Cime Tempestose recensione film

Cime TempestoseTEMPO DI LETTURA 4 min

Un film che prende spunto dal romanzo, ma che non ha mai avuto l'ardire di volerlo riprodurre tale e quale su schermo, convertendo invece un'opera letteraria dell'800 in un prodotto adatto ai tempi di oggi. 
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Quando il padre di Catherine Earnshaw accoglie in casa l’orfano Heathcliff, i due crescono insieme tra le brughiere dello Yorkshire, sviluppando un legame profondo e indomabile. Ben presto, però, le differenze sociali e l’orgoglio li separano, trasformando il loro amore in una passione tormentata e distruttiva, destinata a segnare le loro vite e quelle di chi li circonda.

Ci vuole coraggio per lanciarsi nella rivisitazione di opere classiche che hanno segnato la letteratura. E alla regista Emerald Fennell il coraggio non manca, come già dimostrato dal suo precedente film, Saltburn, che tanto aveva fatto parlare per la sua ambiguità tra audacia e provocazione.
Nonostante questo, però, prima di lanciarsi in qualsiasi commento riguardo il nuovo film di Cime Tempestose, è necessario sottolineare un elemento fondamentale: Emerald Fennell non ha mai voluto riproporre una versione fedele del romanzo di Emily Brontë. La stessa regista ha raccontato di come questa pellicola sia la sua personale visione della storia così come lei l’ha concepita la prima volta che ha letto il romanzo. Una lettura fortemente soggettiva, quindi, che per questo non deve per forza rispettare il vero senso dell’opera.
Un concetto reso ben palese nella stessa presentazione del film, le cui locandine mostrano il titolo “Cime Tempestose” disposto tra due virgolette. Un riadattamento quindi, ma in chiave personale e, soprattutto, moderna.
Tra il dire e il fare, infatti, c’è sicuramente di mezzo il tempo. Wuthering Heights è un romanzo pubblicato nel 1847 e, per quanto rilevante nella storia della letteratura, molto distante dall’idea di cinema di oggi.

Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono identiche.

UN PARAGONE CHE NON C’É


Chi scrive questa recensione, dopo la prima lettura durante gli anni scolastici, ha riletto Cime Tempestose più di recente (ma neanche tanto). Correva il primo lockdown e, in quel determinato periodo storico, a rimanere impressa nella memoria oltre la storia era stata la presenza nel testo della parola “congiunti”.
Terminologie a parte, chiunque abbia letto il romanzo sa benissimo delle differenze non solo di stile e significato, ma anche nella storia stessa rispetto a questo film. Motivo per cui, paragonarli sembra quasi eccessivo e fuori luogo.
Emerald Fennell potrà aver dato la sua personale interpretazione ai fatti o, probabilmente, si è solo ispirata a storia e personaggi per mostrare la sua visione. Quello che emerge dalla pellicola, però, è che nonostante tutto vi è una coerenza con la storia originale. Magari lontana e fortemente modernizzata, ma che non appare estranea all’opera di Emily Brontë così come si millanta.
Con un’intera generazione (e qualche altro personaggio) eliminata dalla narrazione, Catherine e Heathcliff si prendono tutta l’attenzione delle oltre due ore del film. Tralasciando le diversità razziali (oggi succede sempre più spesso), forse a disturbare maggiormente è l’età anagrafica degli attori. Soprattutto nelle prime scene in cui appare Margot Robbie, quando l’infantilismo di Cathy emerge in maniera più netta risultando meno credibile per le sembianze dell’attrice.

DUE PERSONAGGI ODIOSI


Oltre le sensazioni anagrafiche, però, Margot Robbie e Jacob Elordi donano una performance solida che fa ben emergere l’essenza che la regista voleva dare ai suoi personaggi, rimanendo anche coerenti con lo spirito dei character originali. Egoisti, crudeli, orgogliosi e ossessivi, sono tanti gli aggettivi negativi con cui descrivere Catherine e Heathcliff. Elementi che non rendono di certo i personaggi piacevoli, anzi, lasciano scaturire un certo odio e fastidio anche durante la lettura.
Cime Tempestose non è una storia d’amore, è una storia di tormento e di amore folle e ossessivo che porta i suoi due personaggi principali verso il baratro fisico e mentale.
Il film di Emerald Fennell si prende licenze poetiche, certo, ma mantiene questa essenza primaria. La rilettura di questa ossessione, rivista attraverso scene di sesso irrefrenabili appare dunque coerente e per niente fuori luogo nel contesto presentato dal film. 

TUTTO STILE


Wuthering Heights di Emily Brontë era sicuramente molto di più dal punto di vista psicologico ed emotivo. Ma non era questo ciò che invece cercava la regista del film.
La Fennell ha presentato un’opera in un contesto moderno, rivisitandola in quanto tale. Ultimamente si parla tanto della perdita di attenzione del pubblico, soprattutto dei giovani non abituati a prodotti con durate più consistenti. Come catturare l’attenzione nel cinema di oggi, dunque? La scelta di questo film è stata il metodo visivo.
La prima preferenza è stata, come detto, trasformare tutta la parte psicologica in una più carnale in cui si riduce sicuramente il peso emotivo dei personaggi, ma senza farlo scomparire, trasformandolo in versione più dinamica.
La seconda è stata quella inerente la scenografia e lo stile utilizzati nel film. Dai colori, alle musiche, fino agli abiti e agli ambienti l’intero comparto estetico è stato paragonato ad un mix di arte gotica e pop. Una scelta lontana dal romanzo originale, ma riuscita e che non fa altro che confermarne la sua ricercata rivisitazione in una chiave prettamente moderna.


Cime Tempestose di Emerald Fennell non è Cime Tempestose di Emily Brontë e va benissimo così. Un film che prende spunto dal romanzo, ma che non ha mai avuto l’ardire di volerlo riprodurre tale e quale su schermo. Il coraggio usato nella sua realizzazione è del tutto diverso, convertendo un’opera letteraria dell’800 in un prodotto semplicemente adatto ai tempi di oggi.

 

TITOLO ORIGINALE: Wuthering Heights
REGIA: Emerald Fennell 
SCENEGGIATURA: Emerald Fennell 
INTERPRETI: Margot Robbie, Jacob Elordi, Hong Chau, Shazad Latif, Alison Oliver, Martin Clunes
DISTRIBUZIONE: Cinema
DURATA: 136′
ORIGINE: USA, 2026
DATA DI USCITA: 13/02/2026 (USA), 12/02/2026 (Italia)

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Sara Moro

Nata con la passione per telefilm e libri, cresciuta con quella per la scrittura. Unirle è sembrata la cosa più naturale. Allegra e socievole finché non trova qualcosa fuori posto, il disordine non è infatti contemplato.
Tra una mania e l'altra, si fa carico di un'estenuante sensibilità che la porta a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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