Star Trek: Strange New Worlds 3×08 – Four-And-A-Half VulcansTEMPO DI LETTURA 5 min

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Star Trek Strange New Worlds 3x08 recensioneQuando si inizia ad avere il sentore che una serie o un franchise non abbia più nulla da dire? Molto banalmente, quando inizia a riciclare trame e dinamiche, oppure ad allungare il brodo, o ancora a inseguire a tutti i costi le mode e le tendenze del momento a scapito dell’essenza della saga o addirittura della coerenza della lore. Tutto questo riassume sinteticamente “Four-and-a-half Vulcans”, un episodio con idee anche abbastanza interessanti, ma gestito mediocremente, al punto da sembrare una parodia di Star Trek. E non una parodia sensata, come potrebbe essere The Orville, ma una roba che creerebbe un odiatore seriale di Star Trek per mettere il franchise alla berlina. O un fan delle commedie di Natale di Massimo Boldi  e Christian De Sica.

POZIONE POLISUCCO


In “Charades” abbiamo visto Spock momentaneamente trasformato in un umano al 100%. Gli sceneggiatori devono essersi detti: “Ah, chissà come sarebbe a parti invertite!”, perché “Four-and-a-Half Vulcans” si basa su un’idea molto simile: per una delicata missione che solo dei Vulcaniani possono affrontare, il capitano Pike, Uhura, La’an e l’infermiera Chapel devono assumere un siero che li trasforma in Vulcaniani, con tanto di sequenza di trasformazione che ricorda molto la scena della pozione polisucco in Harry Potter.
E già qui iniziano i problemi. Se è vero che Star Trek è un’opera di fantascienza, è altrettanto vero che spesso si è sforzata di dare presupposti scientifici (o almeno pseudoscientifici) alle sue trovate narrative. Un procedimento che permetta di passare completamente da una specie all’altra, acquisendo della seconda non solo le fattezze fisiche ma anche la mentalità, è troppo persino per la tecnologia della Federazione. Specialmente se poi si pensa che in Discovery, invece, la trasformazione di Tyler da Klingon a Umano aveva richiesto modifiche chirurgiche pesantissime.
In ogni caso, com’è prevedibile, qualcosa va storto nell’uso del siero “magico” e il quartetto di umani-trasformati-in-vulcaniani rischia di rimanere nella nuova forma per sempre. Da qui la corsa contro il tempo per riportarli alla condizione originale, ma anche, purtroppo, una sequela di becere gaffe che, come detto in apertura, non sfigurerebbero in una rivisitazione DeSica-Boldiana del franchise.

VULCANIANI DA QUATTRO SOLDI


Nei decenni, la saga di Star Trek ha approfondito a più riprese la natura dei Vulcaniani, una delle specie più intriganti dell’universo narrativo di Roddenberry. Gli spettatori hanno appreso che dietro i loro bizzarri comportamenti governati dall’apatia e dalla fredda logica si nasconde la paura di essere travolti dalle emozioni, l’incapacità di gestirle e quindi la necessità di soffocarle. Una condizione sulla quale le vecchie serie hanno spesso ironizzato, ma sempre con garbo ed equilibrio.
Lo stesso, purtroppo, non si può dire di “Four-and-a-Half Vulcans”, che mette alla berlina gli alieni dalle orecchie a punta trasformandoli in ridicole macchiette. Passi la bellicosità sfrenata di La’an , che è abbastanza in character e sfrutta un altro elemento della lore, ossia il fatto che i bellicosi Romulani siano un ramo “eretico” dei Vulcaniani. Ma vogliamo parlare di Pike che non sopporta la puzza di umano? Di Uhura che si trasforma in fidanzatina opprimente e dittatoriale? Del ridicolo teatrino messo su negli alloggi del capitano con il viceammiraglio vulcaniano Pasalk, che ovviamente si concluderà a rose e fiori? Di Chapel che vuole rompere ogni relazione perché non sarebbe logico coltivarle, anche se l’unica cosa illogica è proprio questa spiegazione?
Un punto altrettanto basso è raggiunto con l’introduzione del personaggio di Doug. Sia chiaro, il Vulcaniano affascinato dalle usanze e dai comportamenti umani è credibile. Un po’ meno credibile, o quantomeno svilente, che il personaggio di Una sia ridotta a una ragazzina in preda agli ormoni. Va bene dare un background sentimentale ai personaggi, ma così si esagera.

IL SALVABILE


Se l’episodio non è un totale disastro, è perché ci sono almeno due dettagli che lo salvano dalla bocciatura totale.
Il primo è all’inizio, quando viene rivelato che i Vulcaniani hanno intrattenuto rapporti con almeno una civiltà pre-warp, senza però infrangere la Prima Direttiva perché tale contatto è stato precedente alla sua formulazione. E’ uno scenario che potrebbe aprire discorsi come interessanti, anche di natura etica o legale, ma purtroppo viene abbandonato lì dov’è. Speriamo che venga ripescato più avanti.
Inoltre, la puntata si segnala per aver gettato le basi dell’amicizia fra Kirk e Scott, che i fan della serie classica conoscono bene. I due personaggi sono molto diversi da loro, per come sono stati presentati finora in Strange New Worlds, ma la necessità di collaborare per fermare La’an porta a galla una sincera sinergia e una simpatia reciproca che non faranno altro che consolidarsi. Se davvero il finale della serie farà da anello di congiunzione con l’opera originale, dobbiamo aspettarci prima o poi di vedere anche McCoy e Sulu.

 

THUMBS UP 👍 THUMBS DOWN 👎
  • La scoperta che i Vulcaniani hanno “infranto” la Prima Direttiva (prima che fosse elaborata)
  • La nascita dell’amicizia fra Kirk e Scott
  • La’an Romulana è tutto sommato credibile
  • Il siero che trasforma completamente in un’altra specie è decisamente poco credibile persino in un contesto fantascientifico
  • Pike vulcaniano con la puzza sotto il naso
  • Uhura vulcaniana che fa la fidanzatina con la mania del controllo
  • Il ridicolo teatrino con il viceammiraglio Pasalk
  • Chapel che rompe le relazioni perché non sarebbero logiche (che cavolo vuol dire?)
  • Una ragazzina in calore

 

Un episodio comico in Star Trek non fa mai male, ma solo se scritto e costruito con criterio. A questo giro gli autori sono scaduti nella più becera commedia di quarta categoria, ridicolizzando i Vulcaniani e il personaggio di Una e introducendo una tecnologia che francamente fa a pugni con tutta la lore della saga.

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Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, un dottore di ricerca e un insegnante di lettere, ma non è stato ancora confermato.

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