Euphoria 3×02 – America My DreamTEMPO DI LETTURA 7 min

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Euphoria 3x02 recensione: Rue, Jules e Nate in America My Dream
Recensione Serie TV Euphoria Stagione 3 Episodio 2 America My Dream HBO Max

Un episodio che rimette in gioco personaggi fondamentali e allarga il campo della stagione, ma che rende ancora più visibili i problemi strutturali di un ritorno che fatica a giustificare davvero la propria esistenza.

Sam Levinson continua questa terza stagione di Euphoria con un episodio che prosegue la reintroduzione dei personaggi, dando spazio a chi nella premiere era rimasto più ai margini. E infatti qui c’è spazio per Maddy, c’è spazio per Nate e c’è spazio per Cassie.
È una puntata che vive anche di ritorni importanti, perché riporta in scena il character interpretato da Eric Dane per alcune sequenze con il figlio, televisivamente parlando, Jacob Elordi. Ed è un ritorno che impressiona, anche perché la presenza di Dane ha inevitabilmente un impatto ulteriore guardando l’episodio oggi.

A guy I go to SLA with. […] Sex and Love Addicts.”

Levinson, tra le altre cose, si concede anche una citazione molto poco casuale alla SLA (anche se in inglese si scrive ALS), e lo fa in un modo che sembra quasi un gesto di sfida, come se il personaggio e l’attore stessero insieme mandando un “vaffanculo” a distanza alla malattia.
Al di là dell’emozione legata alla sua presenza, resta però aperta una domanda molto concreta: era davvero necessario riportarlo in scena?
Per ora è una questione su cui si può anche soprassedere perché non è ancora chiaro se il suo ritorno sia soltanto sporadico o se avrà un peso vero nella storyline principale, soprattutto considerando che Nate ha dei problemi economici sempre più evidenti dopo aver ereditato la gestione dell’azienda di famiglia. Però il dubbio sorge spontaneo.

IL RITORNO DI JULES E CAL RIMETTE IN MOTO LA STAGIONE, MA NON SEMPRE NEL MODO PIÙ ELEGANTE


L’altro grande ritorno è ovviamente quello di Jules Vaughn. Un rientro atteso, quasi obbligato, soprattutto per via della storyline che deve inevitabilmente intrecciarsi di nuovo con quella di Rue. E infatti il finale mette chiaramente in scena una riaccensione del loro rapporto che sembra destinata a occupare almeno un paio di episodi.
Il problema però non è tanto il fatto che Levinson voglia riportarle insieme, il problema è il modo in cui lo fa perché questa reunion arriva all’improvviso, nel finale, quasi come un fulmine a ciel sereno. E quindi la si può leggere in due modi: come una cosa “un po’ buttata lì” oppure come una cosa “tipicamente alla Euphoria”, in cui l’impulso emotivo conta più della preparazione narrativa. A prescindere dalla lente con cui la si voglia guardare, resta la sensazione che fosse un ritorno piacevole ma che poteva essere costruito molto meglio.
Un discorso simile, seppur diverso nei toni, vale anche per Cal. La sua presenza è forte, straniante, anche inevitabilmente malinconica, ma ancora una volta Levinson sembra più interessato all’effetto che alla piena integrazione narrativa.
È tutto molto Euphoria, nel bene e nel male, cioè potente, suggestivo, emotivamente denso, ma anche spesso un po’ slegato dal lavoro strutturale necessario per far sembrare davvero organica una reunion di questo tipo.
E in una stagione che deve ancora dimostrare di avere un motivo profondo per esistere, questo limite pesa.

TRA CASSIE, MADDY E NATE LA DIREZIONE È CHIARA. IL PROBLEMA È TUTTO IL RESTO


I problemi di Levinson nella struttura di questa stagione stanno proprio qui: trovare motivazioni che diano un senso alla reunion, sporadica, tra i vari personaggi.
Se quella tra Rue e Jules è molto discutibile, quella tra Maddy e Cassie è invece perfettamente giustificata e inevitabile.
Le due ex migliori amiche hanno condiviso lo stesso fidanzato, si muovono ormai come vere e proprie frienemies e sembrano entrambe pronte a portare il conflitto su un livello diverso. Cassie sta dimostrandosi sempre più chiaramente disposta a fare la prostituta qualsiasi cosa pur di avere successo. Maddy invece appare molto più lucida e anche molto più intelligente dell’ex amica, e proprio per questo sembra pronta a prendersi la propria vendetta.
La direzione della stagione, da questo punto di vista, sembra piuttosto chiara: il matrimonio tra Cassie e Nate appare come una possibilità sempre più concreta e, se davvero Levinson vuole arrivare lì, allora avrebbe anche una scusa narrativamente solida per radunare gli ex compagni di liceo e farli collidere di nuovo.
Il problema è che, a margine di tutto questo, o almeno teoricamente a margine, c’è una lunghissima linea narrativa che occupa moltissimo minutaggio e che riguarda la nuova faida tra Laurie (vecchia padrona di Rue) e Alamo (il nuovo padrone di Rue). E dentro questa linea narrativa si infila anche tutta la storia della stripper che deve andare in rehab, una storyline che toglie energie all’episodio e a cui, francamente, sembra interessarsi davvero solo Sam Levinson.
Qui si aprono due possibilità: o Levinson ha un piano a lungo termine per costruire una mega faida tra Laurie e Alamo, oppure sta semplicemente cercando di riempire spazio mentre decide dove portare davvero la stagione. Qualunque sia la risposta, il problema resta lo stesso: l’interesse del pubblico viene meno. E questo, dopo appena due episodi, è un problema molto grosso perché a questo punto è ancora difficilissimo capire perché Euphoria 3×01 – Àndale fosse davvero l’inizio necessario di una nuova stagione.

EUPHORIA CONTINUA A NON DIMOSTRARE DI AVERE DAVVERO QUALCOSA DA RACCONTARE


Il punto più frustrante di questo secondo episodio è che non manca il materiale potenzialmente interessante. Levinson continua a sapere benissimo come comporre le immagini, come costruire il desiderio, il disagio, il senso di disfacimento e anche come gestire certe tensioni tra i personaggi. Ma tutta questa forza estetica continua a poggiare su una struttura molto fragile.
La sensazione è che la stagione stia ancora cercando la propria ragion d’essere. E non è una sensazione banale perché quando una serie torna dopo tanto tempo, e lo fa con un carico di aspettative enorme, non può permettersi di sembrare semplicemente una rimessa in posizione dei pezzi.
La cosa più interessante, almeno per ora, resta il modo in cui Levinson sta provando a rimettere in circolo relazioni, rancori e dipendenze. Ma anche qui l’impressione è che tutto sia ancora in fase di assestamento, come se il vero motore narrativo non fosse ancora partito.
Rue continua ad avere una posizione centrale, come già si vedeva nel rapporto con Laurie in Euphoria 2×03, e il richiamo morale al rapporto con Ali, che inevitabilmente riporta alla memoria Trouble Don’t Last Always, mostra quanto la serie sia ancora capace di vivere di echi e ritorni. Il problema è che questi echi, da soli, non bastano più.
Per ora Euphoria continua ad avere fascino, presenza scenica e momenti di forte richiamo emotivo. Ma dopo due episodi, la domanda resta sospesa in maniera sempre più fastidiosa: questa terza stagione ha davvero qualcosa di nuovo da dire?

THUMBS UP 👍

  • Il ritorno di Jules e Cal rimette in moto dinamiche fondamentali dello show
  • La linea Maddy-Cassie-Nate ha una direzione chiara e potenzialmente molto forte
  • Levinson continua a sapere benissimo come costruire tensione e presenza scenica
  • L’episodio ridà spazio a personaggi rimasti più defilati nella premiere

THUMBS DOWN 👎

  • La reunion tra Rue e Jules arriva in modo troppo improvviso
  • La sottotrama legata ad Alamo e alla stripper occupa troppo spazio e disperde l’attenzione
  • Dopo due episodi è ancora difficile capire perché Euphoria sia davvero tornato
Il giudizio di Recenserie

THANK THEM ALL

Un episodio che allarga il campo della stagione, rimette in gioco personaggi fondamentali e lascia intuire alcune direzioni potenzialmente forti, soprattutto attorno a Nate, Cassie e Maddy. Però i problemi strutturali restano evidenti, e la sensazione dominante è che Euphoria continui ad avere un’estetica potentissima senza aver ancora dimostrato di avere davvero una nuova storia all’altezza da raccontare.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL

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Federico Salata

Federico Salata è il fondatore di Recenserie e autore di recensioni, news e approfondimenti dedicati a serie TV e film. Su Recenserie si occupa di critica televisiva e cinematografica, contenuti podcast e coverage di festival ed eventi del settore. Firma articoli editoriali su serialità, cinema, piattaforme streaming e principali uscite dell’intrattenimento.

Voce fondatrice del progetto, segue da vicino l’evoluzione del panorama televisivo e cinematografico con un taglio editoriale che unisce analisi, attualità e riconoscibilità stilistica.

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