
Lanterns torna a Rushville, svela l'identità del Manhunter e porta la fiducia tra Hal Jordan e John Stewart a un nuovo punto di rottura.
Questa recensione di Lanterns 1×04 – “The Weenie” riporta la serie a Rushville dopo un episodio dedicato alla storia di John Stewart, alle radici del suo risentimento verso Hal Jordan e al vero scopo del suo addestramento. La quarta puntata torna quindi nella Contea di Sheridan, in Nebraska, per concentrarsi sulla ricerca del Manhunter e su un’ulteriore evoluzione del rapporto tra il maestro e il suo possibile rimpiazzo.
A MANHUNT FOR THE MANHUNTER
Al netto del rapporto tra i due protagonisti, il tema portante della puntata è senz’altro la corsa contro il tempo per identificare il Manhunter che si trova a Rushville prima che scada l’ultimatum imposto dagli alieni.
Da questo punto di vista, il lavoro svolto dalla sceneggiatrice Breannah Gibson è apprezzabile, in quanto pone apparentemente il focus prima sul misterioso benefattore, sempre indicato al maschile, e poi su Will Macon, nascondendo dunque la vera identità del Manhunter.
Lo spettatore attento avrà colto, però, l’indizio fondamentale prima della rivelazione da parte di Hal Jordan. Dopo averli catturati, Macon dice a Hal e John che il benefattore gli ha salvato la vita, curandolo dal tumore, mentre Zoe era la sua infermiera. Successivamente, però, Zoe Macon dice a John che è stata lei a salvare la vita a Macon.
Quella che poteva sembrare arroganza, vanagloria o semplice voglia di mettersi in risalto era in realtà una confessione implicita: Zoe è il Manhunter. Ancora più importante, John lo aveva capito e aveva scelto di non rivelarlo ad Hal.
La scoperta risolve quindi uno dei grandi misteri costruiti nelle prime puntate, ma contemporaneamente ne crea uno forse ancora più interessante: quanto possono realmente fidarsi l’uno dell’altro Hal Jordan e John Stewart? È proprio questa progressiva erosione della fiducia a dare alla rivelazione sul Manhunter un peso superiore rispetto al semplice colpo di scena.
CHI MERITA DI ESSERE UN SUPEREROE?
Fin dalle premesse, ma in particolar modo a partire dalla puntata precedente, Lanterns ha posto l’accento sul concetto di meritocrazia nell’acquisizione dei superpoteri. Hal Jordan non ha avuto altro merito se non quello di rispondere “No” alla domanda sulla paura. Al contrario, John Stewart ha lavorato sin dal giorno in cui compì cinque anni per essere la nuova Lanterna Verde. Di conseguenza, questa è la tesi sua e della sua famiglia: lui merita l’anello molto più dell’attuale titolare.
Il framing del discorso è senza dubbio peculiare e interessante; allo stesso tempo, però, occorre sottolineare un aspetto: applicando questo criterio, quanti supereroi meriterebbero davvero di esserlo? Cos’ha fatto Peter Parker di meritevole per diventare Spider-Man? E cosa dire di Bruce Banner? Dov’è la meritocrazia?
Questo confronto con due dei supereroi più famosi al mondo serve a sottolineare come Hal Jordan sia sicuramente un uomo pieno di difetti, ma non rappresenti affatto un’eccezione alla regola. Al contrario, Jordan è perfettamente nella media dei supereroi: qualcuno al quale un evento straordinario ha consegnato un potere che dovrà poi dimostrare di meritare attraverso il modo in cui sceglierà di utilizzarlo.
Il discorso di John, dunque, è contemporaneamente comprensibile, pretenzioso e perfino ingiusto nei confronti di Jordan. E questo non rappresenta un difetto della scrittura, anzi: permette di aggiungere nuovi strati di complessità al rapporto tra i due personaggi.
Identificare Stewart come il vero eroe e Jordan quasi come un antieroe sarebbe stato semplice e didascalico. In questo modo, invece, la ragione continua a spostarsi da una parte all’altra. John ha sacrificato praticamente tutta la propria vita per diventare Lanterna Verde, ma questo non significa automaticamente che sia più degno dell’uomo che quell’anello lo ha ricevuto senza averlo mai cercato.
GLI ALTRI EROI
Giunti ormai a metà della stagione, la sensazione è che uno degli aspetti destinati a essere approfonditi riguardi necessariamente i Guardiani e le altre Lanterne Verdi. Il racconto ha finora mantenuto il focus quasi esclusivamente su Hal e John, mostrando soltanto brevemente altri elementi del Corpo: Lianna rappresenta il legame più diretto con i Guardiani, mentre Sinestro è già entrato in scena come ex Lanterna e vecchio mentore di Hal.
Con l’avvicendamento tra Jordan e Stewart destinato a diventare un tema sempre più prominente, mostrare l’organizzazione nella sua interezza appare quindi come un naturale allargamento della narrazione.
Soprattutto perché Lanterns includerà anche Guy Gardner, interpretato nuovamente da Nathan Fillion dopo le sue precedenti apparizioni nel DC Universe. La presenza di Gardner non è quindi soltanto un possibile cameo per i fan, ma può diventare un ulteriore elemento di confronto per Hal e soprattutto per John: un’altra Lanterna terrestre, con un temperamento e un rapporto con l’anello completamente differenti.
La seconda metà della stagione ha dunque parecchie carte ancora da giocare. La caccia al Manhunter ha finalmente prodotto una risposta, ma il vero mistero di Lanterns sembra ormai essersi spostato dalla sua identità alle intenzioni dei Guardiani, di Sinestro e delle persone che stanno spingendo Hal e John l’uno contro l’altro.
THUMBS UP 👍
- La dinamica tra Hal e John diventa sempre più complessa
- La scoperta dell'identità del Manhunter è preparata attraverso indizi disseminati con attenzione
- Le prime crepe nella corazza di John Stewart rendono il personaggio più sfaccettato
- La riflessione sulla meritocrazia applicata ai supereroi aggiunge profondità al conflitto tra i protagonisti
THUMBS DOWN 👎
- La scena con Will Macon vira forse eccessivamente verso il grottesco






