American Horror Story: 13 13×04 – 13×05 – 13×06 – Is That All There Is? – Date Night – The Return of Devil’s NightTEMPO DI LETTURA 4 min

Scena di American Horror Story: 13, episodio Is That All There Is?
Recensione Serie TVAmerican Horror Story: 13 Stagione 13 Episodio 4-6 Is That All There Is? / Date Night / The Return of Devil's Night Disney+

Il crossover tra Coven, Hotel e le altre stagioni di American Horror Story prosegue tra ritorni iconici e fan service, ma la trama resta troppo frammentata.

Continua, negli episodi 13×04, 13×05 e 13×06 di American Horror Story: 13, la costruzione dell’incontro di tutti i personaggi di AHS per combattere un nuovo nemico comune, senza soluzione di continuità e, a tratti, anche senza una trama ben definita. Una tendenza già emersa nella recensione dei primi tre episodi della stagione.

È TUTTO QUI?


Una delle prime considerazioni che vengono da fare riguardo a questa stagione viene riassunta perfettamente nel titolo del quarto episodio. Nello specifico, si fa fatica a dare un senso a quanto viene raccontato poiché la trama risulta essere troppo frammentata per capire dove si vuole andare a parare. In questo episodio viene gettato il seme del possibile legame tra Mr. Nas e il caregiver Ben, in un delirio di sogni, incubi e desideri degli altri abitanti della casa.
Constance, in particolare, emerge come principale artefice della “rinascita” di Mr. Nas e tutto l’episodio gioca su quanto si è disposti a scendere a compromessi per conseguire i propri desideri più profondi. Peccato che in mezzo avvengano sacrifici poco motivati ed esibizioni canore affascinanti ma sostanzialmente riempitive.
Un episodio utile solo a mandare avanti la trama verso la direzione prefissata, senza grandi momenti significativi.

COINCIDENZE


Dei tre episodi, questo è l’unico che ha una funzione e un senso più chiari, dove, tra l’altro, la componente horror si riduce alla parte splatter nei flashback.
Si approfondisce la storia di Ben, sia in relazione alla sua fobia per il numero 13, sia relativamente alla sua relazione con Kira. L’incontro con l’altra superstite dell’incidente aereo, Ashley, permette un confronto tra i due sulle loro paure e sulla necessità di essere amati da qualcuno, viste le continue sfighe capitate a entrambi.
Chiaramente in AHS le cose non sono mai verosimili, quindi queste sfighe risultano eccessive ed estreme, ma perfettamente in linea con lo spirito della serie, perciò non ci si fa caso più di tanto. Comunque rimangono troppe coincidenze legate al numero 13 e, in generale, alle modalità di incontro tra i personaggi e le varie tragedie.Interessante, però, vedere come emerga il carattere manipolatorio della defunta Kira, in un processo di consapevolezza che normalmente viene evitato o elaborato successivamente quando si subisce il lutto di una persona vicina ma “invadente”. Niente di profondo e analizzato, ma funzionale al processo di comprensione del perché ci si leghi a tali persone.
L’episodio si conclude con un nuovo cliffhanger che si immagina verrà ripreso non immediatamente, vista la modalità narrativa adottata finora, che salta da una linea di trama all’altra senza legarle troppo.

RITORNANO I SERIAL KILLER CHE NON SE N’ERANO MAI ANDATI


Nel terzo episodio qui recensito, le stagioni di Hotel e Coven si incontrano, con il gruppo di serial killer guidati da James Patrick March che irrompe nella casa delle streghe di New Orleans, dando inizio alla strage che Mr. Nas ha in mente.
Di nuovo, un episodio preparatorio con qualche colpo di scena, in un continuo gioco di premonizioni su un futuro tragico e altri topoi tipici della mitologia di AHS. Uno tra tutti, il ruolo della Supreme e chi ne è degno, soprattutto dimostrando capacità di guida della folta e problematica comunità di streghe. Cordelia, interpretata dalla poliedrica Sarah Paulson, sembra non essere in grado di essere all’altezza della madre e cerca di evocarla.
Forse qui emerge meglio l’idea di fondo di questa stagione: arrivare a una resa dei conti finale tra le varie anime del bene e del male presentate in tutte queste stagioni di AHS. Quell’idea di “Avengers” che Ryan Murphy ha dichiarato di avere in testa da tempo (e in parte realizzata in Apocalypse) si comincia a intravedere, anche se ancora manca quel qualcosa che coinvolga davvero lo spettatore nella storia.
Finora si continua soltanto ad annunciare qualcosa di terribile che accadrà a causa di Mr. Nas, senza però sostenerlo con quanto viene mostrato. Troppo sbilanciamento verso il fan service che, non si nega, fa sempre piacere, specialmente con i personaggi iconici della serie (delle prime stagioni in particolar modo).
La scelta di frammentare la narrazione in episodi corti sembra ancora non funzionare perfettamente per il coinvolgimento dello spettatore. C’è il sospetto che sia più una decisione di forma che di sostanza narrativa.

THUMBS UP 👍

  • L'approfondimento di Ben e Ashley in Date Night
  • Il ritorno dei personaggi iconici di Coven e Hotel
  • Le atmosfere e le esibizioni canore

THUMBS DOWN 👎

  • Una trama eccessivamente frammentata
  • Troppo fan service e poco sviluppo narrativo
  • Episodi brevi e spesso soltanto preparatori

Il giudizio di Recenserie

SAVE THEM ALL

American Horror Story: 13 continua a riunire i personaggi più iconici della propria mitologia, ma nei tre episodi prevalgono frammentazione narrativa e fan service. Date Night offre qualche spunto più interessante, mentre il crossover tra Coven e Hotel promette una resa dei conti che ancora fatica a coinvolgere davvero lo spettatore.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL

Dopo miliardi di ore passate a vedere cartoni giapponesi e altra robaccia pop anni ’80 americana, la folgorazione arriva con la visione di Twin Peaks. Da allora nulla è stato più lo stesso. La serialità è entrata nella sua vita e, complici anche i supereroi con le loro trame infinite, ora vive solo per assecondare le sue droghe. Per compensare prova a fare l’ingegnere ma è evidentemente un'illusione. Sogna un giorno di produrre, o magari scrivere, qualche serie, per qualche disperata tv via cavo o canale streaming. Segue qualsiasi cosa scriva Sorkin o Kelley ma, per non essere troppo snob, non si nega qualche guilty pleasure ogni tanto.

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