
Il thriller intergalattico di Lanterns cresce puntando sui personaggi e su un mistero sempre più ampio.
Questa recensione di Lanterns 1×02 – “Trust Fall” parte esattamente da dove si era concluso l’ottimo episodio pilota: il mystery di Rushville continua ad allargarsi e la dimensione terrestre della storia comincia finalmente a scontrarsi con quella cosmica. La cosa più interessante è che la serie continua a farlo senza perdere di vista Hal Jordan e John Stewart, vero cuore dello show.
GUARDARE SUPEREROI SENZA VEDERNE (…TANTI)
Il thriller intergalattico di Lanterns diventa sempre più interessante in una serie dove, per fortuna, poco viene concesso alla parte supereroistica, a favore di ottime interazioni tra i personaggi.
I tre showrunner Chris Mundy, Damon Lindelof e Tom King stanno costruendo Lanterns con un approccio particolarmente attento alle interazioni umane e alle conseguenze che il ruolo di supereroe ha sui personaggi. Lindelof e King, in particolare, hanno già dimostrato più volte di saper affrontare la materia supereroistica da un punto di vista profondamente umano: il primo con Watchmen, il secondo attraverso numerose opere a fumetti, tra cui la splendida miniserie Visione. Questo approccio viene riportato qui, approfittando della possibilità che HBO offre di raccontare la storia con un taglio più personale e meno spettacolare.
Hal e John si muovono nell’equivalente di un buddy movie, con due caratteri e due approcci alla vita quanto mai differenti. Questo rende divertente e appassionante guardare le loro interazioni che, attraverso dialoghi taglienti e pieni di non detti, alimentano un interesse mai deluso verso lo sviluppo della storia.
E la storia continua ad andare in profondità, aggiungendo agli alieni anche il desiderio di vendetta e la sua gestione. Le Lanterne terrestri devono fare i conti con decisioni più grandi di loro, cercando di evitare la distruzione di Rushville, città nella quale si nasconde un Manhunter, costrutto meccanico capace di mimetizzarsi perfettamente tra i suoi abitanti.
APPASSIONARSI A UNA LANTERNA
Chi ha letto qualche fumetto sa quanto la figura di Hal Jordan sia centrale all’interno dell’universo DC, anche per tutti i suoi trascorsi storici, compresi quelli dalla parte del torto. A prima vista, un personaggio borghese, leggermente distante da quelli più estremi, come Batman e Freccia Verde, o iconici, come Superman e Wonder Woman. Quindi, sulla carta, quello più complicato da rendere interessante al grande pubblico.
La scelta narrativamente vincente è quella di non spiegarci le sue origini attraverso qualche problema, ma di tuffarci direttamente in medias res all’interno di un enorme complotto, dove le rivelazioni vengono distribuite poco alla volta, quando servono ad allargare lo sguardo e a dare un significato più profondo a ciò che sta accadendo.
Manca ancora un tema, o più temi, capace di scorrere sul fondo degli eventi che stanno componendo il puzzle ma, conoscendo gli autori, è facile immaginare che emergerà naturalmente e quasi senza accorgersene. Questo perché è evidente che dietro l’addestramento della nuova Lanterna si nasconde molto altro, quasi sicuramente qualcosa di tragico.
PIENA FIDUCIA
Non si è davanti a un capolavoro, ma sicuramente tutto quello che si vede restituisce una narrazione solida, consapevole e divertente. Qualcosa che forse è diventato merce rara all’interno di un panorama seriale mai così confuso e spesso in difficoltà nel trovare una precisa messa a fuoco.
Inutile sottolineare quanto tutti gli attori coinvolti, soprattutto i tre protagonisti, siano bravi e abbiano una chimica che aiuta tantissimo il racconto anche quando si trovano semplicemente al capezzale l’uno dell’altro. Non è poco.
L’episodio si chiude poi con l’entrata in scena spettacolare di Sinestro, ex Lanterna Verde e uno dei personaggi più importanti della mitologia del Corpo. Bastano poche frasi e soprattutto la mimica facciale di Ulrich Thomsen per suscitare contemporaneamente paura, fascino, intrigo e potenza.
Questa scelta di aggiungere elementi e alzare progressivamente il tiro attraverso una sorta di cliffhanger finale sta funzionando molto bene. Sinestro non fornisce semplicemente una nuova risposta: apre un altro interrogativo ancora più inquietante su John Stewart. E proprio questa capacità di rispondere a una domanda creandone immediatamente un’altra conferma quanto la consapevolezza dei propri mezzi stia aiutando Lanterns a diventare un prodotto sempre più interessante da seguire nei suoi otto episodi.
THUMBS UP 👍
- L'apparizione di Sinestro: pochi secondi e poche frasi bastano a suscitare sentimenti contrastanti
- L'ormai consolidata dinamica da buddy movie tra Hal e John
- Lo sceriffo Kerry e la sua volontà di mantenere il controllo mentre un conflitto intergalattico invade la sua città
THUMBS DOWN 👎
- Manca ancora un tema, o più temi, capace di inserire la narrazione all'interno di un discorso più ampio e articolato, non soltanto in termini di trama







