamato dal papà che nei titoli di coda appare nominato come Guest Star John De Lancie…

    Che ne pensi, era Q ??

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