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Castle Rock 2×10 – CleanTEMPO DI LETTURA 6 min

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Castle Rock chiude un cerchio con questo finale di stagione che dà risposte a molti dei quesiti sinora lasciati in sospeso. Il bilancio è assolutamente positivo, anche se il riallaccio con la prima stagione a partire solamente dal settimo episodio sembra avere lasciato poco spazio per raccordare tutte le storyline in maniera completa e senza lasciar indietro nulla. Promossi comunque Sam Shaw e Dustin Thomason, il quali non solo riescono a non rovinare l’universo Kinghiano consacrato da un successo letterario immenso – consolazione amara per il pubblico seriale che deve ancora riprendersi dalla disfatta totale dell’ottava stagione di Game of Thrones  –  ma riescono anche a rispettare i canoni narrativi di uno stile fortemente caratterizzante, che tutti i lettori hanno ritrovato nella trasposizione sul piccolo schermo. Non c’è dubbio che i fan di Stephen King abbiano apprezzato la seconda stagione di molto più della prima, e che le promesse su Annie Wilkes siano state assolutamente mantenute, tuttavia, proprio quando la serie sembra volere dare il massimo, c’è sempre un espediente narrativo che non convince, un episodio che la frena, o un personaggio lasciato in sospeso.

 


L’epilogo dei Merrill e Chance
Una delle trovate migliori della serie tv è stata quella di riportare i Merrill a Castle Rock, sottolineata dai numerosi richiami a Sun Dog e a Stand By ME e dei quali la corsa attraverso i binari del treno è stata l’ultima chicca. La fine di Pop si sposa perfettamente con la rivisitazione del personaggio che è stata fatta in questa stagione, senza redimerlo dalle proprie colpe ma restituendogli una dignità che avevamo creduto persa nello scorso episodio. I numerosi colpi di scena che lo hanno visto protagonista hanno contribuito a rendere il filone narrativo dei Merrill accattivante, il più umano e al tempo stesso il più dannato di tutti.  Un po’ meno soddisfacente, perché decisamente troppo semplicistica, è stata invece la fine Ace, elevato a grande cattivo della stagione, appassionato e carismatico, e finito senza niente di particolarmente spettacolare.
Anche l’unione di Chance al gruppo dei Merrill era stata una bella trovata, dato il ruolo troppo trascurato che le era stato dato. È sicuramente un peccato che non si sia creato un vero e proprio capitolo sui ragazzi di Castle Rock, perché si avrebbe dato modo di riprendere un tema caro alla letteratura di King e perché il rapporto tra Chance e Joy non era riuscito poi tanto male. Purtroppo, anche questa parentesi ha lasciato gli spettatori con l’amaro in bocca, dal momento che Chance è stata ripresa nel penultimo episodio per poi essere abbandonata così, senza una vera e propria fine e addirittura senza nemmeno una scena di commiato con Joy. Rimane solamente una dei pochi testimoni, insieme a Nadia ed Abdi, della tragedia sventata di Castle Rock e della sua maledizione, che torna ed essere seppellita senza – chissà – essere cancellata definitivamente.

 

Finalmente Misery
La sorpresa più grande, che piomba inaspettatamente in Castle Rock, è il romanzo di Paul Sheldon – per non dire lo scrittore in persona! – incrociando improvvisamente il destino di Annie Wilkes a cui rimarrà legato fino al tragico epilogo di Misery Non Deve Morire. Tutto l’hype generato dai trailer e dai video promo, che ha subito alti e bassi durante la visione del telefilm, sale alle stelle nel capitolo finale su Annie Wilkes, arrivando molto più lontano di quanto il pubblico ormai non si aspettasse. Quasi tutta la puntata è dedicata nuovamente ad Annie e Joy, e si ricarica delle atmosfere ansiogene e schizofreniche della prima metà stagione. Di questa vengono ripresi numerosi altri elementi, trasformati inevitabilmente dagli eventi tragici vissuti a Castle Rock: la vita itinerante di madre e figlia ormai segnata da una barriera di rancori, la ricerca del “laughting place” che Annie troverà solo nella propria mente, il rapporto di Annie con la lettura, che ormai domina con decisione e che la porterà a crearsi un nuovo idolo. Il mix diventa letale quando vi si aggiunge il sospetto che la maledizione di Castle Rock si sia annidata nella figlia Joy, mistero che non viene effettivamente risolto, lasciando un’aura di “finale aperto” che richiama le atmosfere della prima stagione. Inutile fingere che lo spettatore non si aspettasse di vedere la follia omicida di Annie scagliarsi contro la figlia, ma probabilmente lo si immaginava diversamente. La scena dell’annegamento è a dir poco drammatica, è fredda e spietata, raccontata non dal punto di vista distorto di Annie ma da una prospettiva neutra, che guarda con incredulità ad una madre che ammazza la figlia. Annie è l’esempio del personaggio abbandonato a sé stesso, che diventa crudele perché è portato ad esserlo per natura, che compie tragedie di cui rimane inevitabilmente vittima. È un personaggio complesso, che durante la stagione non viene mai condannato dagli altri protagonisti, e il rifugio disperato nella schizofrenia sembra avere anch’esso lo scopo di compatirla. La citazione del quinto episodio, in cui la prima volta Annie si ferma dall’annegare Joy nel lago, fa raggelare ancora di più il sangue: il destino dei personaggi è inevitabilmente scritto, e continua a non esserci redenzione per nessuno, proprio come in un romanzo di King.

 

La fine di Castle Rock?
Lo si diceva giusto all’inizio, la serie si conclude senza lasciare più nulla in sospeso: Annie Wilkes è diventata la fan numero uno di Paul Sheldon, o meglio di Misery (che come tutte le sue persone preferite morirà); Castle Rock è veramente una città maledetta dall’alba dei tempi, in cui un demonio semina paura e morte; lo schisma non è una fantasia, esiste, ed entra nella mente delle persone plagiandone la volontà; nella foresta di Castle Rock si trova un portale spazio-temporale che incrocia più universi paralleli; Bill Skagaard era veramente il diavolo come era stato sospettato nella prima stagione. Insomma, chiudendo ogni mistero e senza sollevarne altri, la serie sembra essere giunta ad una naturale conclusione. Non essendo stata particolarmente memorabile, ma non avendo sconvolto nulla, Castle Rock è stato sicuramente un interessante esperimento, per di più di buona qualità cinematografica. Si è dunque veramente arrivati alla fine? A questo quesito non ci sono state né risposte né smentite da parte di Hulu. Nonostante i risultati non proprio entusiasmanti della prima stagione, la seconda è arrivata sul piccolo schermo ottenendo anche un discreto successo. Lo si è fatto, in verità, con un piccolo cambio di rotta rispetto a quanto non fosse stato preannunciato dalla casa madre, che aveva pubblicizzato una serie antologica quando invece la prima e la seconda stagione si sono rivelate essere profondamente legate. Se dovesse esserci una terza stagione, è probabile che parta effettivamente con una storia del tutto nuova, ma per adesso sulla cittadina del Maine cala il sipario con una discreta quantità di applausi.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Misery
  • La follia di Annie
  • Lizzie Caplan brava come non mai
  • Tutte le risposte su Castle Rock
  • Tanto materiale per un solo episodio
  • Fretta nel chiudere sui Merrill
  • Nessun saluto a Chance

 

La seconda stagione di Castle Rock si conclude riprendendo la storia di Annie Wilkes e portandola dove i fan di King speravano che arrivasse. Un finale di stagione più che completo, che riscatta anche la prima stagione e dà risposta a tutti i misteri che infestavano Castle Rock.

 

Caveat Emptor 2×09 ND milioni – ND rating
Clean 2×10 ND milioni – ND rating

 

Caterina P.

Dalle fila sudiste di Recenserie, la sua lotta con le puntate da recensire imperversa tra slanci creativi e ritardi clamorosi. Le sue recensioni possono essere ottime o totalmente a cazzo di cane. Detesta le serie romantiche, abomina i teen drama e mal sopporta le comedy. Fantascienza e fantasy sono le uniche vie del sapere, al di fuori di queste è ammissibile solo il mystery.

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