Monster: The Lizzie Borden Story 1×01 – BloodbathTEMPO DI LETTURA 5 min

Monster: The Lizzie Borden Story 1x01 recensione: Ella Beatty nei panni di Lizzie Borden in Bloodbath
Recensione Serie TVMonster: The Lizzie Borden Story Stagione 1 Episodio 1 Bloodbath Netflix

Il quarto capitolo di Monster racconta Lizzie Borden tra cronaca nera, rilettura femminile, splatter e atmosfere gotiche.

Dopo il successo delle stagioni dedicate a Dahmer, ai fratelli Menendez e a Ed Gein, arriva il quarto capitolo del franchise Monster, l’antologia true crime targata Netflix creata da Ryan Murphy e Ian Brennan. Questa volta la protagonista è Lizzie Borden, accusata nel 1892 dell’omicidio del padre Andrew e della matrigna Abby e successivamente assolta in uno dei casi di cronaca nera più celebri della storia americana.
Negli Stati Uniti la sua figura è stata resa immortale anche dalla celebre filastrocca “Lizzie Borden took an axe”, ormai entrata nel folklore popolare. Come nelle stagioni precedenti, gli autori partono quindi da un vero caso di cronaca per poi reinterpretarlo attraverso ampie licenze narrative, offrendo una propria versione dei personaggi, delle motivazioni e degli eventi.
“Bloodbath”, scritto da Ian Brennan e diretto da Max Winkler, chiarisce fin dai primi minuti quale sarà l’approccio scelto: meno ricostruzione rigorosamente true crime e più fiaba gotica, splatter e provocazione.

UNA CENERENTOLA MODERNA


I primi minuti di “Bloodbath” chiariscono subito di cosa si sta parlando. Il prodotto è statunitense e la vicenda di Lizzie Borden è estremamente nota oltreoceano, ma anche lo spettatore meno familiare con il caso riesce a comprenderne immediatamente gli elementi fondamentali.
Lizzie Borden, interpretata da una magnetica Ella Beatty, già vista in Se Solo Potessi Ti Prenderei A Calci, viene mostrata mentre uccide a colpi d’ascia il padre e la matrigna. È importante però distinguere immediatamente la versione della serie dai fatti storicamente accertati: Lizzie fu processata per quei delitti ma venne assolta, e l’identità dell’assassino non è mai stata stabilita con certezza.
Il sipario che si alza e la scenografia volutamente teatrale suggeriscono comunque fin dall’inizio che ciò che stiamo vedendo non vuole essere una ricostruzione neutrale. Da qui prende forma la Lizzie immaginata da Monster: una sorta di “Cenerentola moderna” intrappolata in una condizione di minorità, tra un padre emotivamente distante e una matrigna che la umilia e la controlla. Una situazione familiare esasperante che la serie utilizza per costruire la progressiva esplosione di violenza della protagonista.
La sequenza serve inoltre a introdurre Bridget “Maggie” Sullivan, interpretata da Vicky Krieps. Nuova domestica e tuttofare di casa Borden, dal carattere e dai modi decisamente anticonvenzionali per l’epoca, Bridget instaura quasi immediatamente un legame particolare con Lizzie, diventando una possibile via di fuga dalla gabbia familiare in cui la giovane sente di vivere.

TRA FEMMINISMO E MACABRO


Come spesso accade nelle produzioni legate a Ryan Murphy, anche qui sessualità, identità e conflitto con il conservatorismo diventano rapidamente parte centrale del racconto. Il rapporto tra Lizzie e Bridget assume fin dalla premiere una componente di attrazione che va ben oltre la semplice complicità tra le due donne.
La scelta di Lizzie Borden come protagonista offre inoltre spunti interessanti per affrontare la condizione femminile alla fine dell’Ottocento, in una società che limitava fortemente l’autonomia economica, sessuale e sociale delle donne. Sono tutti elementi destinati inevitabilmente a confluire nel controverso processo di Lizzie, qui ancora soltanto anticipato attraverso il modo in cui la protagonista viene osservata e giudicata dalle persone che la circondano.
Alcuni dialoghi risultano però forse fin troppo contemporanei rispetto all’epoca rappresentata e contribuiscono a rendere molto evidente la rilettura moderna della vicenda. A questo si aggiungono numerose scene esplicite e decisamente tendenti allo splatter, a partire dallo stesso incipit.
Il risultato rientra pienamente nell’estetica del franchise, ma lo show gioca forse fin troppo sul sicuro con un materiale di questo tipo, lasciando una sensazione di appiattimento dei personaggi all’interno di ruoli piuttosto riconoscibili: la giovane donna repressa, la matrigna crudele, il padre distante, la domestica ribelle.
Le tematiche risultano quindi a tratti ridondanti e rischiano di banalizzare concetti che avrebbero meritato un approfondimento più sottile.

QUANDO IL TROPPO STROPPIA


Ne risulta una rappresentazione quasi da cartolina del New England di fine Ottocento, nella quale la ricostruzione barocca, gotica e orrorifica delle scenografie finisce spesso per prevalere sulla sostanza e sulla psicologia dei personaggi.
A sostenere il tutto c’è sicuramente un cast scelto con grande cura. Ella Beatty e Vicky Krieps funzionano bene insieme e riescono a dare un minimo di ambiguità in più a personaggi che la sceneggiatura tende invece a definire con tratti molto netti.
Unica pecca è un Charlie Hunnam forse troppo sacrificato in termini di minutaggio, soprattutto dopo l’ottima prova nei panni di Ed Gein nella precedente incarnazione di Monster. La sua interpretazione di Andrew Borden riesce comunque a introdurre una componente di black humor involontario all’interno di una storia che rischierebbe altrimenti di prendersi fin troppo sul serio.
La sceneggiatura procede senza particolari sbavature, costruendo un climax di tossicità familiare che non lascia indifferenti, ma lo fa forse con eccessiva pulizia. Alcuni sviluppi risultano infatti abbastanza prevedibili, mentre diversi dialoghi sfiorano il didascalico.
“Bloodbath” svolge bene il proprio compito di premiere, ma al momento manca un vero guizzo narrativo. O forse, in realtà, ce ne sono già fin troppi: puntare continuamente sul macabro, sullo splatter e sulla provocazione non rende necessariamente più interessante una vicenda che possiede già, di suo, materiale più che sufficiente per reggere il racconto.
Il risultato è quindi un inizio discreto, sostenuto soprattutto dal cast e dall’apparato visivo, ma che dovrà trovare maggiore misura nei prossimi episodi se vuole distinguersi davvero dalle precedenti incarnazioni di Monster.

THUMBS UP 👍

  • Ella Beatty e Vicky Krieps funzionano molto bene insieme
  • La ricostruzione scenografica e le atmosfere gotiche
  • La rilettura della condizione femminile di fine Ottocento offre materiale interessante
  • L'apertura chiarisce immediatamente il tono grottesco e sanguinoso della stagione

THUMBS DOWN 👎

  • Personaggi ancora troppo vicini a ruoli stereotipati
  • Dialoghi e sviluppi narrativi a tratti troppo didascalici e prevedibili
  • L'eccesso di splatter rischia di appiattire una vicenda già abbastanza forte senza ulteriori provocazioni
Il giudizio di Recenserie

SAVE THEM ALL

Bloodbath apre Monster: The Lizzie Borden Story con una rilettura gotica e volutamente sopra le righe della vicenda di Lizzie Borden. Ella Beatty e Vicky Krieps funzionano, la ricostruzione d'epoca è curata e il tono è immediatamente riconoscibile, ma splatter, personaggi fin troppo definiti e tematiche molto dichiarate impediscono alla premiere di andare oltre un buon SAVE.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita di tutti i giorni fa l'addetto museale. Con il calare delle tenebre, e nel tempo libero in generale, si trasforma in critico cinematografico e seriale nonché podcaster dilettante trattando gli argomenti più disparati ma sempre in ambito culturale e mediatico.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Una testimonianza anonima in NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor, documentario presentato in concorso a Venezia 83
Precedente

NAZA

Ken Jenkins nei panni del Dr. Bob Kelso in Scrubs, il cui ritorno nella seconda stagione del revival è ora in dubbio
Prossima

Scrubs 2: il ritorno del Dr. Kelso è in dubbio, Zach Braff frena su Ken Jenkins