Difficilmente una serie riesce a migliorarsi andando avanti con le stagioni, è una cosa normale perchè si convive costantemente con l’aumentare delle aspettative, l’evoluzione dei personaggi e l’invenzione di nuove storyline per mantenere viva una trama che, secondo l’idea iniziale degli sceneggiatori, sarebbe dovuta finire molto
tempo prima. L’unica parola che rende bene tutto questo processo è “rivoluzione”, ovvero il processo di trasformazione necessaria per poter sorprendere senza ripetersi nel tempo, cioè quello che sta tentando di fare The Following.
Si era già detto in “Resurrection” che questa stagione rappresentava per forza di cose un The Following 2.0 ma tra il dire ed il fare di solito ci sta in mezzo il mare, qui invece ci sono in mezzo solo tre puntate: “Resurrection“, “For Joe” e questa “Trust Me”. L’idea che si ha guardando questo trittico di episodi è quella di un ponte tra il disastro della scorsa stagione e la ricostruzione che si sta operando per non sbagliare ancora. E’ un’operazione necessaria e doverosa per ricominciare da zero cercando di non ripetere gli errori fatti in passato e operando verso una direzione diversa ed imprevista.
“Trust Me” chiude idealmente quello che è una sorta di prologo a questa seconda stagione perchè giusto in concomitanza con la fine dell’episodio si ha ben chiaro quali sono tutti i partecipanti di questo nuovo gioco della morte: Ryan Hardy volente o nolente sembra predestinato a dover collaborare ancora con l’FBI e Weston; Joe Carroll ha deciso di rimettersi in contatto con i suoi seguaci, anche per capire cosa sta succedendo; i gemelli, Carlos, la francese di Last Resort, Emma e Lily Gray invece fanno parte del nuovo gruppo pro Carroll. In particolare vorrei soffermarmi su quest’ultimo personaggio che, pur con un espediente narrativo già visto la scorsa stagione, è riuscito a spiazzare tutti. La scelta di celare un follower dietro un interesse amoroso era già stato fatto, tuttavia questa volta il tutto è stato costruito ad hoc per risultare una vittima ed instillare in Ryan Hardy un senso di colpa ancora maggiore che lo facesse avvicinare a lei tanto da renderla insospettabile. Questo espediente ha ingannato lui e ha ingannato anche noi che non ci aspettavamo questa svolta, una svolta che perde però un po’ di smalto con la rivelazione che i gemelli Luke e Mark sono in realtà i figli della Gray. Se la sorpresa della vera identità della Gray è spiazzante ma piacevole perchè rispetto alla scorsa stagione non è frutto della demenza di FBI e soci, la scelta di trasformare la nuova “setta” in una famiglia allargata di serial killer invece può essere dubbiosa e discutibile ma aspettiamo per vedere se e come Kevin Williamson riuscirà a rovinare tutto.
Sempre parlando di famiglie particolari dobbiamo spendere due parole su quella che ha adottato Carroll. Si fatica a credere nel cambiamento subito da Mandy che nel giro di un paio di puntate è passata da figlia adottiva di Joe a matricida in maniera troppo repentina per non far storcere il naso ai più. La mattina prega Carroll di non strozzare a morte sua madre ed il pomeriggio la pugnala più volte nello stomaco, così, giusto per essere sicura che sia morta. Ok essere psicopatici o psicologicamente indotti da una figura carismatica a compiere gesti estremi, però questo è un caso di voltagabbana puro e semplice che mal si accosta ad una delle rare puntate in cui tutto sembra abbastanza reale. Insomma, sono riusciti comunque a toppare qualcosa anche stavolta.
- Twist narrativo su Lily Gray
- Mike Weston prende a pesci in faccia Ryan ed un “era ora” ci sta tutto
- Joe Carroll is back. E stavolta ha pure la barba.
- Mandy: da figlia amorevole a killer in mezza giornata
- Kevin Bacon è monoespressivo per 40 minuti. Strano…
| For Joe 2×02 | 6.2 milioni – 2.0 rating |
| Trust Me 2×03 | 5.8 milioni – 1.9 rating |
VOTO EMMY
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