City Of Blood 1×01 – I Missed You TooTEMPO DI LETTURA 8 min

19/09/2026
City Of Blood 1x01 recensione: una scena di I Missed You Too con una donna coperta di sangue
Recensione Serie TVCity Of Blood Stagione 1 Episodio 1 I Missed You Too Disney+

Berlino distopica, crisi climatica e vampiri promettono molto più di quanto un pilot superficiale e tecnicamente incerto riesca a mantenere.

Chi scrive queste righe si approccia a City Of Blood non tanto per la curiosità relativa alla trama, quanto perché vive a Berlino e nutre una sorta di morbosa attrazione verso film e serie TV girati nella propria città adottiva. Se a questo si aggiunge una componente apocalittica, con un mondo dominato dalla siccità, tensioni sociali ormai fuori controllo e persino dei vampiri nascosti nelle pieghe della società, viene quasi naturale citare il Calvin J. Candie di Leonardo DiCaprio in Django Unchained: “Avevate la mia curiosità, ma ora avete la mia attenzione”.
Peccato che curiosità e attenzione comincino a venir meno già dopo una decina di minuti. “I Missed You Too” prova infatti a concedere allo spettatore il tempo necessario per capire dove si trovi e quale sia il nuovo equilibrio della città, ma la superficialità con cui viene costruito questo mondo emerge rapidamente e rimane evidente fino alla fine dei 51 minuti.
La serie, composta da otto episodi e disponibile su Disney+, è tratta liberamente dalla graphic novel Berlinoir di Reinhard Kleist e Tobias O. Meissner. A svilupparla sono Elena Lyubarskaya e Philipp Kadelbach, con quest’ultimo impegnato anche alla regia del pilot. Il materiale di partenza, quindi, non manca. Il problema è ciò che riesce effettivamente ad arrivare sullo schermo.

UN MONDO INTERESSANTE SOLO SULLA CARTA


L’idea di partenza possiede indubbiamente fascino. Berlino è diventata una città-stato piegata dal cambiamento climatico, con temperature estreme, siccità, enormi differenze sociali e una parte privilegiata della popolazione protetta all’interno di un ambiente climatizzato. Un’ambientazione che richiama, per temi più che per sviluppo, altre distopie climatiche già passate da Recenserie come The Swarm o The Silent Sea, dove scarsità delle risorse e differenze di classe diventavano parte integrante del worldbuilding.
Nel frattempo, sotto questa già precaria superficie sociale, esiste un ulteriore livello di potere legato ai vampiri e al commercio del sangue.
Il problema è che quasi nulla di questo mondo viene approfondito abbastanza da trasformarsi in qualcosa di realmente coinvolgente durante il pilot. La serie accumula elementi, ma raramente concede loro il tempo necessario per acquisire peso.
Il prologo dovrebbe teoricamente fornire le coordinate emotive e politiche dell’intera storia, mostrando la separazione tra Bea e Phoebe prima del salto temporale di quindici anni. Ma tutto accade così rapidamente che la scena finisce per sembrare più una serie di informazioni da registrare che un evento capace di segnare davvero lo spettatore.
E proprio qui emerge uno dei primi problemi. Spendere più tempo nel passato avrebbe dato molto più peso alla riunione delle due sorelle, permettendo anche di contestualizzare meglio una Berlino che, soprattutto per uno spettatore non tedesco, presenta situazioni piuttosto particolari senza preoccuparsi troppo di spiegarle.
Una delle prime sequenze, ad esempio, mostra un’operazione di disinfezione delle strade. È un’immagine forte, ma resta quasi sospesa nel vuoto. Il voice-over prova a colmare alcune lacune, ma uno spiegone può arrivare soltanto fino a un certo punto quando il mondo costruito intorno ai personaggi rimane così poco definito.

QUINDICI ANNI DOPO, MA QUASI NESSUNO SEMBRA CAMBIATO


Il salto temporale di quindici anni dovrebbe rappresentare uno dei momenti fondamentali della premiere, perché porta finalmente la storia nella sua configurazione principale e permette alle due sorelle di reincontrarsi dopo essere cresciute in ambienti completamente diversi.
Anche qui, però, il realismo scenico lascia parecchio a desiderare. Il passaggio del tempo viene dichiarato più che realmente mostrato e una delle sorelle sembra attraversare quindici anni senza subire praticamente alcun cambiamento visibile.
Potrebbe sembrare un dettaglio, ma in una serie che chiede allo spettatore di accettare immediatamente un salto temporale così significativo è proprio la cura dei dettagli a rendere credibile la transizione.
Il risultato è invece una sensazione costante di costruzione artificiale. Si capisce cosa la serie voglia raccontare, ma troppo spesso si vede il meccanismo attraverso cui prova a raccontarlo.
Ed è un problema ancora più evidente perché City Of Blood vorrebbe immergere lo spettatore in una realtà alternativa complessa. Una Berlino devastata dal clima e dalle tensioni sociali avrebbe bisogno di un worldbuilding molto più preciso e credibile, soprattutto in una series premiere incaricata di stabilire tutte le regole del gioco.

REGIA E MONTAGGIO SPEZZANO L’IMMERSIONE


La superficialità non riguarda soltanto la sceneggiatura. Anche dal punto di vista tecnico “I Missed You Too” presenta alcune scene che finiscono per spezzare completamente l’immersione.
Il momento sul viadotto con la porta danneggiata è probabilmente l’esempio più evidente: l’apertura avviene praticamente in maniera improvvisa da uno stacco di scena dove è chiusa all’altro dove è magicamente aperta. Lo stesso è visibile più avanti nell’episodio durante l’intervista, quando uno zaino viene gettato a terra e poco dopo sembra sparire magicamente, il tutto mentre la protagonista si tiene una sacca di sangue in mano senza che nessuno intorno a lei sembri trovare la cosa particolarmente insolita.
Sono errori apparentemente piccoli, ma diventano molto più fastidiosi all’interno di una produzione che punta a costruire un mondo distopico nel quale lo spettatore dovrebbe sentirsi immerso.
A questo si aggiunge un cast principale che nel pilot non riesce ancora a lasciare davvero il segno. Le interpretazioni risultano spesso piuttosto piatte e la dinamica tra Bea e Phoebe non possiede ancora quella forza emotiva necessaria per rendere davvero importante il loro ricongiungimento.
La sensazione generale è quindi quella di una produzione con buone idee e un’identità visiva potenzialmente interessante, ma incapace per ora di trasformarle in una messa in scena davvero convincente.

DOVE SONO I VAMPIRI?


Il problema probabilmente più curioso riguarda però proprio ciò che dovrebbe distinguere City Of Blood dalla maggior parte delle altre distopie climatiche: i vampiri.
La stessa sinossi ufficiale di Disney+ presenta una Berlino nella quale i vampiri controllano il crimine organizzato, puntano al potere politico e hanno trasformato il sangue in una vera e propria valuta. Una premessa decisamente forte.
Eppure, per quasi tutti i 51 minuti della premiere, dei vampiri non c’è praticamente traccia.
È una scelta che potrebbe perfettamente funzionare se l’assenza servisse a costruire tensione, mistero o attesa. Il problema è che il pilot non riesce davvero a sfruttarla in nessuna di queste direzioni. Lo spettatore sa già quale sia la premessa della serie e passa quindi buona parte dell’episodio aspettando semplicemente che City Of Blood inizi finalmente a mostrare il proprio vero elemento distintivo.
Non sarebbe nemmeno la prima serie a relegare i vampiri in secondo piano durante il pilot (la premiere di The Passage aveva preso una decisione piuttosto simile).
Quando City Of Blood mostra finalmente le proprie carte, praticamente sul finale, il reveal arriva troppo tardi per compensare tutto ciò che prima non ha funzionato.
Il problema non è nascondere i vampiri per cinquanta minuti: è non costruire abbastanza attesa durante quei cinquanta minuti.

IL PILOT DEVE FAR VENIRE VOGLIA DI PREMERE “PROSSIMO EPISODIO”


È probabilmente questo il punto fondamentale. Una series premiere può permettersi di essere lenta, criptica o persino deliberatamente frustrante. Ma deve comunque riuscire a convincere lo spettatore che valga la pena investire altre sette ore della propria vita in ciò che ha appena iniziato. “I Missed You Too” non ci riesce.
City Of Blood possiede sicuramente materiale per migliorare. La Berlino distopica, il Klimadome, la crisi climatica, la divisione sociale, il commercio del sangue e soprattutto il rapporto tra esseri umani e vampiri offrono molte possibilità. Anche l’idea di utilizzare una città reale e riconoscibile come teatro di una distopia così estrema ha un fascino evidente, soprattutto per chi conosce bene Berlino.
Ma il potenziale non è la stessa cosa del risultato.
Per ora la trama non è abbastanza intrigante, il cast principale non riesce a trascinare, la costruzione del mondo rimane superficiale e alcune scelte di montaggio e regia risultano sorprendentemente approssimative. Il reveal conclusivo permette almeno di intravedere finalmente ciò che City Of Blood vorrebbe diventare, ma arriva dopo cinquanta minuti durante i quali la serie ha chiesto moltissima pazienza offrendo in cambio troppo poco.
Potrà migliorare? Assolutamente sì. Otto episodi offrono tutto il tempo necessario per ampliare il mondo, introdurre davvero i vampiri e approfondire le tensioni politiche e sociali che il pilot si limita a sfiorare.
Il problema è che “I Missed You Too” avrebbe dovuto essere l’episodio incaricato di convincere a scoprirlo. E sotto questo aspetto il primo appuntamento con City Of Blood fallisce miseramente. Un vero peccato, perché sulla carta c’erano tutti gli ingredienti per meritare molta più attenzione.

THUMBS UP 👍

  • La Berlino distopica e devastata dal cambiamento climatico ha un grande potenziale
  • L'idea di integrare i vampiri nelle dinamiche sociali, criminali e politiche della città è intrigante
  • Il reveal finale lascia almeno intravedere una componente horror più interessante

THUMBS DOWN 👎

  • Worldbuilding troppo superficiale per una premiere chiamata a introdurre un universo così complesso
  • Le interpretazioni del cast principale risultano poco incisive
  • Diverse scelte di montaggio e regia spezzano l'immersione
  • Il salto temporale di quindici anni viene gestito in maniera poco credibile
  • I vampiri, elemento distintivo della serie, rimangono praticamente assenti per quasi tutto il pilot
  • La trama non offre abbastanza motivi per desiderare immediatamente di proseguire con gli altri sette episodi
Il giudizio di Recenserie

SLAP THEM ALL

City Of Blood possiede una premessa che sulla carta dovrebbe essere irresistibile: Berlino distopica, crisi climatica, fortissime tensioni sociali e vampiri. I Missed You Too, però, trasforma troppo poco di questo potenziale in una premiere realmente coinvolgente. Worldbuilding superficiale, interpretazioni poco incisive e diverse ingenuità tecniche impediscono al pilot di compiere il suo compito fondamentale: far venire voglia di vedere subito il secondo episodio.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL
Federico Salata

Federico Salata è il fondatore di Recenserie e autore di recensioni, news e approfondimenti dedicati a serie TV e film. Su Recenserie si occupa di critica televisiva e cinematografica, contenuti podcast e coverage di festival ed eventi del settore. Firma articoli editoriali su serialità, cinema, piattaforme streaming e principali uscite dell’intrattenimento.

Voce fondatrice del progetto, segue da vicino l’evoluzione del panorama televisivo e cinematografico con un taglio editoriale che unisce analisi, attualità e riconoscibilità stilistica.

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